domenica 22 aprile 2018

Lettera di Paolo Castaldi - lusinghiera nella sua asciuttezza - al direttore di Piano Time. (Milano 11.5.89)

Al M°. Piero Acquafredda
Redazione Piano Time
Via Calderini 68
00196 ROMA


                                             Caro Maestro,

                  due righe in fretta, dalla Biblioteca del Conservatorio (di Milano ndr) dove mi trovo.
 Constatiamo con stupore ( con l'amico P. Rattalino, che condivide questo sentimento e che si unisce a questa 'protesta') che questo Istituto non possiede 'Piano Time'. Lo riceveva; ma ora, da oltre un anno, non lo riceve più.

Uno studioso inglese, Richard Toop, che pure lo cercava ( e che era lusingato dalla titolazione inglese) è rimasto di sasso anch'egli. "A major Italian music magazine..." e non le sto a dire il seguito.

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Noi non possiamo, credo, ancora per un pò, abbonarci. Non si potrebbe - al momento dell'invio al macero dei 'resi' - mandarne una copia qui a noi?... Anche (se volete) degli arretrati; così che la collezione sia completa....
Avrei anche piacere di parlarle d'altro, e magari di suggerirle un argomento. Lo farò magari in seguito.

Spero di ricevere i numeri ( almeno... ) in omaggio che portano i miei contributi: il pezzo di musica ( 'Made for You') e il mio intervento, raccolto al telefono dal vostro collaboratore M°.Zaccagnini. Potrò contarci? Sarà uscito!

La ringrazio per la Sua attenzione e Le invio i miei auguri più vivi e cordiali. Mi creda il Suo Paolo Castaldi

Restaurato il grande organo Tamburini dell'Auditorium Nino Rota al Conservatorio di Bari ( da ' Baritoday')

Restaurato l'organo dell'auditorium 'Nino Rota': venerdì il grande concerto inaugurale
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Inaugurato venerdì 20 aprile l'organo Tamburini del Conservatorio 'Niccolò Piccinni' di Bari nell'Auditorium 'Nino Rota': la struttura è stata restaurata, in questi mesi, grazie alle maestranze della ditta Zanin. Il concerto inaugurale, (biglietti gratuiti) in replica sabato 21, sarà a cura dell'organista Enzo Filacaro, docente di Organo del Conservatorio, e all'Orchestra Sinfonica del Conservatorio diretta da Giovanni Pelliccia. Ricco il programma musicale della serata che vedrà l'esecuzione della Suite gothique op. 25 di Léon Bollmann, il preludio al corale Nur komm der Heiden Heiland di Bach e la celeberrima Toccata e fuga in Re minore dello stesso compositore tedesco. Quindi sarà la volta di tre corali bachiani trascritti per orchestra da Respighi e infine la Première Symphonie in re minore op. 42 di Félix Alexandre Guilmant, per orchestra con organo concertante, quest'ultimo, brano estremamente raro da eseguire in Italia poiché richiede sale d'ascolto con un organo adatto. “

sabato 21 aprile 2018

Noseda dopo le dimissioni di Vergnano da sovrintendente

"Vorrei chiarire che non mi sono dimesso dalla carica di Direttore Musicale del Teatro Regio di Torino. Apprezzate le circostanze, non posso che auspicare che il Consiglio di Indirizzo del teatro e il suo Presidente Chiara Appendino, Sindaco di Torino, nominino una figura di Sovrintendente forte, in grado di risolvere le serie difficoltà che il teatro deve affrontare. Devo ringraziare tutto il personale del Teatro Regio Torino, dai macchinisti ai tecnici, dal personale di laboratorio ai truccatori, agli artisti dell’orchestra e del coro, che da quando ho assunto la Direzione Musicale nel 2007, hanno assicurato la più alta qualità musicale e artistica". Il maestro conclude la nota anticipando le sue prossime intenzioni: "Prenderò una decisione sul mio futuro con il Teatro Regio Torino quando sarà chiaro se le condizioni che il Consiglio di Indirizzo presenterà consentiranno a me e ai miei colleghi di continuare a produrre la qualità artistica e musicale che abbiamo offerto al mondo fino a questo momento".

I Conservatori, dove si formano i giovani musicisti - altro che talent - nella fiction Rai di Ivan Cotroneo

Nella prossima stagione la Rai manderà in onda una fiction scritta e diretta da Ivan Cotroneo, intitolata la Compagnia del Cigno; dove 'compagnia' sta per piccolo gruppo di studenti di musica, di varia età ed estrazione sociale, che studiano al Conservatorio di Milano , intitolato al Cigno di Busseto. In verità l'Italia è ricchissima di 'Cigni', perchè , ad esempio, anche Pesaro ne ha avuto uno, di nome Rossini, e pure Catania, Bellini.

Dunque l'appellativo 'Cigno' per Verdi,  che poteva risultare esclusivo a Ivan Cotroneo, evidentemente a digiuno di musica, non lo è per quanti più addentro alla storia musicale ne conoscono anche altri  e tutti straordinari.

  Ma la fiction, titolo a parte, è davvero interessante perchè una volta per tutte si spera faccia capire ai giovani che frequentano, anche con impegno, i vari talent di cui la tv è piena e dei quali vive, perchè a basso costo e ad alto tasso emotivo,  che ben altra cosa è  prepararsi come si deve ad una professione - cosa che il talent anche il più duro non può fare,  e comunque solo per  professioni di minore impegno e professionalità - per la quale semmai può costituire solo l'inizio di un percorso formativo che proseguirà fuori degli schermi tv.

Non è un caso che i partecipanti ad un talent si esercitano solo con la canzone e il ballo - o danza, se vogliamo essere di manica larga.
Nessun talent si cimenta con lo studio di uno strumento musicale, come invece mostrerà la fiction di Cotroneo, perchè nessuno strumento si può imparare a suonare nel breve volgere di una stagione televisiva, un semestre nel migliore dei casi.

 Sarà anche interessante  scoprire le storie dei vari protagonisti - scelti fra gli studenti del Conservatorio,  con l'eccezione di un direttore , che è Alessio Boni - ma soprattutto la dedizione, la passione che prende la gran ma parte dei giovani che  iniziano il percorso di formazione in un Con servatorio di Musica. E l'impegno che ci mettono  nello studio, quotidiano, e che dura anni. Per diventare cosa? Oggi nessuno più si illude che all'uscita dal Conservatorio troverà stuoli di fans pronti ad applaudirlo. Chi intraprende gli studi per la carriera del musicista  sa già che quella del solista resta un miraggio, e che si aprirà solo a  pochissimi, mentre la gran parte degli strumentisti aspira ad un posto, onorevolissimo, in orchestra , piccola o grande che sia, o in un gruppo cameristico.

Noi che abbiamo passato nei Conservatori italiani ( Roma, Perugia, Firenze e L'Aquila) oltre trent'anni della nostra vita professionale, insegnando Storia della Musica, conosciamo molto bene l'ambiente e sappiamo quanto esso sia diverso da altri ambienti in cui i giovani si formano alla professione di domani.  E perciò ci auguriamo che la fiction di Cotroneo, passi per il titolo, mostri questa diversa  entusiasmante, ma anche molto faticosa e dura, realtà.


venerdì 20 aprile 2018

Lascia Walter Vergnano, dopo un ventennio di sovrintendenza al Regio di Torino. Per il suo successore Beppe Grillo, il guitto, ha voce in capitolo

Con un anno di anticipo, ma dopo diciannove ininterrotti, Walter Vergnano lascia la sovrintendenza del Regio di Torino. Ne ha dato notizia il Teatro Regio con un comunicato nel quale si dichiara che aveva rassegnato le sue dimissioni nelle mani del Consiglio di Indirizzo ( ex CDA). Il sindaco Appendino, presidente, con la quale i rapporti non sono stati buoni, lo ha ringraziato e sta già pensando al sostituto, facendosi aiutare da Beppe Grillo, al quale starebbe simpatico Giancarlo Del Monaco, classe 1943. Che in Italia, accanto  alla sua prevalente attività di regista,  esercitata più all'estero che in Italia, ha avuto anche responsabilità amministrative in due festivalini (Montepulciano e Macerata) mentre all'estero in istituzioni di rilievo maggiore, come Bonn, e a Tenerife, dove è stato direttore artistico del locale festival.
 E ci risiamo. Così fan tutti, anche quelli del non partito, del Movimento cinquestelle, e lo stesso Beppe Grillo che mette bocca su argomenti sui quali, anche per ragioni di decenza e di incompetenza, dovrebbe star zitto. Ma si sa come vanno le cose. A lui, fanno notare i giornali torinesi, non dispiacerebbe Del Monaco , che conosce e forse è anche suo amico.

MA SE NON L'AVESSE NE' CONOSCIUTO NE' FOSSE STATO SUO AMICO, GRILLO, CHE COMUNQUE DOVREBBE TENERSI ALLA LARGA DAL SINDACO DI TORINO NELLE VESTI DI CONSIGLIERE OCCULTO, AVREBBE PENSATO UGUALMENTE A DEL MONACO?

 Non sappiamo come andranno a finire le cose, ma quasi certamente , visto che ormai l'ha detto, Del Monaco assumerà la sovrintendenza del regio di Torino, e magari anche la direzione artistica, - oggi va tanto di moda e fa anche risparmiare sulla carta, confusione  a parte - chiamando a collaborare soltanto un direttore musicale che, spetta a lui scegliere, una volta nominato. Eventualmente.

 Tornando a Vergnano. NOn si può dimenticare come già qualche anno fa fosse nato un dissidio insanabile fra lui e Noseda, e fu l'allora sindaco di Torino, suo compagno di partito, Fassino, a sanarlo, facendo arrivare a Torino Gaston Fournier, gradito a Noseda.

 Ora  alla base di questa sua decisione - e del resto dopo vent'anni di gestione, era ora che si cambiasse - starebbero ragioni personali- forse di facciata, e il rapporto mai  liscio con la Appendino - ragione reale.

 Ma il fatto è che con la sua uscita ci sarebbe stato uno cambio di persona , di tipo failiare. Perchè se ricordiamo bene, la prima persona che doveva saltare , all'arrivo della Appendino era Angela La Rotella, segretario generale della Fondazione per la cultura , moglie di Vergnano.  Il quale alla fine avrà pensato che era meglio togliersi di torno lui, ben più avanti negli anni della moglie e lasciar spazio a lei, finchè dura.

 S'era anche detto che la stessa Fondazione sarebbe stata chiusa, ed invece no. Ancora oggi è organizzatrice del Salone del Libro, affidato alla direzione di Lagioia, presieduto da Massimo Bray.

Naturalmente, fanno sapere d Torino, resteranno gli impegni per la direzione di opere e concerti assunti con Noseda, quelli resteranno, forse anche Noseda direttore musicale non sarà riconfermato, men che meno Gaston Fournier.

Speriamo che il cambio al vertice non peggiori le cose, come c'è sempre da temere in Italia, ed anche  perchè al peggio non c'è mai fine  e a Torino  le cose non è che fossero rose e fiori. A proposito i bilanci come stanno?

giovedì 19 aprile 2018

Ma insomma gli stranieri possono dirigere i musei italiani? Il Consiglio di Stato, in seduta plenaria, ci ha detto di aspettare ancora 45 GIORNI, per la sentenza

L'appuntamento con il plennm del Consiglio di Stato, fissato da mesi, per dirimere la questione  della liceità dell'affidamento a professionisti stranieri della direzione di importanti musei italiani, come voluto  e messo in pratica da Franceschini, era fissato per mercoledì 18 aprile - era stato saltata accuratamente la data di martedì 17... per ovvi motivi di scaramanzia.

I giornali sono tornati sull'argomento, non solo perchè da quella decisione pende  il futuro di chi  si è rivolto al Tar per contestare la nomina di un direttore straniero insediato a Mantova, ma anche perchè  la questione potrebbe essere nuovamente posta  allo scadere del mandato degli altri direttori stranieri in attività in Italia.

 Lo abbiamo già scritto, c'è chi come Sgarbi, si sta molto adoperando per  dimostrare che quegli incarichi sarebbero fuori legge. Indipendentemente dal fatto che  in alcuni casi  ci sarebbero stati professionisti italiani molto più titolati ad occupare quei posti- ma questa semmai è un contestazione che riguarderebbe Paolo Baratta che, su incarico del ministro, ha presieduto la commissione che ha esaminato i titoli dei candidati.

 Ora tutti si attendevano la pronuncia del Consiglio di Stato, in seduta plenaria, della quale - lo ripetiamo - si sapeva da tempo, molto tempo, tanto che  già allora, tre o quattro mesi fa, si  disse che era assurdo attendere mesi prima che la seduta avesse luogo e la sentenza fosse emessa.

 Finalmente la seduta plenaria del Consiglio di Stato - dove naturalmente siedono giuristi di fama e professionisti di legge ben noti ma anche servitori di questo o quel politico, premiati a fine carriera con la promozione a consigliere di stato ( fra tutti, il caso più emblematico, quello della capa dei vigili urbani fiorentini che Renzi volle a Palazzo Chigi a dirigere 'il traffico' (!) dell'ufficio legislativo, e che, poi, prima di lasciare  il premierato, ha promosso a consigliera di stato) - c'è stata mercoledì 18.

Cosa ha deciso? La sentenza definitiva si avrà fra 45 giorni circa! Ma quanto lavorano questi Consiglieri di Stato? Non sapevano del caso da alcuni mesi? Perchè ancora 45 giorni?
Può mai cambiare nulla in Italia?

Fortuna adiuvat audaces del TROVAROMA ( La Repubblica)

Da settimane, mesi, forse  un annetto andiamo consigliando - inutilmente - al titolista dell'inserto settimanale romano TROVAROMA, - allegato al quotidiano 'La repubblica', contenente gli annunci  di spettacoli, mostre, eventi ed altro  - di smettere, quando scrive di concerti classici, l'uso del termine 'aria/e', quale che sia il repertorio che si intende presentare. Perchè , gli andiamo spiegando, nel repertorio classico di 'arie' ovviamente ve n'è tante,  ma si commette un errore grossolano quando si usa solo e sempre quel termine, anche per quei casi in cui di 'arie' non c'è neanche l'ombra.

Oltre l'uso di quel termine, quasi sempre  improprio, l'acuto e solerte titolista, fa uso altrettanto smodato di una preposizione che premette al termine incriminato, anche  questa soggetta a censura perfino linguistica. Che vuole intendere quando scrive che il direttore tal dei tali dirige ' sulle arie di...? L'uso smodato di quella preposizione si è poi allargato anche agli strumentisti che suonerebbero 'sulle arie di...', o ai cantanti che canterebbero 'sulle arie di...'.-

Quando abbiamo cominciato questa nostra campagna contro l'uso inadatto di preposizioni, abbiamo consigliato al 'Trovaroma', di sostituire almeno quella preposizione con un più semplice articolo, il direttore tal dei tali,  lo strumentista e il cantante ... dirigono, suonano,  cantano 'le arie di... Niente da fare. La preposizione piace molto al titolista del 'Trovaroma', o lui la preferisce in ogni caso e perciò non sa farne a meno.

 Poi, non riuscendo a ottenere nulla in fatto di preposizione, abbiamo  suggerito al titolista di sostituire la parola 'aria'con 'musica'. Perché dirigere o suonare o anche cantare 'la musica di...' è sempre e comunque più esatto che  suonare o dirigere o cantare 'le arie di...', specie quando di 'arie' non v'è traccia nelle musiche in programma; considerando che quand'anche vi fossero arie nella musica eseguita, il termine 'musica'  salva 'capra ( il titolista del Trovaroma) e cavoli' (nostri e della lingua) .

Ma lui, il titolista,  ancora insiste: la settimana scorsa ha scritto di 'arie', laddove di 'arie' non v'era  traccia.

Poi però, una tantum, il destino ha voluto premiare tanta costanza, consentendogli  questa settimana di azzeccare il titolo, perchè a Santa Cecilia arriva una giovane bravissima, così pare, cantante americana che canterà ARIE - finalmente ! - di Mozart.