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mercoledì 20 agosto 2014

Marino e Franceschini oscurati e affondati

Quando si devono mettere in piazza risultati deludenti,  si sceglie la via del silenzio, quando invece c'è da cantar vittoria, anche se piccola vittoria, allora  ci si espone oltre la decenza, al punto che qualcuno può pensare che finalmente la guerra l'abbiamo vinta. La guerra della difesa e valorizzazione dei nostri tesori culturali e storici.
 L'ultima figuraccia internazionale s'è avuta con il bimillenario di Augusto. Certo il ministro Franceschini ha assicurato che manifestazioni ed iniziative per la ricorrenza si avranno più avanti. Allora perchè, scoperto in fallo, corre assieme a Marino una corsa nei sacchi, senza conoscere bene la meta?
Lasciamo stare la sistemazione della piazza nella quale si trova il celebre Mausoleo di Augusto, e la riqualificazione del monumento stesso, dei quali si parla da anni, forse da quando, o prima ancora, si parlò della sostituzione della teca,  chiacchieratissima ancora oggi, nella quale è custodito quel che resta dell'Ara Pacis.
Insomma nella ricorrenza del bimillenario, apertura eccezionale del monumento con visita. Senonchè proprio  per quell'apertura, per la quale molti si erano prenotati, e molti ancor erano stati rimandati a nuova apertura,  si sono verificati, davanti agli increduli visitatori - che , comunque, secondo un quotidiano hanno effettuato la visita e sono rimasti soddisfatti! - due incidenti, come solo da noi possono accadere. Poco dopo iniziata la visita, è andata via la corrente elettrica, per cui  sono rimasti tutti la buio. E poi tutto il camminamento del Mausoleo vero e proprio, si è allagato. Ai visitatori è parso di trovarsi in uno degli antichi acquedotti romani piuttosto che nel mausoleo. Che altro doveva accadere, per celebrare degnamente il bimillenario del grande Augusto?

sabato 23 novembre 2013

Piove? Governo inetto

La sapete l'ultima di Letta nipote? Per salvare l'Italia dell'arte facciamo una lotteria/campionato. Ogni anno eleggiamo una città 'capitale della cultura italiana' in maniera da dargli la sveglia perché si occupi dei suoi tesori, magari malandati o semplicemente trascurati. La nazione accende i suoi riflettori su quella città e il fiume di turisti si dirigerà interamente in quella città. Il. bello è che i soldi per  far tornare a risplendere i mille tesori  delle nostre città non ci sono. S' è dovuto derogare al 'patto di stabilità', per la ricostruzione in Sardegna. Senza deroga anche la Sardegna rischiava di  restare una regione per metà in rovina. E parliamo della Sardegna, che in fondo è un'isola.
Ma che succede in Continente, come i sardi chiamano lo stivale? Succede che l'Ara Pacis, a Roma, uno dei monumenti più famosi, di recente protetta dalla nuova scatola costruita da Meyer, con le piogge torrenziali degli ultimi giorni, imbarca acqua - secondo i tecnici: i piccioni avrebbero mangiato il silicone fra una lastra e l'altra. Ma come mai il precedente scatolone non permetteva all'acqua di infiltrarsi? Non finisce qui.  Nell'aula degli 'Orazi e Curiazi', in  Campidoglio, piove, e gli affreschi,  in alcuni punti, si sono gonfiati. Letta,  non farci ridere, rimedia all'Ara Pacis e al Campidoglio. Qui ogni momento bisognerebbe inventarsi una  lotteria per salvare l'Italia che fa acqua.