A giudicare l'incontro/scontro di ieri sera fra Renzi e Zagrebelsky arbitrato da Mentana, sugli schermi de La 7, con gli stessi criteri con cui la stampa ha giudicato lo scontro americano televisivo fra Trump, l'impresentabile e Clinton, l'antipatica, si dovrebbe concludere che non ci è stato nè vincitore nè vinto, e che tutti e due si sono difesi, ognuno con le proprie ragioni, senza riuscire a tirarsi dalla propria parte nessuno dello schieramento opposto.
Sebbene il grande costituzionalista abbia dichiarato alla vigilia che non si sentiva a suo agio davanti ad una telecamera, il suo compito di professore, competente e sicuro delle sue idee, l'ha svolto egregiamente.
E al presidente Renzi, dei due il più svantaggiato, di fronte a chi voleva a tutti i costi fargli un esame di diritto costituzionale, e quindi di considerarlo alla stregua di uno studente in attesa di ricevere la votazione d'esame, gli va dato atto che s'è difeso abbastanza bene, nonostante qualche momento di nervosismo che avrebbe fatto bene a dominare.
In sostanza Zagrebelsky ha sostenuto la tesi che sebbene la riforma fosse anche necessaria, di una riforma pasticciata come ha giudicato quella di Renzi, non c'era proprio bisogno. Si elimina il CNEL, si ridisegnano le competenze delle Regioni e dello Stato centrale, si riducono i costi della politica, si elimina il Senato, la cosiddetta 'seconda' Camera, in parte bene... ma la nuova assise creerà più problemi di quanti avrebbe voluto risolverne.
Ed ha anche aggiunto che il modo in cui Renzi esponeva le novità della riforma - soprattutto con quel 'si sa subito chi vince' lo preoccupa, più che per Renzi stesso, per ciò che potrebbe accadere in futuro, in un paese non più bipolare per le forze politiche in campo, bensì tripolare, e con il ballottaggio che potrebbe, attraverso il premio di maggioranza, consegnare Paese e Parlamento ad una forza politica non maggioritaria, e potrebbe anche darsi che in futuro - disgraziatamente- a governarci, non sia Salvemini, ma uno che per il cognome gli somiglia molto, Solo per il cognome.
Anche Zegrebelsky, in qualche momento, ha tirato fuori qualche ruggine nata per il comportamento della ministra Boschi, quando ha ricordato di essere stato richiesto di un parere costituzionale sulla riforma e di averlo, una volta ricevuto, gettato nel cestino della cartaccia. E qualche spettatore ha anche pensato che alla base di alcune sue critiche ci fosse proprio questa ruggine con la ministra, più volte citata.
Renzi ha ribadito sempre che la riforma è attesa dal paese da molti anni e che non può essere ancora una volta affossata dalle discussioni infinite del Parlamento, anche questa volta che il testo è stato discusso e ridiscusso votato e rivotato.
Alla fine quell'incontro-scontro che doveva risolversi in una sconfitta del Premier bacchettato dal celebre professore s'è concluso con un pari delle forze in campo.
Nessuno dei due è riuscito a convincere pienamente, o meglio ambedue hanno convinto su singoli aspetti della riforma, nessuno decisivo e dirimente. E il pubblico, il Paese, resta diviso fra chi vuole la riforma, anche se non perfetta perchè il Paese deve rinnovarsi, e chi invece pensa sia meglio lasciare le cose come stanno per non peggiorarle.
Ma quest'ultima affermazione si va facendo da anni, mentre contemporaneamente si dice che le cose vanno assolutamente cambiate perchè così non si va avanti.
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sabato 1 ottobre 2016
domenica 14 giugno 2015
Hillary,Chelsea,Blair predicano bene e razzolano male. Prendano esempio dai due nuovi sindaci donna di Madrid e Barcellona
E' diventato uno sport comune a molti ex premier o presidenti in ogni parte del mondo, e scusateci se torniamo a parlare di soldi ancora una volta, oggi.
Finito il loro mandato, non contenti e soddisfatti di quanto hanno arraffato, si mettono sul mercato - così si esprimono questi gentiluomini - offrendosi al miglior offerente. E diventano così consiglieri di sultani e nuovi zar che sanno ben compensare i loro servitori, conferenzieri, esperti in qualunque cosa, vantando prima di ogni altra competenza la carica precedentemente occupata. Entra fra questi geni dell'umanità perfino il grande pensatore che fa nome Bush.
Ma non sono da meno Bill che per essere presente ad una convention chiede quello che cento lavoratori insieme guadagnano in un anno; e quando viene invitato a parlare del 'ruolo delle stagiste' pretende 500 mila dollari ed un esemplare in carne ed ossa, magari per illustrare dal vivo ciò che una stagista può fare nella camera ovale di una casa bianca o grigia, non importa; perfino sua figlia Chelsea, che sarà certamente un genio, visti i suoi genitori, ma che ha affinato anche lei l'arte di grattare il barile finchè non si vede il fondo, è fra le giovani più pagate al mondo, perchè Lei non solo è brava ed anche bella(?) - diciamo gradevole, oggi più di ieri - ma è la figlia di quei genitori e rischia di tornare, attraverso l'insediamento della nobile mamma, alla Casa Bianca. Questa volta, facendo attenzione a controllare con maggiore cura quel birbone di Bill, suo padre.
Hillary ha detto che vuole essere la presidente non dei privilegiati, perchè privilegiata vuole essere solo lei. Sa Hillary di quanti soldi ha bisogno per la sua campagna presidenziale? Non è un privilegio poter disporre, spillandoli a chi ne ha, qualcosa come due miliardi di dollari? una cifra astronomica! E quel Blair che si è dato da fare da quando non è più premier in Inghilterra? Per un intervento ad una conferenza internazionale sulla fame e sulla povertà ha chiesto la modica cifra di 400.000 Euro, alla faccia dei milioni di disgraziati. E, come si meritava, glieli hanno dati in faccia i 400.000 Euro assieme ad altrettanti vaffa...
Perchè questi profittatori non prendono esempio dai due nuovi sindaci donna di Barcellona e Madrid, che appena insediati hanno deciso di tagliarsi i rispettivi stipendi che , immaginiamo, non saranno stati poi tanto alti?
Finito il loro mandato, non contenti e soddisfatti di quanto hanno arraffato, si mettono sul mercato - così si esprimono questi gentiluomini - offrendosi al miglior offerente. E diventano così consiglieri di sultani e nuovi zar che sanno ben compensare i loro servitori, conferenzieri, esperti in qualunque cosa, vantando prima di ogni altra competenza la carica precedentemente occupata. Entra fra questi geni dell'umanità perfino il grande pensatore che fa nome Bush.
Ma non sono da meno Bill che per essere presente ad una convention chiede quello che cento lavoratori insieme guadagnano in un anno; e quando viene invitato a parlare del 'ruolo delle stagiste' pretende 500 mila dollari ed un esemplare in carne ed ossa, magari per illustrare dal vivo ciò che una stagista può fare nella camera ovale di una casa bianca o grigia, non importa; perfino sua figlia Chelsea, che sarà certamente un genio, visti i suoi genitori, ma che ha affinato anche lei l'arte di grattare il barile finchè non si vede il fondo, è fra le giovani più pagate al mondo, perchè Lei non solo è brava ed anche bella(?) - diciamo gradevole, oggi più di ieri - ma è la figlia di quei genitori e rischia di tornare, attraverso l'insediamento della nobile mamma, alla Casa Bianca. Questa volta, facendo attenzione a controllare con maggiore cura quel birbone di Bill, suo padre.
Hillary ha detto che vuole essere la presidente non dei privilegiati, perchè privilegiata vuole essere solo lei. Sa Hillary di quanti soldi ha bisogno per la sua campagna presidenziale? Non è un privilegio poter disporre, spillandoli a chi ne ha, qualcosa come due miliardi di dollari? una cifra astronomica! E quel Blair che si è dato da fare da quando non è più premier in Inghilterra? Per un intervento ad una conferenza internazionale sulla fame e sulla povertà ha chiesto la modica cifra di 400.000 Euro, alla faccia dei milioni di disgraziati. E, come si meritava, glieli hanno dati in faccia i 400.000 Euro assieme ad altrettanti vaffa...
Perchè questi profittatori non prendono esempio dai due nuovi sindaci donna di Barcellona e Madrid, che appena insediati hanno deciso di tagliarsi i rispettivi stipendi che , immaginiamo, non saranno stati poi tanto alti?
sabato 19 luglio 2014
Sacre famiglie unite. Dai Clinton ai Muti
L'altro ieri con fastidio grande leggevamo della figlia dei Clinton che sì è messa a far soldi, un mestiere che ha appreso dai suoi genitori: il papà, quello della Lewinsky- l'unico merito per il quale passerà forse alla storia - che è diventato conferenziere pagatissimo (come del resto anche l'ex premier inglese che ora fa il consulente perfino di Putin ) e dalla mammà che non ha ancora deciso se scendere in politica e candidarsi alle prossime presidenziali ed intanto mette su un bel gruzzolo di dollari, a milioni, attraverso il coinvolgimento dei suoi possibili sostenitori. La figlia, oggi signora, che tutti ricordiamo con l'apparecchio ai denti, ora gira l'America facendosi strapagare. Una vergogna familiare!
La famiglia conta ancora ed è il cardine della nostra società, in America come in Italia .
Oggi, sempre sui giornali leggiamo di un'altra grande famiglia, non di politici. La famiglia Muti, la famiglia del grande direttore che nei prossimi giorni, escluso il capofamiglia, è impegnata a Borgia in Calabria per l'anteprima della nuova opera di Nicola Piovani, protagonisti Depardieu - già ospite al 'Festival di Ravenna e dei Muti', e in Berlioz con Muti padre, e Chiara Muti, e la Cristina Muti, moglie del maestro, regista. In queste settimane non sono al loro primo lavoro. Cristina Muti, per il festival suo, ha seguito anche tutte le trasferte e i vari concerti 'per un amico' di suo marito, nel quale il maestro ha fatto suonare anche suo genero, marito di Chiara, la quale Chiara è reduce dal nuovo lavoro di Azio Corghi col quale fa spesso coppia fissa, un melologo, presentato in questi giorni passati a Siena.
Nessuno chiede ai Clinton come ai Muti di cancellare il senso sacro della famiglia (se anche in Giappone stanno facendo di tutto per farlo tornare in auge, noi non possiamo essere secondi a nessuno).No, neanche per sogno, ma almeno di non farlo vedere ogni giorno e sbatterlo in faccia a chi una famiglia sacra e potente non può vantare.
Salvo che, nel caso di Muti, il maestro e la sua famiglia non facciano quel che fanno, solo perchè così ci danno materia per indignarci per l'ennesima volta. Lanciandoci una sfida: chi si stancherà prima?
La famiglia conta ancora ed è il cardine della nostra società, in America come in Italia .
Oggi, sempre sui giornali leggiamo di un'altra grande famiglia, non di politici. La famiglia Muti, la famiglia del grande direttore che nei prossimi giorni, escluso il capofamiglia, è impegnata a Borgia in Calabria per l'anteprima della nuova opera di Nicola Piovani, protagonisti Depardieu - già ospite al 'Festival di Ravenna e dei Muti', e in Berlioz con Muti padre, e Chiara Muti, e la Cristina Muti, moglie del maestro, regista. In queste settimane non sono al loro primo lavoro. Cristina Muti, per il festival suo, ha seguito anche tutte le trasferte e i vari concerti 'per un amico' di suo marito, nel quale il maestro ha fatto suonare anche suo genero, marito di Chiara, la quale Chiara è reduce dal nuovo lavoro di Azio Corghi col quale fa spesso coppia fissa, un melologo, presentato in questi giorni passati a Siena.
Nessuno chiede ai Clinton come ai Muti di cancellare il senso sacro della famiglia (se anche in Giappone stanno facendo di tutto per farlo tornare in auge, noi non possiamo essere secondi a nessuno).No, neanche per sogno, ma almeno di non farlo vedere ogni giorno e sbatterlo in faccia a chi una famiglia sacra e potente non può vantare.
Salvo che, nel caso di Muti, il maestro e la sua famiglia non facciano quel che fanno, solo perchè così ci danno materia per indignarci per l'ennesima volta. Lanciandoci una sfida: chi si stancherà prima?
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