Oggi sulle pagine del Corriere della Sera un lettore solleva rimostranze per le accuse di Aldo Cazzullo e lo scrittore torna a parlare di Sal Da Vinci per rispondere alle accuse. "Forse ce l’ha con Napoli e i napoletani?", gli scrive Daniele Moro e Cazzullo risponde:
"È vero il contrario. Io amo Napoli e i napoletani. Sal Da Vinci è la Napoli che pensano e che vorrebbero coloro che la detestano. Siccome io la amo, non mi piace Sal Da Vinci. Adoro invece la grande tradizione della canzone napoletana...
Cazzullo prosegue citando i giganti della musica napoletana: Renzo Arbore, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Eugenio Bennato, James Senese, Pino Daniele e perfino Geolier e Nino D'Angelo. Poi torna su Sal Da Vinci e rincara le accuse:
"Ho qualche dubbio che rimarrà «Per sempre sì». (...) La Napoli di Sal Da Vinci oggi, come la Napoli di Mario Merola ieri, rappresenta uno stereotipo che con la cultura napoletana non ha molto a che fare. È un’attitudine strappacore, enfatica, consolatoria: l’amore per sempre, ti prometto davanti a Dio... Mi sembra un passo indietro non solo rispetto a «Quanno chiove», ma anche rispetto a «Nel blu dipinto di blu». Modugno era pugliese, anche se passava per siciliano, ma era comunque un artista del Sud; e la canzone con cui vinse Sanremo nel 1958 era molto popolare e molto moderna. Purtroppo non possiamo dire lo stesso di Sal Da Vinci"
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