Quando ho iniziato a fare teatro la lettura delle critiche era come un secondo applauso. Si aspettava la mezzanotte per la uscita dei quotidiani per leggere febbrilmente se lo spettacolo era piaciuto o meno al critico. I motivi erano sia pratici che artistici. Se infatti lo spettacolo era piaciuto ai critici c’era qualche possibilità in più di venderlo in giro. Ma c’era pure una motivazione artistica...