In difesa della critica teatrale, ormai estinta

Per noi teatranti è un danno. Perché un tempo le recensioni erano dei piccoli saggi, che spesso inducevano a cambiare qualche aspetto di quanto messo in scena. E perché i giudizi, positivi o negativi, lasciavano traccia dei nostri lavori. Oggi invece si fanno le presentazioni, ed è come una paradossale guida Michelin in cui si chiede a uno chef come si mangia nel suo ristorante
Quando ho iniziato a fare teatro la lettura delle critiche era come un secondo applauso. Si aspettava la mezzanotte per la uscita dei quotidiani per leggere febbrilmente se lo spettacolo era piaciuto o meno al critico. I motivi erano sia pratici che artistici. Se infatti lo spettacolo era piaciuto ai critici c’era qualche possibilità in più di venderlo in giro. Ma c’era pure una motivazione artistica...
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