mercoledì 7 gennaio 2026

Spilletta Fenice. Boom di richieste, a dimostrazione che le nomine alla Fenice sono disapprovate dall'intero mondo musicale italiano ( da Open, di Ugo MIlano)

 

beatrice venezi

Si sta diffondendo in diversi teatri italiani la mobilitazione degli orchestrali della Fenice di Venezia contro l’arrivo di Beatrice Venezi. In occasione del concerto del 31 dicembre, diversi componenti dell’orchestra hanno inscenato appuntandosi una spilla per esprimere la loro contrarietà alla nomina di Venezi – considerata una figura organica a Fratelli d’Italia e al governo – a direttore musicale del teatro.

Boom di ordini per la spilla anti-Venezi

Quella stessa spilla, scrive Repubblica, ora sta andando a ruba e potrebbe essere indossata presto anche in altri teatri italiani. Sono oltre 3mila infatti le spillette ordinate nei giorni scorsi da associazioni musicali, cori, docenti universitari, appassionati di opera e non solo. Gli ordini arrivano un po’ da tutta Italia: Trieste, Milano, Pisa, la Calabria e persino Barcellona, dove di recente si è recata l’orchestra veneziana, convincendo i colleghi dello storico teatro Liceu a mostrarla. A questo punto, gli organizzatori hanno deciso di far partire una nuova colletta su PayPal per finanziare l’acquisto delle nuove spillette – tutte rigorosamente con un cuore e una chiave di violino – necessarie a soddisfare tutti gli ordini pervenuti.

La spilla anti-Beatrice Venezi indossata dagli orchestrali del teatro La Fenice al concerto di Capodanno

I rapporti deteriorati alla Fenice

A lanciare la mobilitazione sono state innanzitutto le rappresentanze sindacali degli orchestrali, che considerano la nomina di Beatrice Venezi un’imposizione arrivata senza alcun confronto, che arriva peraltro proprio mentre il governo Meloni lavora alla riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche. Nonostante le proteste, né il Comune di Venezia né il ministero della Cultura hanno dato segnale di voler fare un passo indietro. I rapporti dentro il teatro, scrive Repubblica, sono ormai deteriorati. È da quasi tre mesi che gli orchestrali non hanno più un’interlocuzione formale con il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.

martedì 6 gennaio 2026

USA. Ridotti i Dazi sulla pasta italiana

 

Il dipartimento del Commercio statunitense ha deciso di ridurre i superdazi sulla pasta italiana. È quanto riferito dalla Farnesina in una nota in cui spiega che l’analisi post - preliminare ridetermina in misura significativamente più bassa le aliquote fissate in via provvisoria lo scorso 4 settembre: dal 91,74%, i dazi passano al 2,26% per La Molisana, al 13,98% per Garofalo e al 9,09% per gli altri 11 produttori non campionati. I risultati Nei mesi scorsi il Dipartimento de l Commercio degli Stati Uniti aveva pubblicato i risultati preliminari sui dazi da applicare ai prodotti stranieri. Tra questi prodotti risultavano 13 marchi di pasta italiana accusati di presunte pratiche commerciali di esportazione verso gli Stati Uniti a costi inferiori rispetto a quelli di mercato. Le nuove aliquote sono state comunicate prima della chiusura formale dell'indagine, prevista per l'11 marzo. Soddisfazione è stata espressa dal ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, secondo cui «la buona notizia che arriva dagli Stati Uniti dimostra come il lavoro serio e di squadra, senza inutili allarmismi, porti i suoi frutti».

Doha. Orchestra Filarmonica del Qatar

 

Come l’Orchestra Filarmonica del Qatar unisce le culture su un unico palcoscenico

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Grazie a musicisti formati in diverse tradizioni musicali, l’Orchestra Filarmonica del Qatar sta trasformando il modo in cui la musica orchestrale viene eseguita e vissuta nella regione.

Con sede all’Opera House di Katara a Doha, l’Orchestra Filarmonica del Qatar riunisce musicisti provenienti da tutto il mondo.

L’orchestra esegue regolarmente repertorio sinfonico e operistico, accanto a programmi arabi, concerti crossover ed eventi di musica popolare, una varietà che ne definisce l’identità.

I musicisti sono formati in diverse tradizioni musicali, europee, americane e arabe, un background che influenza il lavoro di prova e consente una grande flessibilità stilistica.

Esibirsi all’Opera House di Katara colloca l’orchestra al centro della scena culturale di Doha. Il design e l’acustica della sala influenzano ogni esecuzione, mentre la risposta del pubblico è parte integrante dell’esperienza sul palco.

Per i musicisti, l’esperienza prosegue oltre il concerto, grazie al contatto diretto e al feedback del pubblico.

Dopo la tragedia di Crans-Montana. Domande ancora senza risposte

Nei giorni immediatamente seguenti alla tragedia di Capodanno, nella 'gabbia per topi' della discoteca svizzera CONSTELLATION più volteci siamo chiesti leggendo resoconti giornalistici e guardando infiniti servizi tv, perchè mai non emergevano alcune importanti notizie sull'accaduto. Ancor più dopo che il nostro ambasciatore a Berna aveva dichiarato, a proposito della 'libertà provvisoria' dei due proprietari del locale ( ed anche di altri nella nota località sciistica)  che 'in Italia starebbero dietro le sbarre'. Ha ragione.

 Col passare dei giorni, e con la conoscenza sempre più dettagliata della dimensioni  della tragica nottata di Capodanno, quando è  avvenuta una autentica strage di ragazzi, molti dei quali minorenni, figli di famiglie benestanti in villeggiatura a Crans, ci siamo domandati chi son o i proprietari, e la prima risposta è stata che il maschio della coppia Moretti, francese, è stato indagato e condannato non moltissimi anni fa, per reati non certo leggeri.

Perciò, quando veniamo a sapere che sono tormentati dal rimorso, che non riescono più a darsi pace, prendiamo le dichiarazioni come  ovvie - che altro potrebbero dire di fronte a questa tragedia 'annunciata'?

 Ma ciò che solo ieri è in parte emerso è la questione relativa alla agibilità di quel sottoscala, alla sua capienza, ai controlli, mancati del Comune svizzero - gli ultimi dei quali nel 2020.  Da dove emergono anche che i controlli dei materiali con  i quali è stata coibentata la discoteca killer non sono stati  effettuati in relazione alle loro qualità 'ignifughe', perchè la democraticissima e avanzatissima Svizzera non li contempla. Bella roba.

 E veniamo a sapere anche che la discoteca come anche il bar superiore, avevano permessi per una capienza, al massimo di un centinaio di persone ciascuna.  Che, se vogliamo dirla tutta, già per la discoteca,  era assolutamente contro ogni regola, mancando di uscite di sicurezza ed essendo angusta l'unica presente, ridotta nelle dimensioni,  dai lavori per la sua apertura nel 2015. E che perciò l'ultima ispezione comunale nel 2020 neanche questo problema aveva preso in considerazione.

 Tanta incoscienza per far soldi, farglieli fare ai proprietari e, indirettamente, al Comune attraverso le tasse.

Ma quanto fruttava quel locale, e quanto avrebbe fruttato all'incirca la sera di Capodanno,  attraverso il pagamento di una sorta di biglietto per l'aldilà?

 Il biglietto di ingresso era di circa 100 Euro a persona. E le persone che erano quella sera presenti non erano 100 - come previsto dalla concessione comunale, bensì ben oltre i 200, quasi certamente, se solo fra ragazzi deceduti e feriti più o meno gravemente, si arriva a quota 160, senza contare i dispersi e quelli che sono riusciti fortunatamente a scampare alla tragedia. 

 Un ragazzo fra quelli presenti quella notte al Constellation e miracolosamente scampato, ha aggiunto che una 'bottiglia di vodka veniva pagata dai ragazzi 300 Euro . Di vodka, come anche di champagne, venduti a ragazzi, molti dei quali anche minorenni senza controlli anagrafici o acquistati per inter Anche gli ingressi e le consumazioni non sono state registrate, come in Italia si fa - almeno si spera - nei locali pubblici?

 Questi dati dovrebbero essere già in possesso della magistratura che quindi ha carte sufficienti, anzi in abbondanza, per sbattere in galera, e lasciarceli, i due profittatori, massacratori di ragazzi.

PRENDERE NOTA

I precedenti di Jacques Moretti

Nei giorni scorsi Le Parisien ha pubblicato alcune indiscrezioni su Jacques Moretti, scrivendo che in passato avrebbe avuto problemi con la giustizia francese. Una ventina di anni fa l'uomo sarebbe finito in carcere in Savoia per truffa, rapimento e sfruttamento della prostituzione. Una fonte di polizia sentita da Le Parisien ha però sottolineato che ormai Moretti si è liberato dello "spettro della criminalità organizzata".

Su Insider

Crans-Montana, il giorno del dolore

La denuncia di un giornalista

Intanto, però, sale la tensione nell'entourage di Jacques e Jessica Moretti, indagati per omicidio colposo, lesioni e incendio colposi. Ieri, nel giorno della messa e della marcia silenziosa in paese per commemorare le vittime, un giornalista svizzero ha denunciato di essere stato insultato e minacciato dallo staff dell'uomo durante delle riprese. In quel momento, sullo sfondo, ci sarebbe stato anche l'indagato, che si trovava fuori da un ristorante che gestisce in un altro comune.

Putin manda sempre avanti Medvedev, se c'è da sparare cannonate. Ora contro Bruxelles: non conta nulla!( da Il Giornale, di Luigi Guelpa)

 

Mosca alla finestra deride Bruxelles: "Non conta nulla, sono solo spettatori"

Dalle distese di ghiaccio della Groenlandia alle sale ovattate della diplomazia europea, la Russia torna a lanciare segnali che vanno ben oltre l'Artico. Segnali clamorosi, per toni e per implicazioni, affidati prima a Kirill Dmitriev e poi a Dmitry Medvedev, in un crescendo che intreccia geopolitica, deterrenza nucleare e il timore sempre meno velato di una nuova escalation globale. Per Dmitriev, figura chiave del fronte economico-diplomatico russo, la partita groenlandese sarebbe già sostanzialmente chiusa. Mosca guarda con apparente distacco, ma con evidente sarcasmo, alle indiscrezioni secondo cui Washington starebbe lavorando a un accordo di "libera associazione" con la Groenlandia, volto ufficialmente a migliorare il tenore di vita dell'isola. Un modello che, nelle parole di Dmitriev, "garantirebbe assistenza finanziaria statunitense lasciando autonomia sugli affari interni, ma trasferendo la difesa sotto il controllo di Washington". In questo quadro, l'Ue viene liquidata con una formula che pesa come un atto d'accusa: continuerà a fare ciò che sa fare meglio, "monitorare la situazione e applicare doppi standard" Un ruolo da vassallo, secondo Dmitriev, che si spinge fino alla provocazione finale: "La Groenlandia sembra decisa. Il Canada sarà il prossimo?".

Se il tono di Dmitriev è ironico e tagliente, quello di Medvedev è cupo, quasi apocalittico. L'ex presidente russo allarga lo sguardo e avverte che ciò che un anno fa sembrava una boutade, dal Golfo d'America alle rivendicazioni su Groenlandia e Canale di Panama, oggi non fa più ridere. Anzi, prefigura scenari concreti: uno sbarco statunitense in Groenlandia, una "zona sicura" al confine messicano, navi da guerra nel Canale di Panama. Il punto, avverte Medvedev, non è solo l'America. È l'effetto domino globale: operazioni replicate, imitate, amplificate altrove. "Benvenuti nel nuovo anno della guerra mondiale", scrive, fissando una soglia simbolica oltre la quale l'ordine internazionale rischia di scivolare in una competizione senza regole.

È in questo clima che Mosca rilancia il suo messaggio più sensibile: la sicurezza nazionale sarà garantita con la diplomazia, se possibile, ma con il rafforzamento dell'arsenale strategico, se necessario. Mentre a Parigi i Volenterosi si compattano per rafforzare il coordinamento politico e militare sui dossier più sensibili della sicurezza occidentale, dal Cremlino arriva un avvertimento secco: ogni ulteriore consolidamento di alleanze ostili avrà un prezzo. Mosca ribadisce la sua linea rossa, nessuna presenza militare Nato in Ucraina, e affida la replica serale all'irriducibile Medvedev, che per il Natale ortodosso posta sui social una cartolina invernale della Cattedrale di Cristo Salvatore, accompagnata da un messaggio in inglese dal tono inequivocabile: "Non scherzate con la Russia".

Il tema più critico è il nucleare: a febbraio scade il trattato New Start, ultimo accordo sul controllo delle armi strategiche tra Russia e Usa. Mosca, pur avendo sospeso la partecipazione, ha offerto di rispettarne i limiti in via volontaria, ma senza risposte da Washington. In mancanza di un accordo, restano possibili anche nuovi sviluppi di armamenti strategici, con ricadute sull'equilibrio nucleare globale e sulla Conferenza Onu del 2026.