Marco Travaglio s'è messo in testa, da qualche mese, di essere il fratello gemello di Carl Bernstein, e che 'Il fatto quotidiano' non è che la riproduzione 3D del 'Washington Post' . Solo che il caso 'Banca Etruria' non è assimilabile al caso 'Watergate', e soprattutto perchè MEB - per i non addetti ai lavori : Maria Elena Boschi - non è Nixon. Perchè se anche riuscisse, come riuscirono Carl Bernstein e il suo collega Bob Woodward, giornalisti del Washington Post, con Nixon, a farla dimettere - ma non lo farà, non c'è più tempo, ed anzi lei si candida al Parlamento alle prossime elezioni, in un collegio senza paracadute perchè vuole avere la conferma del gradimento popolare nel collegio elettorale toscano in cui si candida - non succederebbe proprio nulla.
E allora se Travaglio non è Bernstein, se 'Il Fatto Quotidiano' non è il 'Washintgon Post', e se il caso 'Banca Etruria' non è il Watergate, perchè accanirsi contro MEB, ogni giorno, per qualunque cosa, anche per fatti ed atti insignificanti politicamente? Tanto rumor per nulla!
Rumori e tanti ne fa anche Andrea Scanzi, detto 'pum pum', l'unico italiano non assoggettato al divieto dei botti. Scanzi, sul 'Washington Post' italiano, scrive quasi ogni giorno articoli pirotecnici, per far la festa a qualunque patrono, si chiami Grasso, Renzi, Pisapia o Madia, quando la bionda madonna tocca il giornale di Travaglio. Un pò meno con i Cinquestelle, troppo alti, per raggiungerli con i suoi fuochi. Spara colpi fallocchi contro tutti, ma che male non fanno a nessuno, mentre possono ferire chi confeziona quelle sparate multicolori. Chissà che fra breve non dovremo leggere di lui su qualche altro giornale italiano, esattamente le stesse cose che ha scritto di recente di Maria Teresa Meli del 'Corriere', e non ha scritto, né scriverà, di Gianluigi Paragone che si candida con i Cinquestelle, come prima aveva fatto con la Lega, che gli aveva regalato una vicedirezione in Rai.
Più mirato di Travaglio - che tiene per sè sempre la 'lista della spesa' politica che apre e chiude le pagine del giornale - e meno fallocco di Scanzi qualche tiro lo spara Peter Gomez che l'altro giorno ha certificato l'uscita dalla crisi del nostro paese, con una acuta ragione, a metà strada tra economia e sociologia politica. La certificazione inconfutabile che l'Italia è ormai fuori dalla crisi ci viene da un fatto incontrovertibile: i politici si sono aumentati stipendi e vitalizi.
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venerdì 5 gennaio 2018
Sfogliando 'Il fatto quotidiano' di Marco Travaglio, che non è il 'Washington Post' di Carl Bernstein
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sabato 19 agosto 2017
Andrea Scanzi promuove a ministro dell'economia (in pectore) la grillina Roberta Lezzi
Accadeva qualche mese fa durante una delle trasmissioni di Lilli Gruber a La 7. Roberta Lezzi, verso la quale negli ultimi giorni sono rivolte sia le attenzione del mondo politico che gli sfottò di tutti, incoraggiata da Andrea Scanzi, esponeva il programma economico dei Cinquestelle, se mai dovessero andare al governo del paese. E mentre Lei parlava, Scanzi la guardava con ammirazione tanto da dirci ad un certo punto che la Lezzi è una delle più preparate in economia fra i parlamentari Cinquestelle e che, quasi certamente in caso di vittoria alle prossime elezioni, non si meraviglierebbe se a Lei venisse affidato il dicastero dell'Economia. Anzi lui non disse che non si sarebbe meravigliato se..., Scanzi dava per certo che la Lezzi sarebbe stata la ministra dell'Economia nel gabinetto Di Maio .
E allora vale la pena conoscere meglio questa donna pugliese appena sopra i quaranta, eletta per la prima volta in Parlamento nel 2013, che, all'improvviso, secondo Scanzi può dare i numeri ai tanti economisti di professione che ogni giorno vediamo in tv o scrivono sui giornali e magari insegnano anche tale materia nelle università.
Barbara Lezzi s'è fatta da sè, studiando, studiando, studiando da quando è arrivata a Roma. Perchè Lei ha un diploma di ' perito aziendale e corrispondente in lingue estere' - come si legge nel suo curriculum ufficiale - dove si aggiunge che si è diplomata nel 1991 e l'anno successivo è stata assunta in una azienda del settore commerciale come 'impiegata di III livello', restandovi, si suppone, per vent'anni circa, fino a quando non è entrata in Parlamento. Dove dati i suoi studi e le sue mansioni lavorative di provenienza viene eletta ' vice presidente della Commissione permanente bilancio e programmazione economica' e 'membro della Commissione permanente delle politiche europee', per il quale incarico ha certamente pesato la sua qualifica di 'corrispondente in lingue estere', appendice al suo diploma principale di 'perito aziendale' che l'ha messa al vertice della Commissione bilancio e programmazione economica.
Dopo la promozione di Scanzi, la Lezzi ha cominciato a scalpitare, anche per esercitarsi nella professione di economista. E qualche giorno fa, quando l'Istat ha comunicato che c'era stato un aumento del PIL dello 0,4 % nel II trimestre, a causa dell'aumento della produzione industriale e dei servizi secondo il nostro Istituto di Statistica, lei ha prontamente ribattuto che quell'aumento per il quale ingiustificatamente il governo gongolava, non era che il risultato del grande caldo che aveva fatto aumentare i consumi di energia. Ecco come una economista di fatto e di razza, e non solo di nome, si fa apprezzare.
Naturalmente tutti l'hanno sbeffeggiata. Eppure in quella famosa trasmissione, nella quella Scanzi ebbe la rivelazione della nuova economista, lei affermò che sarebbe stata in grado con le sue capacità, una volta al ministero di via XX settembre, di far alzare il Pil, tenendo basso il debito, mentre ora chi governa fa alzare il Pil ma non riesce a tenere a bada il debito. Non ci resta che aspettare per vedere la Lezzi all'opera.
E allora vale la pena conoscere meglio questa donna pugliese appena sopra i quaranta, eletta per la prima volta in Parlamento nel 2013, che, all'improvviso, secondo Scanzi può dare i numeri ai tanti economisti di professione che ogni giorno vediamo in tv o scrivono sui giornali e magari insegnano anche tale materia nelle università.
Barbara Lezzi s'è fatta da sè, studiando, studiando, studiando da quando è arrivata a Roma. Perchè Lei ha un diploma di ' perito aziendale e corrispondente in lingue estere' - come si legge nel suo curriculum ufficiale - dove si aggiunge che si è diplomata nel 1991 e l'anno successivo è stata assunta in una azienda del settore commerciale come 'impiegata di III livello', restandovi, si suppone, per vent'anni circa, fino a quando non è entrata in Parlamento. Dove dati i suoi studi e le sue mansioni lavorative di provenienza viene eletta ' vice presidente della Commissione permanente bilancio e programmazione economica' e 'membro della Commissione permanente delle politiche europee', per il quale incarico ha certamente pesato la sua qualifica di 'corrispondente in lingue estere', appendice al suo diploma principale di 'perito aziendale' che l'ha messa al vertice della Commissione bilancio e programmazione economica.
Dopo la promozione di Scanzi, la Lezzi ha cominciato a scalpitare, anche per esercitarsi nella professione di economista. E qualche giorno fa, quando l'Istat ha comunicato che c'era stato un aumento del PIL dello 0,4 % nel II trimestre, a causa dell'aumento della produzione industriale e dei servizi secondo il nostro Istituto di Statistica, lei ha prontamente ribattuto che quell'aumento per il quale ingiustificatamente il governo gongolava, non era che il risultato del grande caldo che aveva fatto aumentare i consumi di energia. Ecco come una economista di fatto e di razza, e non solo di nome, si fa apprezzare.
Naturalmente tutti l'hanno sbeffeggiata. Eppure in quella famosa trasmissione, nella quella Scanzi ebbe la rivelazione della nuova economista, lei affermò che sarebbe stata in grado con le sue capacità, una volta al ministero di via XX settembre, di far alzare il Pil, tenendo basso il debito, mentre ora chi governa fa alzare il Pil ma non riesce a tenere a bada il debito. Non ci resta che aspettare per vedere la Lezzi all'opera.
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