La figura che la commissione per le autorizzazioni a procedere ha fatto, l'ennesima, non dando l'autorizzazione a procedere contro Calderoli, che aveva apostrofato la ministra Kyenge, con espressione che neanche i maiali, fra di loro, sono soliti usare, e cioè: 'quando vedo la ministra Kyenge non posso non pensare ad un orango'.
Ieri su un giornale è apparsa una vignetta che riproduceva un roseo maiale - povero animale costretto dal vignettista ad offrire le sue sembianze a Calderoli - che recava appeso al collo un cartello, nello stile 'Charlie Hebdo', 'Je suis Calderoli'. Il maiale non si offende?
Sembra che alcuni componenti della Commissione si siano pentiti della schifezza ed abbiano assicurato che, in Aula, voteranno a favore della autorizzazione a procedere contro il Calderoli/maiale che ha apostrofato la ministra Kyenge.
P.S. Il maiale ritratto nella vignetta, ci ha fatto sapere, attraverso il suo avvocato, che non intende prestare la sua faccia paffuta e rosea a Calderoli e che perciò farà causa al vignettista per l'uso diffamatorio della sua immagine. Ed ha suggerito di rivolgersi ad uno scarafaggio, di quelli che sul dorso hanno striature verdastre, i più schifosi della specie.
sabato 7 febbraio 2015
All'Opera di Roma Fuortes voleva licenziare in blocco orchestra e coro; alla Scala Pereira non vuole licenizare neanche una decina di operai. Adesso ci pensa Renzi
La storia dello sciopero di una dozzina di operai scaligeri per il 1 maggio quando è prevista , in concomitanza con l'inaugurazione dell'EXPO, la prima di Turandot, è ormai nota. Come è altrettanto noto l'invito del sovrintendente della Scala a comunicare la volontà di sciopero per quel giorno, in seguito alla quale l'opera salterebbe, senza attendere l'ultimo minuto, come purtroppo il sindacalismo idiota ha imparato a fare negli ultimi anni.
Il fatto nuovo delle ultime ore è che uno strumentista dell'orchestra ha scritto una lettera a Renzi, pregandolo forse di intervenire su quel 'manipolo' di operai sciagurati - si può dire 'quattro gatti' senza offendere nessuno? - che imporrebbe la sua volontà a tutto il teatro. Quel giorno i lavoratori chiamati a sacrificare la festa del lavoro, a Milano, saranno a migliaia, e nessuno di loro pare abbia avanzato la pregiudiziale delle manifestazioni dei lavoratori, salvo quei pochi della Scala.
Ma se a Roma Fuortes ha minacciato il licenziamento in blocco di orchestra e coro, avendo dalla sua perfino sindaco e ministero, perchè Pereira non può minacciare il licenziamento di quel manipolo di irriducibili che tengono in ostaggio un intero teatro?
E i dirigenti sindacali nazionali nulla possono?
P.S. Gli irriducibili 'apostoli' e 'missionari' della festa dei lavoratori hanno fatto sapere che Renzi non gli mette paura e che se ci sarà un decreto ingiuntivo loro ricorreranno contro tale decreto in Tribunale.
Ancora una volta la cecità del sindacato mette in pericolo il lavoro stesso dei propri iscritti che ovviamente non si ribellano a tale strumentalizzazione. Esattamente come è avvenuto a Roma, quando per colpa dei sindacati - beceri - tutti i lavoratori del settore 'artistico' del teatro ( orchestra e coro) quando sono rientrati in pianta stabile, hanno dovuto pagare un prezzo (maggiore impegno lavorativo, minore retribuzione, scioperi vietati) del quale dovrebbero farsi risarcire dai loro ottusi rappresentanti. A quelli di Milano non è servita, lo ripetiamo, la lezione di Roma.
Il fatto nuovo delle ultime ore è che uno strumentista dell'orchestra ha scritto una lettera a Renzi, pregandolo forse di intervenire su quel 'manipolo' di operai sciagurati - si può dire 'quattro gatti' senza offendere nessuno? - che imporrebbe la sua volontà a tutto il teatro. Quel giorno i lavoratori chiamati a sacrificare la festa del lavoro, a Milano, saranno a migliaia, e nessuno di loro pare abbia avanzato la pregiudiziale delle manifestazioni dei lavoratori, salvo quei pochi della Scala.
Ma se a Roma Fuortes ha minacciato il licenziamento in blocco di orchestra e coro, avendo dalla sua perfino sindaco e ministero, perchè Pereira non può minacciare il licenziamento di quel manipolo di irriducibili che tengono in ostaggio un intero teatro?
E i dirigenti sindacali nazionali nulla possono?
P.S. Gli irriducibili 'apostoli' e 'missionari' della festa dei lavoratori hanno fatto sapere che Renzi non gli mette paura e che se ci sarà un decreto ingiuntivo loro ricorreranno contro tale decreto in Tribunale.
Ancora una volta la cecità del sindacato mette in pericolo il lavoro stesso dei propri iscritti che ovviamente non si ribellano a tale strumentalizzazione. Esattamente come è avvenuto a Roma, quando per colpa dei sindacati - beceri - tutti i lavoratori del settore 'artistico' del teatro ( orchestra e coro) quando sono rientrati in pianta stabile, hanno dovuto pagare un prezzo (maggiore impegno lavorativo, minore retribuzione, scioperi vietati) del quale dovrebbero farsi risarcire dai loro ottusi rappresentanti. A quelli di Milano non è servita, lo ripetiamo, la lezione di Roma.
Franceschini , ministro a due velocità, che intenzioni ha sulle Fondazioni liriche?
Franceschini, come ci sembra di poter dedurre dalle notizie in nostro possesso, ha passato la notte di giovedì nel suo ufficio al Collegio romano, per perfezionare a tempo di record, assistito dallo scudiero manovratore Nastasi, la nomina di Nicola Sani a Sovrintendente del Teatro comunale di Bologna, come gli era stato indicato e chiesto dal Consiglio di indirizzo del teatro.
Dal Consiglio di indirizzo del Teatro di Cagliari è stato indicato, da qualche tempo, come prossimo sovrintendente del teatro la dott. Angela Spocci. Forse prima che a Bologna facessero il nome di Sani. Sani ha ottenuto la nomina, la Spocci ancora no.
Perchè questo doppia velocità?
Perchè la Spocci ha al Ministero un nemico, senza colpa alcuna. Il sottosegretario Barracciu, sostenuta da Renzi che l'ha strappata dalle grinfie del PD sardo. Il sindaco della città Zedda, con la nomina del nuovo Consiglio di indirizzo è stato felice di far decadere Mauro Meli dalla carica di Sovrintendente, per mettercene un altro, un altro qualunque andava bene, purchè non Meli. Per fortuna la scelta è caduta sulla Spocci che ha esperienza da vendere. Ma che aspetta a nominarla Franceschini?
Meli, osteggiato da Zedda (SEL), processato per la nomina della Crivellenti (spinta da Letta e Nastasi) è sostenuto dalla Barracciu (PD) - vincitrice alla primarie per la regione in Sardegna ma, perchè subito indagata per le spese con fondi regionali, dovette dimettersi dalla corsa - la quale è sostenuta da Renzi che l'ha fatta sottosegretario (la Barracciu, prima della sua carriera conseguente alla discesa in politica, era un insegnante di lettere nelle scuole superiori, dunque nessuna o quasi professionalità poteva la signora vantare nel campo dei beni culturali, come del resto Franceschini; mentre ne ha da vendere solo l'altro sottosegretario che viene dal FAI, la Buitoni), il quale Renzi è il capo del governo che ha fatto ministro della cultura Franceschini, 'mezzo disastro'.
Forse il ritardo nella convalida delle nomina della Spocci va ricercata proprio nel labirinto delle vendette politiche nella medesima sinistra, tra PD e SEL.
Franceschini, ha 'spacchettato' finalmente il FUS, destinando alle Fondazioni liriche per il 2015 5 milioni di fondi in meno, a pari ammontare del FUS nel 2014 e 2015;mentre ha aumentato i fondi per il cinema.
Verrebbe quindi da domandarsi quale intenzioni abbia il ministro sulle Fondazioni liriche, se sono le stesse più volte espresse dal suo suggeritore Nastasi, e se fra le sue intenzioni vì è anche quella di ridurne il numero, cominciando col ridurne i finanziamenti.
E, infine, far ritornare il potere di nomina nelle mani del Ministro e nelle stanze del Ministero, non può voler dire che la politica di nuovo vuole ingabbiare tutto, musica ed opera comprese, nonostante i guai che in passato ha già prodotto così facendo?
Dal Consiglio di indirizzo del Teatro di Cagliari è stato indicato, da qualche tempo, come prossimo sovrintendente del teatro la dott. Angela Spocci. Forse prima che a Bologna facessero il nome di Sani. Sani ha ottenuto la nomina, la Spocci ancora no.
Perchè questo doppia velocità?
Perchè la Spocci ha al Ministero un nemico, senza colpa alcuna. Il sottosegretario Barracciu, sostenuta da Renzi che l'ha strappata dalle grinfie del PD sardo. Il sindaco della città Zedda, con la nomina del nuovo Consiglio di indirizzo è stato felice di far decadere Mauro Meli dalla carica di Sovrintendente, per mettercene un altro, un altro qualunque andava bene, purchè non Meli. Per fortuna la scelta è caduta sulla Spocci che ha esperienza da vendere. Ma che aspetta a nominarla Franceschini?
Meli, osteggiato da Zedda (SEL), processato per la nomina della Crivellenti (spinta da Letta e Nastasi) è sostenuto dalla Barracciu (PD) - vincitrice alla primarie per la regione in Sardegna ma, perchè subito indagata per le spese con fondi regionali, dovette dimettersi dalla corsa - la quale è sostenuta da Renzi che l'ha fatta sottosegretario (la Barracciu, prima della sua carriera conseguente alla discesa in politica, era un insegnante di lettere nelle scuole superiori, dunque nessuna o quasi professionalità poteva la signora vantare nel campo dei beni culturali, come del resto Franceschini; mentre ne ha da vendere solo l'altro sottosegretario che viene dal FAI, la Buitoni), il quale Renzi è il capo del governo che ha fatto ministro della cultura Franceschini, 'mezzo disastro'.
Forse il ritardo nella convalida delle nomina della Spocci va ricercata proprio nel labirinto delle vendette politiche nella medesima sinistra, tra PD e SEL.
Franceschini, ha 'spacchettato' finalmente il FUS, destinando alle Fondazioni liriche per il 2015 5 milioni di fondi in meno, a pari ammontare del FUS nel 2014 e 2015;mentre ha aumentato i fondi per il cinema.
Verrebbe quindi da domandarsi quale intenzioni abbia il ministro sulle Fondazioni liriche, se sono le stesse più volte espresse dal suo suggeritore Nastasi, e se fra le sue intenzioni vì è anche quella di ridurne il numero, cominciando col ridurne i finanziamenti.
E, infine, far ritornare il potere di nomina nelle mani del Ministro e nelle stanze del Ministero, non può voler dire che la politica di nuovo vuole ingabbiare tutto, musica ed opera comprese, nonostante i guai che in passato ha già prodotto così facendo?
Nicola Sani, nominato sovrintendente a Bologna, ringrazia tutti tranne uno. Ma Sani, zitto zitto, era approdato anche alla Chigiana. Evidentemente era il suo momento che tuttora continua.
Nicola Sani, 53 anni, compositore, elettronico soprattutto nel settore suoni&luci, video compositore (?), indicato dal nuovo Consiglio di indirizzo del Teatro Comunale di Bologna, come candidato sovrintendente al ministro Franceschini è stato da questi nominato già l'altro ieri sovrintendente.
La carriera di Sani come operatore musicale, iniziata molti anni fa in nome di Scelsi, quale responsabile della fondazione romana intitolata alla sorella del noto musicista, è abbastanza recente e risale agli ultimi anni Duemila, a Roma, chiamatovi da Francesco Ernani, come direttore artistico all'Opera, su indicazione - si disse - del governatore Marrazzo. All'uscita di Ernani dall'Opera di Roma, con la giunta Alemanno, anche Sani fu fatto accomodare fuori. Ernani, successivamEnte, dall'allora prefetto Cancellieri fu chiamato prima a Catania, per un brevisismo periodo, e successivamente a Bologna,; e Ernani, a sua volta chiamè come consulente del sovrintendente per la direzione artistica nuovamente Nicola Sani,il quale per un triennio ha lavorato a fianco di Ernani.
Ora la svolta. Ernani che fine ha fatto? Ha chiesto di andare in pensione? E' stato messo alla porta dagli amministratori rossi bolognesi? O, a Bologna come a Roma, sarà stata la mano morta di Nastasi a mandarlo a casa?
Non lo sappiamo, né ci interessa.
Oggi, leggiamo in un comunicato del teatro bolognese, che il ministro ecc... ha nominato Sani ecc....
il quale ringrazia il ministro, ringrazia il consiglio di indirizzo che ha fatto il suo nome ( non ringrazia il sindaco solo perchè egli è compreso nel consiglio di indirizzo, ed anche per non dare - forse- troppo nell'occhio, e ringrazia anche questi e quello.
L'unico che Sani non ringrazia è Ernani.
P.S. Nell'inseguire ciò che accadeva ed accade nei nostri teatri lirici, ci siamo persi ancora una medaglia che Nicola Sani s'è appuntato sul petto, quella di consulente artistico dell'Accademia Musicale Chigiana, dal 1 novembre 2014.L'incarico è terminato a gennaio di quest'anno, alla fine di gennaio, quando è stato nominato sovrintendente di Bologna, dopo che ne era stato consulente artistico, in coppia con la Chigiana? No, leggere post del 9 febbraio per l'aggiornamento.
Evidentemente è il suo momento; se potessero, coloro i quali tengono le fila dell'organizzazione musicale in Italia, ma anche di altro, lo farebbero SOVRINTENDENTE D' ITALIA.
P.P.S. Nel messaggio inviato a tutti i lavoratori del Teatro Comunale. Sani, evidentemente ravvedutosi dal precedente sgarbo, ha ringraziato in modo particolare anche Ernani. Bravo.
La carriera di Sani come operatore musicale, iniziata molti anni fa in nome di Scelsi, quale responsabile della fondazione romana intitolata alla sorella del noto musicista, è abbastanza recente e risale agli ultimi anni Duemila, a Roma, chiamatovi da Francesco Ernani, come direttore artistico all'Opera, su indicazione - si disse - del governatore Marrazzo. All'uscita di Ernani dall'Opera di Roma, con la giunta Alemanno, anche Sani fu fatto accomodare fuori. Ernani, successivamEnte, dall'allora prefetto Cancellieri fu chiamato prima a Catania, per un brevisismo periodo, e successivamente a Bologna,; e Ernani, a sua volta chiamè come consulente del sovrintendente per la direzione artistica nuovamente Nicola Sani,il quale per un triennio ha lavorato a fianco di Ernani.
Ora la svolta. Ernani che fine ha fatto? Ha chiesto di andare in pensione? E' stato messo alla porta dagli amministratori rossi bolognesi? O, a Bologna come a Roma, sarà stata la mano morta di Nastasi a mandarlo a casa?
Non lo sappiamo, né ci interessa.
Oggi, leggiamo in un comunicato del teatro bolognese, che il ministro ecc... ha nominato Sani ecc....
il quale ringrazia il ministro, ringrazia il consiglio di indirizzo che ha fatto il suo nome ( non ringrazia il sindaco solo perchè egli è compreso nel consiglio di indirizzo, ed anche per non dare - forse- troppo nell'occhio, e ringrazia anche questi e quello.
L'unico che Sani non ringrazia è Ernani.
P.S. Nell'inseguire ciò che accadeva ed accade nei nostri teatri lirici, ci siamo persi ancora una medaglia che Nicola Sani s'è appuntato sul petto, quella di consulente artistico dell'Accademia Musicale Chigiana, dal 1 novembre 2014.L'incarico è terminato a gennaio di quest'anno, alla fine di gennaio, quando è stato nominato sovrintendente di Bologna, dopo che ne era stato consulente artistico, in coppia con la Chigiana? No, leggere post del 9 febbraio per l'aggiornamento.
Evidentemente è il suo momento; se potessero, coloro i quali tengono le fila dell'organizzazione musicale in Italia, ma anche di altro, lo farebbero SOVRINTENDENTE D' ITALIA.
P.P.S. Nel messaggio inviato a tutti i lavoratori del Teatro Comunale. Sani, evidentemente ravvedutosi dal precedente sgarbo, ha ringraziato in modo particolare anche Ernani. Bravo.
giovedì 5 febbraio 2015
Post d'amore per la senatrice Pezzopane, abruzzese
La minuta senatrice, ex amministratrice aquilana, immortalata da storiche foto con Obama, in occasione del G8 a L'Aquila, dopo il terremoto - corse allora voce che Obama si fosse invaghito dell'intraprendente Pezzopane - soffre pene d'amore e per questo ha scritto alla posta del cuore, 'Pene d'amore', del nostro blog.
Prendiamo su di noi le sue pene d'amore che hanno carne ed ossa. Teme lei che il suo palestrato attuale giovane compagno, del quale è follemente innamorato e viceversa, possa invaghirsi di... anzi no, la cosa non sta proprio in questi termini. Lei ci ha scritto che è gelosa di Belen Rodriguez e Maria Elena Boschi, le due carampane sulle pagine di tutti i giornali di gossip e sulle bocche di tutti gli italiani. Teme, teme che.. No, senatrice Pezzopane, ma le pare che uno che si innamora di lei possa avare anche solo un occhio per quelle due carampane? L'amore non è vero che è cieco.
Certo è che quelle due potrebbero farsi avanti per reclamare la loro razione di muscoli.
Prendiamo su di noi le sue pene d'amore che hanno carne ed ossa. Teme lei che il suo palestrato attuale giovane compagno, del quale è follemente innamorato e viceversa, possa invaghirsi di... anzi no, la cosa non sta proprio in questi termini. Lei ci ha scritto che è gelosa di Belen Rodriguez e Maria Elena Boschi, le due carampane sulle pagine di tutti i giornali di gossip e sulle bocche di tutti gli italiani. Teme, teme che.. No, senatrice Pezzopane, ma le pare che uno che si innamora di lei possa avare anche solo un occhio per quelle due carampane? L'amore non è vero che è cieco.
Certo è che quelle due potrebbero farsi avanti per reclamare la loro razione di muscoli.
Nomine,nomine,nomine. Sani, Fuortes, Finocchiaro e...
Cominciamo da Fuortes che da più d'un anno ha il piede nelle due scarpe: dell'Opera di Roma ( Capitale. Di che?) e di Musica per Roma. Quando arrivò all'Opera, lasciando da commissario il Teatro Petruzzelli di Bari, ma sempre inchiodato a Musica per Roma - quanto ha avuto da fare quel ragazzo - il sindaco Marino assicurò che quell'anomala situazione era transitoria e che presto, anche per i dolori che avrebbe avuto al piede il povero Fuortes, tenendolo in due scarpe, una delle due scarpe l'avrebbe smessa. E' passato un anno, nessuno s'è dato pena di ricordargli quella promessa, del tutto ovvia ed arriviamo a qualche settimana fa, quando Marino afferma che in fondo due incarichi non sono poi tanti, se vi è stato chi di incarichi ne ha avuti contemporaneamente sette-otto. Evviva la faccia di....
Oggi , leggiamo su Repubblica, il sindaco Marino, proprio lui, vuole Fuortes all'Opera mentre vuole che venga sostituito a Musica per Roma, dove un invito, neanche implicito, a restare gli era stato rivolto dal sigaraio romano che preside Musica per Roma, che aveva detto che l'avere il piede in due scarpe di Fuortes, non ha danneggiato nè l'una nè l'altra delle due scarpe( bilanci in attivo), e neppure ha fatto male al piede di Fuortes che quindi poteva restare nella attuale situazione. Si riferiva Aurelio Regina, anch'egli in scadenza, ai buoni risultati di Musica per Roma - nonostante, aggiungiamo noi, l'assenza di Fuortes, presente però, sempre, alle conferenze stampa.
E veniamo a Nicola Sani, consulente per la direzione artistica al Teatro di Bologna, che il sindaco PD - l'annotazione non è irrilevante - proporrà come sovrintendente e che Franceschini non potrà che accettare. Con la necessità, subito dopo, da parte del teatro di dotarsi di esperti in amministrazione. Viene allora da chiedersi, se non era più opportuno nominare Sani direttore artistico - che è il mestiere che ha fatto in questi anni, più o meno lodevolmente, ma lo ha fatto - piuttosto che sovrintendente - che è un mestiere che ora farebbe per la prima volta, per il quale non è preparato, come apparirà anche all'illuminato sindaco PD oltre che al ministro ed al suo servitore Nastasi - ed al quale tuttavia lo si nomina? Ed Ernani, che lo aveva chiamato sia a Roma che a Bologna? Se ne va in pensione? E' stato fatto fuori ed ora gli si darebbe il contentino di un incarico alle dipendenze di colui che prima era stato un suo dipendente?
Infine il grande progetto di Renzi sul Mezzogiorno, con la creazione di un nuovo ministero, udite udite: per la promozione e cura del Mezzogiorno d'Italia (vecchissimo, abolito ed ora da risorgere, al contrario di tani enti inutili che si dovevano abolire e sono rimasti sempre in vita!), per il quale circolano già alcuni nomi, fra i quali quello della Finocchiaro, non eletta presidente della Repubblica e quindi da compensare con il dicastero di fresca invenzione, da Renzi.
Noi che conosciamo i gusti e le preferenze di Renzi, osiamo consigliarlo sul nome del prossimo Ministro del Mezzogiorno, una sorta di paese nel paese, o di paese altro dal nostro paese.
Gli consigliamo una che donna è donna, carina è carina, giovane è giovane - che è il triplice canone delle ministre renziane - e di problemi della politica estera si è sempre occupata. Il suo nome è Lia Quartapelle. Ci dia ascolto, non se ne pentirà, farà comunque meglio della Madia, anche se non potrà mai eguagliare la Boschi, che del suo gabinetto è la cavalla vincente.
Oggi , leggiamo su Repubblica, il sindaco Marino, proprio lui, vuole Fuortes all'Opera mentre vuole che venga sostituito a Musica per Roma, dove un invito, neanche implicito, a restare gli era stato rivolto dal sigaraio romano che preside Musica per Roma, che aveva detto che l'avere il piede in due scarpe di Fuortes, non ha danneggiato nè l'una nè l'altra delle due scarpe( bilanci in attivo), e neppure ha fatto male al piede di Fuortes che quindi poteva restare nella attuale situazione. Si riferiva Aurelio Regina, anch'egli in scadenza, ai buoni risultati di Musica per Roma - nonostante, aggiungiamo noi, l'assenza di Fuortes, presente però, sempre, alle conferenze stampa.
E veniamo a Nicola Sani, consulente per la direzione artistica al Teatro di Bologna, che il sindaco PD - l'annotazione non è irrilevante - proporrà come sovrintendente e che Franceschini non potrà che accettare. Con la necessità, subito dopo, da parte del teatro di dotarsi di esperti in amministrazione. Viene allora da chiedersi, se non era più opportuno nominare Sani direttore artistico - che è il mestiere che ha fatto in questi anni, più o meno lodevolmente, ma lo ha fatto - piuttosto che sovrintendente - che è un mestiere che ora farebbe per la prima volta, per il quale non è preparato, come apparirà anche all'illuminato sindaco PD oltre che al ministro ed al suo servitore Nastasi - ed al quale tuttavia lo si nomina? Ed Ernani, che lo aveva chiamato sia a Roma che a Bologna? Se ne va in pensione? E' stato fatto fuori ed ora gli si darebbe il contentino di un incarico alle dipendenze di colui che prima era stato un suo dipendente?
Infine il grande progetto di Renzi sul Mezzogiorno, con la creazione di un nuovo ministero, udite udite: per la promozione e cura del Mezzogiorno d'Italia (vecchissimo, abolito ed ora da risorgere, al contrario di tani enti inutili che si dovevano abolire e sono rimasti sempre in vita!), per il quale circolano già alcuni nomi, fra i quali quello della Finocchiaro, non eletta presidente della Repubblica e quindi da compensare con il dicastero di fresca invenzione, da Renzi.
Noi che conosciamo i gusti e le preferenze di Renzi, osiamo consigliarlo sul nome del prossimo Ministro del Mezzogiorno, una sorta di paese nel paese, o di paese altro dal nostro paese.
Gli consigliamo una che donna è donna, carina è carina, giovane è giovane - che è il triplice canone delle ministre renziane - e di problemi della politica estera si è sempre occupata. Il suo nome è Lia Quartapelle. Ci dia ascolto, non se ne pentirà, farà comunque meglio della Madia, anche se non potrà mai eguagliare la Boschi, che del suo gabinetto è la cavalla vincente.
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Michela di Biase. Una soluzione per i CDA di Opera e Musica per Roma.
Al Ministero come anche al Comune e pure alla Regione si stanno scervellando e forse anche scannando sui nomi da proporre nelle controllate culturali cittadine, di cui sono soci fondatori, dall'Opera di Roma a Musica per Roma, dove i rispettivi CDA sono in scadenza, e quello dell'Opera deve essere ridotto di due unità. Il Ministero giocando d'anticipo, e per non farsi fregare ha proposto l'ex vice sindaco cattolico della città, Maria Pia Garavaglia - che c'entra verrebbe da dire, ma si sa le vie dei signori sono infinite. La Garavagli era già stata consigliera dell'Arena di Verona, sempre per nomina ministeriale. E con questo ha acquistato la competenza 'ministeriale' che la abilita a farsi un giro in tutte le fondazioni liriche. Ma forse potrebbe ripensarci, a seguito della proposta che stiamo per fargli. Il sindaco ancora nicchia, forse lui come Renzi ha un asso nella manica che tirerà fuori all'ultimo minuto, tanto deve nominarlo lui, e nessuno può votargli contro.
Zingaretti che, evidentemente ha altro cui pensare riproporrebbe lo stesso nome della sua precedente rappresentante e cioè la Chialà, esperta di 'comunicazione' - poi si lamentano che succedono cose strane e che i consigli di amministrazione si chiamano fuori da disastri economici prodotti dagli amministratori ( ma ora forse le cose dovrebbero cambiare con la nuova fisionomia giuridica dei cosiddetti 'consigli di indirizzo', come si chiameranno i CDA, nelle fondazioni liriche).
Non sappiamo se la designazione della Garavaglia sia definitiva e se Marino non abbia già in tasca il nome del suo rappresentante che potrebbe anche avere il ruolo di vice presidente del teatro. Noi il nome ce lo avremmo, da indicare al ministro come al sindaco, con il vantaggio che potrebbero ridurre i membri del Consiglio da 7 a 4. Il suo nome è Michela Di Biase, la bella moglie, in dolce attesa, di Franceschini, che è già presidente della commissione cultura della giunta Marino, in Campidoglio. Chi meglio di lei a rappresentare entrambi? Farebbe anche risparmiare tempo in eventuali consultazioni fra Comune e Ministero.
E, perchè no, potrebbe avere lo stesso ruolo di rappresentanza nel CDA di Musica per Roma.
Zingaretti che, evidentemente ha altro cui pensare riproporrebbe lo stesso nome della sua precedente rappresentante e cioè la Chialà, esperta di 'comunicazione' - poi si lamentano che succedono cose strane e che i consigli di amministrazione si chiamano fuori da disastri economici prodotti dagli amministratori ( ma ora forse le cose dovrebbero cambiare con la nuova fisionomia giuridica dei cosiddetti 'consigli di indirizzo', come si chiameranno i CDA, nelle fondazioni liriche).
Non sappiamo se la designazione della Garavaglia sia definitiva e se Marino non abbia già in tasca il nome del suo rappresentante che potrebbe anche avere il ruolo di vice presidente del teatro. Noi il nome ce lo avremmo, da indicare al ministro come al sindaco, con il vantaggio che potrebbero ridurre i membri del Consiglio da 7 a 4. Il suo nome è Michela Di Biase, la bella moglie, in dolce attesa, di Franceschini, che è già presidente della commissione cultura della giunta Marino, in Campidoglio. Chi meglio di lei a rappresentare entrambi? Farebbe anche risparmiare tempo in eventuali consultazioni fra Comune e Ministero.
E, perchè no, potrebbe avere lo stesso ruolo di rappresentanza nel CDA di Musica per Roma.
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