domenica 15 marzo 2026

Accademia di Santa Cecilia. Stagione da camera 2026-27. Programma ( da L'Ape Musicale)

 

2026/2027

STAGIONE DA CAMERA

La nuova stagione da camera 2026/2027 dell’Accademia di Santa Cecilia verrà eccezionalmente inaugurata sul palcoscenico del Teatro dell'Opera di Roma, a sugello della collaborazione e del dialogo tra due Istituzioni che condividono la stessa missione: promuovere la musica e la cultura nel panorama romano. Per l’occasione, il 14 ottobre, il soprano Lisette Oropesa sarà accompagnata al pianoforte da Alessandro Praticò e presenterà Mis amores son canciones, un seducente viaggio tra le melodie della Zarzuela (il teatro musicale tipico della tradizione spagnola) e le liriche d'amore iberiche, con brani di compositori quali Barbieri, Falla, Granados e Rodrigo, che hanno saputo trasfigurare i ritmi popolari in colte e ammalianti gemme vocali.

Il 28 ottobre il Coro di Santa Cecilia, istruito da Andrea Secchi, celebra l'ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026). Con l’aggiunta del violoncello di Luigi Piovano, il programma accosta i Tre Quartetti di Arensky al suggestivo Cantico del Sole della compositrice Sofia Gubaidulina, una partitura mistica che esplora la spiritualità del testo francescano attraverso sonorità arcaiche e moderne.

In occasione di un altro anniversario, il centenario dalla nascita del compositore Hans Werner Henze, sarà eseguito Voices nel Teatro Studio dell’Auditorium, in coproduzione con il Romaeuropa Festival, il 4 novembre (concerto fuori abbonamento). Sul podio il direttore Carlo Boccadoro con la New European Ensemble, per dare voce a questo ciclo di canti su testi di vari autori (Brecht, Ho Chi Min, Heine e altri) che affronta temi civili e politici con straordinaria varietà stilistica.

Il mese di novembre prosegue con un duo pianistico stellare, formato da Evgeny Kissin e András Schiff (9 novembre), i quali offriranno una panoramica virtuosistica e affascinante del repertorio per pianoforte a quattro mani e due pianoforti, che li vedrà impegnati in pagine di Mozart (Sonata per due pianoforti K 448), Schumann (Andante e Variazioni op. 46 e Bilder aus Osten op. 66), nella Moldava di Smetana e nelle Danze Slave di Dvořák. Torna il 16 novembre, dopo il successo ottenuto la scorsa stagione, il direttore Christophe Rousset insieme al Monteverdi Chori e agli English Baroque Soloists per eseguire Theodora di Händel, oratorio in tre atti martire cristiana Teodora e la conversione al Cristianesimo del suo amante romano Didimo, eseguita per la prima al Covent Garden Theatre nel 1750.

Continua poi l’omaggio a Beethoven in vista del bicentenario del 2027: l’ensemble Quatuor Ébène prosegue il suo progetto di esecuzione integrale dei quartetti per archi, con ben tre appuntamenti in questa stagione: il primo di essi avrà luogo il 18 novembre con i Quartetti per archi op. 18 n. 1, op. 74 e op. 59.

Nello stesso mese (25 novembre), la violoncellista argentina Sol Gabetta e il pianista Bertrand Chamayou si incontrano per affrontare le ampie arcate tardo-romantiche delle Sonate per violoncello e pianoforte di Grieg (op. 36) e Rachmaninov (op. 19), impaginando due capolavori che esaltano il canto spiegato dello strumento ad arco e il virtuosismo della tastiera.

Il 9 dicembre segna un appuntamento di grande rilievo per l’esecuzione del repertorio di musica antica: Jordi Savall, alla guida della Capella Reial de Catalunya e de Les Musiciennes du Concert des Nations, dirige un repertorio interamente dedicato a Vivaldi, con il Magnificat, il celebre Gloria e il concerto La Stravaganza, restituendo la vitalità e i contrasti della Venezia barocca.

Il 2027 inizia con il secondo appuntamento in stagione del Quatuor Ébène, che si cimenterà il 13 gennaio nell’esecuzione del Quartetto op. 18 nn. 4 e 5 e il Quartetto op. 127,la prima delle monumentali opere dell'ultimo periodo beethoveniano.Gennaio prosegue nel segno del Lied tedesco: il 20 del mese il tenore Allan Clayton, accompagnato da Paul Lewis, interpreta una delle vette del liederismo romantico, Winterreise (Viaggio d’inverno) di Schubert,un itinerario desolato e poetico attraverso la solitudine dell'uomo.

Il pianoforte solista torna protagonista con Benedetto Lupo (27 gennaio) in un raffinato impaginato tra Schumann (Kinderszenen e Kreisleriana) e Brahms (con gli Intermezzi op. 177 e la Fantasie op. 116). Il 3 febbraio calcherà il palco della Sala Sinopoli il duo d'eccezione formato dal violinista Sergey Khachatryan e dal pianista Alexandre Kantorow. I due si cimenteranno nell’esecuzione di musiche di Mozart (Sonata for pianoforte e violino, K.304, unica sonata in tonalità minore del ciclo), di Brahms (Sonata n. 3 per violino e pianoforte) e nelle Sonate per violino e pianoforte di Debussy e Badadjanian, compositore armeno la cui musica fonde l'energia caucasica con la tradizione colta. Il 10 febbraio il pianista Pietro De Maria si cimenterà in un programma che attraversa i secoli, dalla Sonata in sol maggiore di D. Scarlatti allo Scherzo n. 2 di Chopin, passando per il rigore di Clementi e l'impeto beethoveniano della celebre "Appassionata". Febbraio si chiude con il terzo e ultimo appuntamento del Quatuor Ebéne fissato il 24 febbraio, con i quartetti beethoveniani op. 59 n. 2, op. 130 e op. 133, la Grande Fuga.

Torna il grande pianismo il 3 marzo con Mikhail Pletnev, il quale accosta le celebri sonate Patetica e Al chiaro di luna di Beethoven alle atmosfere sognanti delle Stagioni di Čajkovskij. Il titolo non potrebbe essere più esplicativo: il lavoro è infatti un delicato diario musicale che descrive i mesi dell'anno attraverso il filtro della nostalgia russa.

A seguire, il 17 marzo, debuttano a Santa Cecilia i fratelli olandesi Lucas e Arthur Jussen, noti per la loro carismatica energia sul palco, con un programma speculare per due pianoforti che spazia da Bach alla Rapsodia in blu di Gershwin,in un'esplosione di virtuosismo tra classico, jazz e ritmi contemporanei. Prosegue il repertorio pianistico con l’attesissimo ritorno di Grigory Sokolov il 22 marzo, pronto a stupire con i suoi programmi annunciati la sera stessa del concerto.

In aprile, un nuovo incontro straordinario: Martha Argerich si unisce all'Orchestre de Chambre de Lausanne diretta da Renaud Capuçon (6 aprile) per un altro tassello dell'anniversario beethoveniano con il Concerto n. 2; a seguire anche la Egmont ouverture(ispirata all'omonimo dramma di Goethee la Sinfonia n. 7 – che Wagner definì"apoteosi della danza". Il virtuosismo di Nikolai Lugansky è protagonista di un recital per pianoforte il 14 aprile, che lo vedrà impegnato nei 24 Preludi op. 28 di Chopin (microcosmi sonori che esplorano ogni tonalità e stato d'animo) e in due brani di Schumann, la Fantasia op. 17 e i due Fantasiestucke op. 111.

La stagione si chiude con l'ultimo omaggio beethoveniano, questa volta affidato a Igor Levit (12 maggio), che chiude il ciclo con alcune tra le più amate sonate del Maestro di Bonn, dalla Tempesta alla Waldstein

Accademia di Santa Cecilia. Stagione sinfonica 2026-27. Programma ( da L' Ape Musicale)

 

2026/2027

STAGIONE SINFONICA

DANIEL HARDING DIRETTORE MUSICALE

La Stagione Sinfonica 2026/2027 si inaugura il 21, 24 e 27 ottobre portando avanti l’imponente viaggio nel cuore del mito wagneriano: il Direttore Musicale Daniel Harding dirige Siegfried, seconda giornata della tetralogia del Ring. A curare regia e impianto scenico, il regista Vincent Huguet e il designer Pierre Yovanovitch, mentre nel cast spicca il tenore Clay HilleyMichael Volle, Wolfgang Ablinger-Sperrhacke ed Elisabet Strid.

Il mese di novembre si apre nel segno della magia con l’Apprendista stregone di Dukas, il 5, 6 e 7 novembre. Sul podio Alexander Soddy, per dirigere Orchestra e Coro in un programma che da Dukas passa poi al Gloria di Poulenc, lavoro del 1959. Come solista salirà sul palco Elsa Benoit. A chiudere la serata, la Sinfonia n. 5 di Prokof'ev, caposaldo del Novecento sinfonico russo. Con loro anche l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia.

L'esplorazione del XX secolo continua il 12, 13 e 14 novembre con l’atteso ritorno del direttore Kirill Petrenko, Direttore Musicale dei Berliner Philharmoniker. Il programma accosta la suite Mathis der Maler di Hindemith – ispirata all'omonima opera sull'impegno dell'artista – quattro lieder per orchestra di Richard Strauss (Verführung, Heimliche Aufforderung, Morgen, Cäcilie)interpretati dall’acclamato tenore Benjamin Bernheim,concludendo con la Sinfonia n. 3 "Renana" di Schumann, omaggio solare e maestoso ai paesaggi del Reno e al Duomo di Colonia.

Il 19, 20 e 21 novembre sarà invece il Direttore Emerito Antonio Pappano a fare ritorno, pronto a dirigere Orchestra e Coro attraverso le pagine musicali del Salmo IX di Goffredo Petrassi, colonna della musica italiana del secolo scorso e capolavoro di rigore contrappuntistico, accostato alla Sinfonia n. 6 ‘Patetica’ di Čajkovskij. Il mese si conclude il 26, 27 e 28 novembre con il secondo appuntamento di Daniel Harding, alle prese con un programma dedicato a Richard Strauss (Don Juan e i Vier letzte Lieder con Rachel Willis-Sørensen) e alla Sinfonia n. 4 di Brahms, ultima e più austera creazione sinfonica del maestro amburghese.

L’atmosfera natalizia inizia a risuonare nella Sala Santa Cecilia già a partire dal 10, 11 e 12 dicembre con l’Oratorio di Natale di Bach diretto da Enrico Onofri – specialista della prassi esecutiva storica –ed eseguito dal Coro di Santa Cecilia e da un cast di voci specializzate nel barocco come Carlotta ColomboMaria Margherita SalaDave Monaco e Fulvio Bettini. A seguire (17, 18 e 19 dicembre), Juraj Valčuha intreccia le suggestioni cinematografiche di Bernard Herrmann e la sua Vertigo Suite (desunta dalla colonna sonora che Hermann ha composto per il film Vertigo di Alfred Hitchcock) alla classicità del Concerto per violoncello di Dvořák, affidato al giovane talento di Ettore Pagano, giunto ormai al suo terzo appuntamento ceciliano. A conclusione della serata, le smaglianti Danze Sinfoniche di Rachmaninov.

Il 2027 è l'anno del bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven e la stagione ne celebra il genio con una serie di appuntamenti fondamentali. Il primo di essi è affidato a Riccardo Minasi (7, 8 e 9 gennaio) con la cantata per Coro Il momento glorioso (Der glorreiche Augenblick, brano celebrativo composto per il Congresso di Vienna) e l’eroismo della Sinfonia n. 3; sul palco Orchestra e Coro di Santa Cecilia. Ancora Beethoven il 14, 15 e 16 gennaio con Thomas Guggeis e il violinista Sergey Khachatryan, con il Concerto per violino e la Settima Sinfonia. In programma anche Subito con forza della compositrice contemporanea sudcoreana Unsuk Chin.

Il 21, 22 e 23 gennaio il direttore Tugan Sokhiev propone una raffinata incursione nel repertorio tedesco e russo con la Suite n. 3 di Čajkovskij e la Toccata e Fuga in re minore di Bach (nell’orchestrazione di Leopold Stokowski). In programma anche la cantata Giovanni di Damasco di Taneyev, considerata uno dei vertici del repertorio corale russo dell'Ottocento, eseguita dal Coro di Santa Cecilia, istruito da Andrea Secchi.

A seguire, il 28, 29 e 30 gennaioJakub Hrůša dirige Daniil Trifonov nel Concertoper pianoforte di Dvořák, opera intrisa di folklore e lirismo boemo. Apre la serata un nuovo appuntamento beethoveniano: l’ouverture da Le creature di Prometeo. In conclusione, anche la Sinfonia n. 2 di Schumann.

Febbraio si apre con il finlandese Tarmo Peltokoski (4, 5 e 6 febbraio) impegnato nella monumentale Sinfonia n. 7 "Leningrado" di Šostakovič e nel Concerto per pianoforte n. 1 di Liszteseguito da Bertrand Chamayou. Il mese prosegue con un nuovo appuntamento di Antonio Pappano (11, 12 e 13 febbraio), che affronterà il Concerto per pianoforte n. 5 Imperatore” di Beethoven con il talentuoso Jan Lisiecki come solista. A seguire, Sir Tony dirigerà la tragica Sinfonia n. 8 di Šostakovič, efficace affresco di dolore e sofferenza.

Il 18, 19 e 20 febbraio torna nella Sala Santa Cecilia Lorenzo Viotti per dirigere il Preludio e morte di Isotta, tratto dall’opera Tristano e Isotta di Richard Wagner, e il Concerto per violino n. 1 di Szymanowski (solista Lisa Batiashvili). Viotti conclude il percorso musicale dirigendo anche la Sagra della primavera di Stravinskij.

Il mese si chiude nuovamente sotto il segno beethoveniano, con la solennità della Missa Solemnis di Beethoven diretta da Fabio Luisi, Direttore Musicale della Dallas Symphony Orchestra e Direttore Principale della NHK Symphony Orchestra di Tokyo, che farà ritorno a Santa Cecilia, dopo 12 anni di assenza, il 25, 26 e 27 febbraio. Sul palco, accanto a Orchestra e Coro ceciliani, anche il soprano Jaqueline Wagner, il mezzosoprano Olesya Petrova, il tenore Allan Clayton e il basso Christof Fischesser.

Marzo vede protagonista Daniel Harding (4, 5 e 6 marzo) in un programma che si apre sotto il segno shakespeariano con Romeo e Giulietta di Čajkovskij, proseguendo con il Concerto per pianoforte n. 3 di Prokof'ev, che vedrà come solista un volto ormai caro al pubblico ceciliano, la pianista Beatrice Rana, la quale in passato ha inciso questo concerto con l’Orchestra ceciliana diretta da Pappano. La serata si conclude con la Sinfonia n. 2 di Sibelius.

Successivamente, il mese è scandito da un incontro da non perdere sul palco della Sala Santa Cecilia: il 18, 19 e 20 marzo,Charles Dutoit torna per dirigere Martha Argerich nel Concerto per pianoforte n. 1 di Beethoven, in una serata completata dai capolavori di Stravinskij (Petruška) e la suite di Ravel Ma mère l'Oye.

Ancora Beethoven per l’appuntamento successivo, il 25, 26 e 27 marzo, maquesta volta con la sua Sinfonia n. 1 e l'oratorio Cristo sul Monte degli Ulivi, eseguito dal Coro di Santa Cecilia, dal soprano LivRedpath, dal tenore Juan Francisco Gatell e dal basso Irakli Pkhaladze. Sul podio il direttore Manfred Honeck, che dirigerà anche la prima italiana di Peccato, ormai è troppo tardi del compositore estone Jüri Reinvere.

Aprile si apre con un programma (1, 2 e 3 aprile) che oscilla tra il ‘900 e il contemporaneo: Gustavo Gimeno dirigerà infatti una nuova commissione dell’Accademia di Santa Cecilia affidata a Carlo Boccadoro, Viaggio (lavoro scritto in memoria di Luciano Berio), mentre a seguire Frank Peter Zimmermann sarà solista del Concerto per violino di Hindemith. A conclusione, l’orientaleggiante Sheherazade di Rimskij-Korsakov, incentrato sulla figura dell’omonima protagonista letteraria delle Mille e una notte.

Il mese di aprile vedrà il Direttore Musicale Daniel Harding alle prese con diversi programmi, il primo dei quali lo vedrà dirigere Orchestra e Coro l’8, 9 e 10 aprile. In programma musiche di Ravel (Cantate per il Prix de Rome, Daphnis et Chloé) e Debussy (La Mer, Prélude à l'après-midi d'un faune).

La settimana seguente, Harding salirà sul podio per portare avanti il suo progetto mahleriano, dedicato all’esecuzione integrale delle sue Sinfonie. Questa volta, l’appuntamento del 15, 16 e 17 aprile lo vedrà alle prese con la Sinfonia n. 5, il cui celebre e commovente Adagietto è divenuto colonna sonora del viscontiano Morte a Venezia. Mentre a seguire, il 22, 23 24 aprile, Harding celebrerà il bicentenario beethoveniano con la Nona Sinfonia, preceduta dalla prima esecuzione assoluta della nuova creazione di Stefano Gervasoni (commissione dell’Accademia) dal titolo Rischiare la gioia. Con lui sul palco anche il tenore Andrew Staples e il basso Alexander Grassauer, assieme all’Orchestra e al Coro.

Chiude il mese il pianismo mozartiano di Rudolf Buchbinder (29 aprile, 30 aprile e 2 maggio), in doppia veste di direttore e pianista, con i Concerto per pianoforte n. 9,n. 23 e n. 22 del compositore austriaco.

Ancora Novecento per il primo programma del mese di maggio diretto da Semyon Bychkov e previsto il 6, 7 8 maggio, che andrà da Frenzy di John Adams, al Concerto per due pianoforti di Poulenc (con le sorelle Katia e MarielleLabèque) e ai suggestivi Quadri di un’esposizione di Musorgskij. La composizione, probabilmente la più celebre di Musorgskij, è composta da quindici brani, dieci ispirati ai quadri di Hartmann e cinque Promenade (passeggiate), che rappresentano il movimento dell'osservatore da una tela all'altra.

Seguono due nuovi appuntamenti con Daniel Harding: il primo lo vedrà alle prese con il verismo di Leoncavallo con Pagliacci (13, 15 e 17 maggio), eseguito dall’Orchestra e Coro ceciliani, con i solisti Brian Jagde, Carolina López Moreno,Matteo Mezzaro,Ariunbaatar GanbaatareMattia Olivieri.

Secondo appuntamento con l’integrale sinfonico mahleriano per Hardingcon la Sinfonia n. 6 di Mahler (20, 21 e 22 maggio), conosciuta come "Tragica" per i tre colpi di martello nel finale che simboleggiano i colpi del destino.

Il 27, 28 e 29 maggio segna l’atteso debutto della direttrice Elim Chan con un programma che coinvolge Orchestra e Coro, e guarda nella direzione della musica russa del secolo scorso. Sul palco Alexander Malofeev come solista nella Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov; in programma anche i Tre canti russi sempre di Rachmaninov e la suite dai colori brillanti Cenerentola di Prokof'ev.

La chiusura della stagione (3, 4 e 5 giugno) è affidata a un evento di risonanza internazionale: il debutto ceciliano di Joe Hisaishi, divenuto celebre in tutto il mondo per le sue felici collaborazioni con il regista Hayao Miyazaki. Per l’occasione, Hisaishi dirigerà musiche da lui composte per i film di Miyazaki e dello Studio Ghibli, assieme a un Concerto per orchestra.

sabato 14 marzo 2026

Giorgianni, scherza con chi ti pare, ma lascia stare 'i santi'. L'ex magistrato, che si vede non ha nulla da fare, crede di poter invalidare l'elezione di Leone XIV ( da Il Messaggero, di Franca Giansoldati)

 

«L'elezione di Leone XIV potrebbe essere invalida», l'ex magistrato no-vax Giorgianni invia un parere pro veritate in Vaticano a Parolin© Ap

Durante la pandemia Angelo Giorgianni ha condotto una strenua battaglia no-vax presentando un esposto alla Commissione Europea, ora l'ex magistrato sospeso dal Csm e già ex sottosegretario all'Interno con l'allora governo Prodi (con delega per gli affari di culto), ritiene che l'elezione di Leone XIV sia da invalidare. I dubbi gli sono venuti quando ha letto che un cardinale elettore è stato trovato nella Sistina in possesso di un cellulare. Cosa ovviamente vietatissima secondo la costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, al punto da rischiare di invalidare il voto. Così Giorgianni ha preso carta e penna e ha scritto un parere pro veritate al segretario di Stato, il cardinale Parolin per evidenziare due anomalie. «Il fatto che dopo l'extra omnes sia stato trovato addosso a un porporato nella Sistina un celefono cellulare» come è riportato in un libro di recente pubblicazione e mai smentito dal Vaticano. La seconda questione sollevata riguarda il numero degli elettori.

Stavolta il conclave che ha eletto il primo Papa americano era effettivamente super affollato, con 135 elettori, andando ben oltre il numero consentito dai limiti costituzionali che sono fissati ad un massimo di 120 cardinali. Anche in questo caso Giorgianni ha rammentato  i fondamenti canonici dell'elezione pontificia sollecitando i vertici del Vaticano a dare una valutazione canonica alla luce dei dubbi affiorati. Le domande che pone nel suo parere riguardano la potestà pontificia a suo dire evidentemente azzoppata. Il filone della legittimità elettorale conclavaria per Giorgianni deve essere un tema particolarmente importante visto che anche sulle dimissioni di Benedetto XVI era intervenuto per domandare una valutazione giuridica sul conclave che poi elesse Bergoglio nel 2013. 

Sull'elezione di Leone XIV, tuttavia, al di là dei dubbi dell'ex magistrato, non vi sarebbero ombre, almeno stando alle procedure adottate sia prima che durante il voto. Prima delle elezioni, durante le Congregazioni Generali, i cardinali risolsero con una votazione comune l'ostacolo dell'eccessivo numero di elettori, disponendo per tutti il diritto di partecipare all'elezione. «Circa i Cardinali elettori, la Congregazione ha rilevato che Sua Santità Papa Francesco, creando un numero di Cardinali superiore ai 120, come stabilito dal numero 33 della Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis di San Giovanni Paolo II, del 22 febbraio 1996, nell’esercizio della Sua suprema potestà, ha dispensato da tale disposizione legislativa, per cui i Cardinali eccedenti il numero limite hanno acquisito, a norma del numero 36 della stessa Costituzione Apostolica, il diritto di eleggere il Romano Pontefice, dal momento della loro creazione e pubblicazione». Quanto alla questione del telefonino individuato subito dalle sofisticate apparecchiature di schermatura che erano state allestite nel Palazzo Apostolico, venne requisito immediatamente al cardinale sbadato, pare uno dei più anziani, e così tutto si risolse in una ventina di minuti facendo filare liscio le votazioni fino alla fumata bianca del giorno successivo. 

TRUMP: iRAN SCONFITTO , VUOLE ACCORDO CHE NON GLI CONCEDERO'. Il presidente USA 'si gira i film' da solo, mandatelo agli OSCAR (Euronews, italiano)

 

Trump: "L'Iran è stato completamente sconfitto e vuole un accordo che io non accetterò". Nella notte esplosione in una scuola ebraica di Amsterdam

«L'Iran è completamente sconfitto e vuole un accordo - ma non un accordo che io accetterò». Lo annuncia il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Truth aggiungendo che «i media delle fake news odiano riportare i successi che l’esercito statunitense ha ottenuto contro l’Iran».

Esplosione in una scuola ebraica di Amsterdam

Un’esplosione si è verificata in nottata presso una scuola ebraica ad Amsterdam, nel quartiere Amsterdam-Buitenveldert: lo ha reso noto la sindaca Femke Halsema, citata dall’agenzia di stampa olandese Anp. Halsema ha parlato di un «atto di aggressione» deliberato contro questa scuola, aggiungendo che i danni provocati dall’esplosione «sono stati limitati». La polizia sta analizzando riprese di telecamere di sorveglianza in cui si vedrebbe l’individuo sospettato di aver fatto esplodere l’ordigno.

L'attacco nella capitale olandese rivendicato da un gruppo islamico

Un gruppo islamico ha rivendicato l’attacco di questa mattina a una scuola ebraica di Amsterdam, pubblicando un video che sembra mostrare l’esplosione di un ordigno. Lo riferisce Times of Israel, facendo riferimento a un filmato postato dall’Islamic Movement of the Companions of the Right'.

Il gruppo estremista di recente formazione è stato anche collegato a diversi altri attacchi antisemiti negli ultimi giorni, tra cui un’esplosione simile avvenuta ieri fuori da una sinagoga a Rotterdam, che ha causato un breve incendio e danni all’edificio, e per la quale sono stati arrestati quattro sospetti dalla polizia olandese.

Hamas all'Iran: "Cessare gli attacchi ai Paesi vicini"

Hamas ha esortato il suo alleato Iran a cessare gli attacchi contro i Paesi vicini del Golfo come risposta agli attacchi israelo-statunitensi. «Pur affermando il diritto della Repubblica islamica d’Iran a rispondere a tale aggressione con tutti i mezzi possibili - afferma il movimento islamico su Telegram -, in conformità alle norme e al diritto internazionale, il movimento invita i suoi fratelli in Iran a non prendere di mira i vicini».

Israele pianifica una grossa operazione terrestre in Libano

Israele pianifica «una massiccia invasione terrestre» del sud del Libano, con l’obiettivo di "prendere il controllo» dell’area delimitata a nord dal fiume Litani e di «smantellare l’infrastruttura militare di Hezbollah": lo riferisce Axios, citando diversi funzionari israeliani e statunitensi. L’intervento programmato da Israele, aggiunge lo stesso media, potrebbe costituire la «più grande invasione terrestre" di questo Paese in territorio libanese dal 2006.