C’è commemorazione e commemorazione. Sabato 2 agosto, 45esimo anniversario della Strage neofascista alla stazione di Bologna (condito dalle polemiche affidate quest’anno alla rappresentante del governo, la ministra dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini), il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha preferito partecipare al duemiladuecentoquarantunesimo anniversario della battaglia di Canne del 216 a.C, durante la seconda guerra punica. Tra parentesi, una delle più pesanti sconfitte subite da Roma per mano dei cartaginesi guidati da Annibale.
Le parole di Giuli a Canne
Una «promessa mantenuta», ha precisato il titolare del Mic. «I luoghi in cui la cultura esprime se stessa e la propria identità sono l’unico autentico contravveleno alla discordia e alle guerre di ogni ordine e grado», annota con la sua riconoscibile prosa sui social. «Ed è per questo che nei luoghi di guerra e di sofferenza, come qui dove si compì la battaglia di Canne, che il Ministero della Cultura si affaccia offrendo fiori, offrendo la propria disponibilità economica, offrendo la propria presenza, offrendo le migliori qualità delle persone che conoscono il territorio e mappano le necessità culturali». E, ancora: «Quelle che abbiamo definito olivettianamente come la siccità culturale dei tanti luoghi d’Italia che hanno bisogno di essere valorizzati. Questo è il modo migliore per trasformare il veleno della discordia, il veleno del conflitto, il veleno della morte nel farmaco del dialogo tra i popoli. Perché la cultura è civiltà e la sua lingua è la pace».
Quando Giuli preferì i Bronzi alla finale del premio Strega
Del resto la passione del ministro meloniano per l’antichità è cosa nota. E spiegherebbe anche la sua decisione di snobbare la finale del Premio Strega, con annessa lamentatio per non aver ricevuto i libri della cinquina, per volare a Berlino per una serie di incontri bilaterali e per partecipare all’inaugurazione della mostra “Die Bronzen von San Casciano dei Bagni. Eine Sensation aus dem Schlamm” alla James-Simon-Galerie nella Museen Insel. Meglio dunque rendere omaggio ai Bronzi rinvenuti a San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena, che avere a che fare con il solito mondo editoriale radical chic e de sinistra.
Il libro Antico presente e la riscoperta della civiltà italica
Lo stesso Giuli tra l’altro è autore del tomo Antico presente. Viaggio nel sacro vivente, uscito lo scorso aprile per Baldini+Castoldi. Un viaggio che rievoca epiche battaglie, miti e leggende che hanno plasmato la civiltà italica. Qualsiasi cosa essa significhi. Dunque non dovrebbe stupire la missione in terra pugliese né il fatto che l’iniziativa – compreso un concerto con un programma musicale che spaziava da Respighi a Stravinsky – sia stata «organizzata dal ministero della Cultura in collaborazione con il Comune di Barletta, assessorato alla Cultura, e la Regione Puglia, con il supporto di Puglia Culture, nell’ambito dell’accordo di gestione e valorizzazione tra Comune e Mic, che consente di promuovere il sito come riferimento culturale di rilievo per il territorio e, più in generale, per il patrimonio nazionale», recita il sito della direzione dei Musei pugliesi.
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