lunedì 18 agosto 2025

Pippo Baudo. Ach'io gli sono grato. Un ricordo indimenticabile

 Era il 1983. Pippo Baudo faceva Domenica in ed io, più modestamente, ma nel mio piccolo era gran cosa,  facevo uscire il primo numero di Piano Time, il mensile di musica che avevo inventato e dirigevo.

 Con i buoni uffici di Paolo Donati e la mediazione competente di Giorgio Calabrese, autore di classe e di riferimento per Pippo, riuscii a partecipare ad una puntata di  Domenica in.

 Non ci andai da solo in trasmissione, con me venne Paolo Bordoni, pianista, e Piero Rattalino, il 'pianoforte in persona', per la sua straordinaria ed ineguagliata competenza dello strumento e la conoscenza della sua musica.

 Parlammo della rivista, Pippo ne sapeva come se avesse da sempre letto o diretto una rivista di musica, Rattalino rispose alle domande di Baudo e  Bordoni suonò al pianoforte (non ricordo più cosa).

 Da allora ho partecipato, come ospite, ad infinte trasmissioni anche tv; non ricordo di aver avuto a  che fare mai con qualcuno che, pur avendomi invitato come del resto aveva fatto Baudo, avesse la sua stessa competenza. Il più delle volte ho dovuto cautelarmi preventivamente per non ascoltare cose che non si potevano lasciar correre senza essere percorsi da brividi e da voglia di sferrare qualche sonoro ceffone, al grido di ASINO, si informi all'interlocutore/conduttore!

 Grazie Pippo.

1 commento:

  1. Una persona davvero speciale, di cui è difficile, se non impossibile, trovare il sostituto.

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