Nei giorni immediatamente seguenti alla tragedia di Capodanno, nella 'gabbia per topi' della discoteca svizzera CONSTELLATION più volteci siamo chiesti leggendo resoconti giornalistici e guardando infiniti servizi tv, perchè mai non emergevano alcune importanti notizie sull'accaduto. Ancor più dopo che il nostro ambasciatore a Berna aveva dichiarato, a proposito della 'libertà provvisoria' dei due proprietari del locale ( ed anche di altri nella nota località sciistica) che 'in Italia starebbero dietro le sbarre'. Ha ragione.
Col passare dei giorni, e con la conoscenza sempre più dettagliata della dimensioni della tragica nottata di Capodanno, quando è avvenuta una autentica strage di ragazzi, molti dei quali minorenni, figli di famiglie benestanti in villeggiatura a Crans, ci siamo domandati chi son o i proprietari, e la prima risposta è stata che il maschio della coppia Moretti, francese, è stato indagato e condannato non moltissimi anni fa, per reati non certo leggeri.
Perciò, quando veniamo a sapere che sono tormentati dal rimorso, che non riescono più a darsi pace, prendiamo le dichiarazioni come ovvie - che altro potrebbero dire di fronte a questa tragedia 'annunciata'?
Ma ciò che solo ieri è in parte emerso è la questione relativa alla agibilità di quel sottoscala, alla sua capienza, ai controlli, mancati del Comune svizzero - gli ultimi dei quali nel 2020. Da dove emergono anche che i controlli dei materiali con i quali è stata coibentata la discoteca killer non sono stati effettuati in relazione alle loro qualità 'ignifughe', perchè la democraticissima e avanzatissima Svizzera non li contempla. Bella roba.
E veniamo a sapere anche che la discoteca come anche il bar superiore, avevano permessi per una capienza, al massimo di un centinaio di persone ciascuna. Che, se vogliamo dirla tutta, già per la discoteca, era assolutamente contro ogni regola, mancando di uscite di sicurezza ed essendo angusta l'unica presente, ridotta nelle dimensioni, dai lavori per la sua apertura nel 2015. E che perciò l'ultima ispezione comunale nel 2020 neanche questo problema aveva preso in considerazione.
Tanta incoscienza per far soldi, farglieli fare ai proprietari e, indirettamente, al Comune attraverso le tasse.
Ma quanto fruttava quel locale, e quanto avrebbe fruttato all'incirca la sera di Capodanno, attraverso il pagamento di una sorta di biglietto per l'aldilà?
Il biglietto di ingresso era di circa 100 Euro a persona. E le persone che erano quella sera presenti non erano 100 - come previsto dalla concessione comunale, bensì ben oltre i 200, quasi certamente, se solo fra ragazzi deceduti e feriti più o meno gravemente, si arriva a quota 160, senza contare i dispersi e quelli che sono riusciti fortunatamente a scampare alla tragedia.
Un ragazzo fra quelli presenti quella notte al Constellation e miracolosamente scampato, ha aggiunto che una 'bottiglia di vodka veniva pagata dai ragazzi 300 Euro . Di vodka, come anche di champagne, venduti a ragazzi, molti dei quali anche minorenni senza controlli anagrafici o acquistati per inter Anche gli ingressi e le consumazioni non sono state registrate, come in Italia si fa - almeno si spera - nei locali pubblici?
Questi dati dovrebbero essere già in possesso della magistratura che quindi ha carte sufficienti, anzi in abbondanza, per sbattere in galera, e lasciarceli, i due profittatori, massacratori di ragazzi.
PRENDERE NOTA
I precedenti di Jacques Moretti
Nei giorni scorsi Le Parisien ha pubblicato alcune indiscrezioni su Jacques Moretti, scrivendo che in passato avrebbe avuto problemi con la giustizia francese. Una ventina di anni fa l'uomo sarebbe finito in carcere in Savoia per truffa, rapimento e sfruttamento della prostituzione. Una fonte di polizia sentita da Le Parisien ha però sottolineato che ormai Moretti si è liberato dello "spettro della criminalità organizzata".
Su Insider
Crans-Montana, il giorno del dolore
La denuncia di un giornalista
Intanto, però, sale la tensione nell'entourage di Jacques e Jessica Moretti, indagati per omicidio colposo, lesioni e incendio colposi. Ieri, nel giorno della messa e della marcia silenziosa in paese per commemorare le vittime, un giornalista svizzero ha denunciato di essere stato insultato e minacciato dallo staff dell'uomo durante delle riprese. In quel momento, sullo sfondo, ci sarebbe stato anche l'indagato, che si trovava fuori da un ristorante che gestisce in un altro comune.