Insomma, a detta dell'eminente parlamentare Lanzillotta, la Consulta nel dichiarare illegittimo il mancato adeguamento all'inflazione delle pensioni, voluto dal Governo Monti, e decretarne di conseguenza - nei modi e tempi che il Governo sta studiando - la restituzione degli arretrati e l'adeguamento, non ha difeso un altro sacrosanto diritto del governo di un paese, quello cioè di badare alla tenuta dei conti che con questa sentenza potrebbero nuovamente traballare.
E l'illustre parlamentare, Linda Lanzillotta, si infervora, nel farsi paladina dei conti pubblici e della tenuta generale dei conti INPS, e non dei diritti dei pensionati che hanno pensioni bassissime.
Comodo, on. Lanzillotta, consorte di Bassanini a capo della Cassa Depositi e Prestiti, ex parlamentare, pontificare sulle pensioni dei poveri, a pancia piena, come Lei e suo marito avete con i 40.000 Euro circa che ogni mese, piove o tira vento, entrano in casa.
Ha mai lavorato Lei al di fuori della politica? Sa come ci si trova quando i pochi soldi anche da pensione, comunque sudati, non bastano a sopravvivere, mentre lei con quei 40.000 circa che ogni mese, in coppia con il consorte, ritira , non solo sopravvive ma vive alla grande?
Forse ha paura che - come si va ventilando - la restituzione delle briciole ai pensionati avvehga attraverso un prelievo, sempre sulle pensioni, ma di quelle più alte? E perché no, anche sui compensi che Lei e suo marito percepite? Non sarebbe più giusto e più equo, anche per salvaguardare la tenuta dei conti pubblici, che le sta tanto a cuore? Rifletta, on Lanzillotta, dalla pancia piena, rifletta, lei e rifletta anche suo marito. Che, per sua fortuna, tace sull'argomento.
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mercoledì 6 maggio 2015
martedì 29 aprile 2014
I soci fondatori del festival del cinema di Roma
I Soci fondatori del Festival del Cinema di Roma- comune, regione, provincia - già l'anno scorso hanno diminuito di parecchio il loro apporto finanziario al festival veltroniano che costa 10 milioni di Euro circa e che quest'anno si svolgerà nella seconda metà di ottobre all'Auditorium di Roma. A tale festa del cinema, considerata dal grande ministro veneziano Galan come un nemico in casa ( Biennale) e dunque da combattere/abbattere, il Ministero non ha mai dato un consistente contributo, e negli anni in cui l'ha fatto tale contributo è stato davvero miserabile.
Ora i soci fondatori hanno scritto ufficialmente a Franceschini, chiedendogli di entrare fra i soci fondatori. In realtà Franceschini era a conoscenza di questa esplicita richiesta da tempo, fin da quando era balenata in mente a Marino; gliene aveva parlato la sua compagna Michela Di Biase, a capo dell'Ufficio cultura del Comune, direttamente interessata perciò alla questione.
Ora come andranno le cose? Franceschini dirà no alla sua compagna? O chiederà in cambio della sua entrata ('sua', come ministero), al momento del rimpasto della giunta, che la sua compagna Di Biase, prenda il posto della Barca alla cultura, come si vociferava al tempo della formazione del gabinetto Marino?
I due si trovano ora in una situazione imbarazzante, ma che dovrebbero fare? Separarsi in nome della correttezza? Non spargiamo la voce perchè se fosse la scorrettezza istituzionale( o i conflitti di interesse) presa a motivo di separazione, allora la questione investirebbe anche le famiglie Alemanno, Bassanini, D'Alema e chissà quante altre, con grande gioia per gli avvocati matrimonialisti.
Ora i soci fondatori hanno scritto ufficialmente a Franceschini, chiedendogli di entrare fra i soci fondatori. In realtà Franceschini era a conoscenza di questa esplicita richiesta da tempo, fin da quando era balenata in mente a Marino; gliene aveva parlato la sua compagna Michela Di Biase, a capo dell'Ufficio cultura del Comune, direttamente interessata perciò alla questione.
Ora come andranno le cose? Franceschini dirà no alla sua compagna? O chiederà in cambio della sua entrata ('sua', come ministero), al momento del rimpasto della giunta, che la sua compagna Di Biase, prenda il posto della Barca alla cultura, come si vociferava al tempo della formazione del gabinetto Marino?
I due si trovano ora in una situazione imbarazzante, ma che dovrebbero fare? Separarsi in nome della correttezza? Non spargiamo la voce perchè se fosse la scorrettezza istituzionale( o i conflitti di interesse) presa a motivo di separazione, allora la questione investirebbe anche le famiglie Alemanno, Bassanini, D'Alema e chissà quante altre, con grande gioia per gli avvocati matrimonialisti.
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