A dirla tutta sulla giunta del sindaco Nardella, a Firene, come non v'era ragione alcuna perché Nicoletta Mantovani assumesse la responsabilità dell'assessorato 'Pavarotti', altrettanto senza ragione resta la sua attuale uscita da quell'assessorato che aveva tanto ambito e del quale - cosa normalissima al momento dell'assunzione di una qualche responsabilità - si dichiarò onorata e lusingata.
Cosa abbia fatto in questi anni, un paio forse, durante i quali Lei avrebbe promosso l'immagine di Firenze (o sua, mediante Pavarotti?) noi non sappiamo e forse come noi molti altri anche fiorentini.
Nardella chiamandola s'era fatto forte di quel suo diploma di Conservatorio (violino) che con la mente l'aveva fatto andare a quel nome internazionale come il nostro grande tenore, defunto, del quale la Mantovani portava il cognome, anche da vedova, ma forse per poco ancora, avendo - data la sua giovane età - trovato un nuovo compagno, che forse per le suddette ragioni non sposerà mai.
Ora dopo due anni di intensissima (?) attività fiorentina - se Nardella rendesse noto quanto è costata e quanto ha reso, farebbe a tanti un piacere - Nicoletta Mantovani lascia Firenze e torna a casa. Semplicemente 'perchè c'ha da fare', che poi ha spiegato, incalzata dai giornalisti, 'c'ho da fare per il decennale della morte del mio ex marito, Lucianone'. Il che ha fatto pensare a molti che senza quel cognome da moglie ed ora da vedova, Micoletta Mantovani sarebbe una brava signora, mamma premurosa delle sue figlie avute dal tenore, donna con 'uso di mondo', retaggio degli anni pavarottiani, e basta. Assessore? perchè?
Firenze volta pagina e fa venire in città, ad occupare il posto dell Mantovani, un altro nome eccellente, dell'eccellenza acquisita sul campo della difesa dei diritti civili, e già fiorentina acquisita con altre modalità istituzionali, nello steso campo attribuito alla Mantovani. Paola Concia farà meglio, peggio, uguale? Adesso non lo sappiamo.
Per ora urgerebbe il bilancio dell'attività della Mantovani per non farsi prendere dal dubbio che Nardella ami eccessivamente le persone famose - qualche volta anche per il semplice cognome - ma che alla loro preparazione competenza e disponibilità non faccia caso.
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martedì 14 febbraio 2017
venerdì 6 giugno 2014
Firenze si affida alla signora Pavarotti
Il neo sindaco fiorentino, Nardella, in procinto di mettere su la squadra che l'affiancherà nel governo della città, ha in serbo un colpo grosso: affidare la diffusione nel mondo dell'immagine di Firenze non a Giotto o a Dante, ma alla signora Mantovani, sposata Pavarotti, la vedova del grande cantante. E già immaginiamo come potrebbero andare le cose alla sig.ra Nicoletta Mantovani, a capo del dicastero, senza portafoglio, degli esteri della repubblica fiorentina. Pranzo ufficiale in Cina, al quale partecipano i massimi esponenti di quel governo, in occasione della inaugurazione della copia perfetta di Santa Maria del Fiore, non luogo di culto ma centro commerciale. Magari gli esponenti del governo cinesi presenti non sanno che Pavarotti è morto, ed allora all'annuncio che sta per arrivare Pavarotti, che anche in Cina conoscono, non si curano di infornarsi meglio. Arriva una signora minuta - attenti: tanto minuta quanto determinata - nessuno l'applaude, tutti aspettano Pavarotti; la delegazione italiana in imbarazzo, va subito a spiegare ai notabili cinesi, che Pavarotti è la signora, vedova del grande cantante. Non sappiamo immaginare la reazione, e comunque non la diremo per rispetto alla signora. Dicono che Nardella sia diplomato in violino e che abbia annunciato che il giorno in cui non facesse più l'amministratore pubblico, forse potrebbe riprendere il suo violino per guadagnarsi da vivere. Immaginate, a quel punto, se Nardella, tornato a suonare in orchestra, un giorno, indisposto, mandasse sua moglie, cui ha affidato il suo strumento, a sostituirlo - immaginate la reazione degli orchestrali e del direttore.
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