venerdì 1 ottobre 2021

Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace: ' mi hanno trattato come un mafioso'. farò i nomi ( Rai News)

 Mimmo Lucano, dopo la condanna a 13 anni e 2 mesi per presunti illeciti nella gestione dei migranti, dice la sua, intervistato dal Corriere della Sera e a colloquio con la Stampa.

  "Tutti questi soldi? ma quali soldi! Io non ho più nemmeno gli occhi per piangere", afferma. Parla della condanna come di "una cosa pesantissima, inaspettata, inaudita, che non capisco e che non si dà nemmeno per delitti di mafia".

 "Dietro la mia condanna ci sono ombre poco chiare", sostiene nell'intervista. "Un magistrato molto importante, un politico di razza, hanno dall'inizio cercato di offuscare la mia immagine, il mio impegno verso gli immigrati, i più deboli. I nomi? Adesso è ancora presto, più avanti. Voglio prima leggere le motivazioni della sentenza. Mi aspettavo un'assoluzione piena".

 "Già dall'inizio la mia popolarità, mai cercata, li ha infastiditi. Hanno voluto (e vogliono) che si parlasse solo di loro, delle loro attività, dei loro libri, delle loro inchieste.

 Io non ho avuto la notorietà perché me la sono cercata. Il mio impegno, il mio modo di aiutare il prossimo, sono stati gli argomenti che mi hanno reso popolare. A loro dava fastidio che i media, la politica, s'interessassero di quello che io facevo. Invidia pura. Diventata probabilmente anche rabbia quando la rivista Fortune mi ha assegnato quel riconoscimento e, soprattutto, quando la Rai ha voluto realizzare la fiction su Riace con Beppe Fiorello protagonista. Lì è scattato qualcosa che è alla base delle mie sventure giudiziarie".

 Quello che gli fa "più rabbia, però, è che è stata attaccata la mia moralità - aggiunge l'ex sindaco di Riace -. Io sono un uomo specchiato e onesto, non ho neanche i soldi per pagare i miei avvocati".

 Sul maxi risarcimento, aggiunge: "voglio gridarlo! Mia moglie fa un lavoro umile, pulisce le case delle persone. Non ho proprietà, non ho niente, completamente, vado avanti così, con nulla. Non ho un centesimo per pagarmi gli avvocati".

  Evidenzia anche che "su Riace la politica si era già divisa nel 2015. Gli ideali della destra hanno preso il sopravvento e anche la sinistra non è stata all'altezza di porre un rimedio. Salvini all'epoca s'intestò la battaglia contro gli immigrati e si schierò apertamente contro i diritti umani". E conclude: "Rifarei tutto. Anche il tentativo di prolungamento dell'asilo politico per la giovane immigrata Becky Moses, trasferita a forza da Riace e morta bruciata nella tendopoli di Rosarno, qualche mese dopo. Uno dei reati che mi hanno contestato è stato proprio questo, aver tentato di trattenere la giovane a Riace", "abbiamo portato avanti le nostre idee per dare soprattutto lavoro agli immigrati e anche ai riacesi".

 "Il giudice delle indagini preliminari aveva bollato questa inchiesta come un 'acritico recepimento delle prove', non 'integranti alcuno degli illeciti penali contestati in alcuni capi d'imputazione'. La Cassazione ha rinviato gli atti al Tribunale della Libertà, annullando il mio esilio. Eppure, oggi subisco questa sentenza senza precedenti".

Rome Chamber Music Festival senza pace. All'Auditorium Conciliazione, quattro concerti a fine novembre, ed uno a Firenze ( Salone dei Cinquecento)

 Il Rome Chamber Music Festival torna nel luogo che nel 1994 aveva segnato il debutto del suo direttore artistico Robert McDuffie: l'Auditorium Conciliazione di Roma. 

Quattro concerti il 21, 23, 24 e 25 novembre

E per la prima volta ci sarà una data speciale al Salone dei Cinquecento in Piazza della Signoria a Firenze il 22 novembre.

 Per festeggiare i 18 anni di un festival unico nel suo genere, la musica  di tre straordinari innovatori della musica di tutti i tempi e di capolavori di Chausson e  di Castelnuovo Tedesco. 

Dopo un anno di silenzio dovuto alla pandemia, il Rome Chamber Music Festival riparte da Beethoven, ma c'è spazio anche per Frank Zappa e Leonard Bernstein. 

Il 21 e 22 novembre, rispettivamente a Roma e Firenze, nel segno di Ludwig van Beethoven, per i 250 anni dalla nascita, e di Ernest Chausson. 

Il 23 novembre  un'intera serata dedicata ad altri due capolavori di Beethoven, il famoso Settimino e la Sinfonia n.1.

A Leonard Bernstein è dedicata la serata del 24 novembre con le sue Arie e Barcarole per mezzosoprano baritono e pianoforte a 4 mani.

 Grande e doppio finale il 25 novembre. Alla classica si uniscono le sonorità reggae e hip hop di Bob Lennon, a Roma per la prima volta, con l’omaggio a Frank Zappa. Luca Sanzò viola, e contrabasso Valentina Scheldhofen Ciardelli.

 Prezzo Unico: 25 Euro. Info e biglietti www.romechamberfestival.org

Musica e Danza italiane all'EXPO di Dubai ( da Quotidiano.net, di Stefano Marchetti)

 L’eterno fascino dell’opera lirica, l’incanto delle "Quattro Stagioni" di Antonio Vivaldi, l’energia e la grazia di Roberto Bolle ma anche il nuovo jazz di Paolo Fresu o le sonorità multietniche dell’Orchestra di Piazza Vittorio, fotografia di un Paese che cambia nelle nuove generazioni. L’Italia presenterà all’Expo di Dubai una serie di "Special events" con alcuni protagonisti che hanno portato il talento del nostro Paese oltre i confini geografici e ideali. Personalità capaci davvero di farsi ammirare e applaudire in tutto il mondo, come il pianista e compositore Ludovico Einaudi, emblema di una classicità contemporanea, dai suoni e dalle forme inconfondibili che ha trasfuso anche in colonne sonore di film premiatissimi (basti ricordare "Nomadland" e "The father"): sarà proprio lui a inaugurare il ciclo di serate speciali, lunedì 4 ottobre al Dubai Millenium Amphitheatre con il suo "Seven Days Walking", insieme a Federico Mecozzi al violino e Redi Hasa al violoncello.

Nel cartellone c’è spazio per la canzone d’autore con Francesco De Gregori che il 14 novembre chiuderà l’evento formativo "Change the world" (organizzato dall’Associazione diplomatici) con la partecipazione di centinaia di studenti, e il viaggio da Oscar di Nicola Piovani che il 10 dicembre – in occasione dell’Human Rights Day – presenterà "La musica è pericolosa", un racconto in cui si intrecciano musica e parole, l’Oscar per "La vita è bella" e le collaborazioni con De André, Fellini, Magni, le immagini di Lele Luzzati o Milo Manara. E ancora, il 6 gennaio 2022, Roberto Bolle e i suoi friends, e 12 febbraio Tosca con Furat Qaddouri in "Morabeza", in un concerto che diventerà celebrazione dell’intreccio e della contaminazione fra i popoli, dell’accoglienza e dell’ascolto, dell’amore e della passione. Allo stesso modo il 16 e 17 novembre la raffinatezza mediterranea dell’Orchestra araba di Nazareth incontrerà i suoni intensi dei Radiodervish nel "Centro del Mundo". Mentre il 29 novembre Vinicio Capossela porterà a Dubai la sua "Bestiale Comedia".

L’ammirata pianista Gloria Campaner terrà due recital, il 4 e 5 dicembre, in apertura del Golden Jubilee Month. La grandezza della musica classica troverà suoi interpreti di valore anche in orchestre di giovani, come quella dell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano che si esibirà il 24 novembre, nella giornata nazionale dell’Italia, sotto la guida di Donato Renzetti, o come la National Baroque Orchestra dei conservatori italiani che il 23 marzo renderà omaggio a Vivaldi. Mentre il 29 dicembre il palcoscenico sarà per gli Opera Star, gli Oscar della lirica, in collaborazione con la Fondazione Arena di Verona, in un gran galà dedicato alla memoria di Luciano Pavarotti.

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Saremmo davvero curiosi di sapere chi ha operato simili scelte. L'Italia della musica e della danza che verrà 'esposta' a Dubai, durante l'EXPO, ci sembra una Italia 'alla moda' , che non ci trova del tutto d'accordo: da Einaudi, a Tosca, alla Campaner, all'Orchestra di Piazza Vittorio, a Capossela ecc...

Siccome pensiamo che a Dubai  non si recherà quell' esercito di italiani presenzialisti che conosciamo bene e che della musica se ne frega frega, tanto valeva portarvi quella musica - ci riferiamo soprattutto alla musica - che il mondo più ammira ed ascolta del nostro Paese. E che non è quella che sbarcherà a Dubai.

Non sempre si fa ciò che è meglio, più spesso ciò che conviene, anche se inutile, fuori luogo  e che, all'estero, non interessa.(P.A.)

Palazzo della Pilotta, Parma. Chiude la mostra ' FORNASETTI THEATRUM MUNDI', con un concerto al Teatro Farnese (da La Repubblica)

 Fornasetti celebra la chiusura della mostra Fornasetti Theatrum Mundi ospitata dal Complesso monumentale della Pilotta di Parma presentando il concerto Creature di Prometeo. Mozart e Beethoven fantasie e variazioni al fortepiano, che rende omaggio alle due figure più significative del panorama musicale viennese.

L’appuntamento è previsto per la serata di martedì 5 ottobre 2021, all’interno della maestosa e suggestiva cornice del Teatro Farnese.

L’iniziativa musicale è promossa da Fornasetti Cult., associazione culturale nata nel 2019 all’interno dell’omonimo Atelier milanese, impegnata nel campo artistico e culturale.

L’evento segna la conclusione di Fornasetti Theatrum Mundi, esposizione che ha visto le opere e le architetture del museo parmense dialogare con l’universo Fornasetti, registrando un grande interesse da parte del pubblico: nonostante i periodi di sospensione dovuti all’emergenza Covid-19, la mostra ha contato oltre 50mila visite.

A pochi giorni dalla sua chiusura, Fornasetti Cult. suggella il successo dell’esposizione con la musica che va ad aggiungersi al dialogo tra le arti.

Creature di Prometeo. Mozart e Beethoven fantasie e variazioni al fortepiano rende omaggio ai due attori principali nel palcoscenico della Vienna musicale, a cavallo fra Settecento e Ottocento, scelti fra i grandi nomi della musica classica per la loro capacità di sorprendere e permanere nel tempo.

Così come Prometeo fece dono del fuoco agli uomini mediante un legno ardente, allo stesso modo entrambi donarono la loro musica attraverso quel “legno” che previlegiavano sugli altri strumenti musicali, ossia il fortepiano.

Da una parte la fantasia di Mozart conduce ad atmosfere languide e spettrali al contempo, dall’altra l’immaginario di Beethoven richiama un convinto patriottismo, che risuona con inni e scariche di fucile.

I brani vengono eseguiti da Alessandro Commellato, pianista, docente e studioso da diversi anni dell’interpretazione con strumenti storici. Protagonista della scena il fortepiano, esemplare unico che Fornasetti ha fatto realizzare nel 2016 in occasione della messa in scena dell’opera Il dissoluto punito ossia il Don Giovanni.

Costruito da Paul McNulty, considerato tra i migliori produttori di copie di strumenti musicali antichi dei giorni nostri, il fortepiano presente sulla scena è fedele in ogni singolo dettaglio, anche dal punto di vista del suono, allo strumento originale realizzato da Anton Walter nel 1782. L’unicità dello strumento è accentuata dai decori di Fornasetti, che lo impreziosiscono rendendolo il simbolo della perfetta fusione tra il linguaggio fornasettiano e la musica.

Con questa iniziativa, Fornasetti conferma il suo interesse in uno dei campi d’indagine che da tempo lo impegna nel contesto culturale e non solo: recuperare codici e sedimenti delle epoche passate per mescolarli, ricontestualizzarli e farli rivivere nel presente.


Informazioni utili e biglietti

Ingresso su prenotazione fino a esaurimento posti disponibili.

Per le prenotazioni, scrivere a cm-pil.info@beniculturali.it entro le ore 12 di martedì 5 ottobre.

In occasione dell’evento, il biglietto per l’ingresso al Complesso monumentale della Pilotta, acquistabile presso la biglietteria, permetterà di visitare la mostra Fornasetti Theatrum Mundi fino alle ore 20.

Per accedere all’evento è necessario essere in possesso di green pass.

Polizia dà la caccia al superlatitante Matteo Messina Denaro. Impegnati in Sicilia 150 agenti ( da La Repubblica, di Salvo Palazzolo)

 La polizia sta eseguendo venti perquisizioni in Sicilia con l'obiettivo di individuare dove si nasconde il boss numero uno di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993. Nei controlli, disposti dalla Dda di Palermo, sono impegnati circa 150 agenti delle squadre mobili di Palermo, Trapani e Agrigento, supportati dagli uomini del Servizio centrale operativo e dei reparti prevenzione crimine di Sicilia e Calabria.

Le perquisizioni sono scattate in particolare nei confronti di una serie di soggetti sospettati di essere fiancheggiatori di Messina Denaro e di personaggi considerati vicini o contigui alle famiglie mafiose trapanesi e agrigentine.

I poliziotti stanno operando a Castelvetrano, Campobello di Mazara, Santa Ninfa, Partanna, Mazara del Vallo, Santa Margherita Belice e Roccamena (Palermo). Sono perquisizioni che si ripetono periodicamente sul territorio per cercare di cogliere qualche segnale nella rete che continua a proteggere il superlatitante condannato per le stragi Falcone, Borsellino, per le bombe di Firenze, Roma e Milano, è latitante ormai dal giugno 1993.

Al centro delle nuove verifiche, mafiosi e favoreggiatori già finiti nella rete delle indagini, ma anche insospettabili su cui adesso si concentra l'attenzione della polizia. La primula rossa di Castelvetrano non è ufficialmente il capo di Cosa nostra, ma è il padrino ormai simbolo dell'organizzazione mafiosa, negli anni Novanta era il pupillo di Salvatore Riina, il regista della stagione delle stragi.

SALVINI SUL 'CASO MORISI': VOGLIONO ATTACCARE ME. POVERO CAPITANO! ( da Rai News)

 Vanno avanti le indagini sul caso di Luca Morisi, l'ex comunicatore ed esperto dei social di Matteo Salvini, che è indagato dalla Procura di Verona per cessione di stupefacente. Da quanto si apprende, la procuratrice di Verona, Angela Barbaglio, è in attesa dei risultati delle analisi tossicologiche sulla droga trovata ai giovani rumeni che la notte del 14 agosto avrebbero partecipato ad una serata nella casa di Morisi. Droga che i ragazzi dicono di aver ricevuto da Morisi. In particolare, i tre giovani avevano una boccetta che a loro dire conteneva Ghb. Cruciale è capire se davvero si trattasse di 'droga dello stupro' o di qualche altra sostanza. Le risposte potrebbero arrivare già nei prossimi giorni.

E' indegno quello che una parte di giornalismo e di politica sta mostrando in questi giorni. E' stato tutto fatto per attaccare me politicamente, ma non sopporto quelli che per attaccare me se la prendono con i miei collaboratori. Sono conigli, prendetevela con me".

Così il segretario leghista Matteo Salvini, parlando del caso Morisi a 'Rinascitaitalia': "Alla fine non ci sarà reato, per 4-5 giorni, Luca sarà stato sputtanato - sostiene -. Per qualcuno avrebbe la colpa di essere gay. Cinque giorni di mer.. a reti unificate. Io mi vergogno di essere giornalista iscritto all'ordine".

"Questa cosa si risolverà in nulla. Ma chi restituirà la dignità a Luca?", si chiede il segretario leghista. "Se pensano di intimorirmi, di intimidirmi e deprimermi hanno sbagliato: io sono un testone, verrà restituita la dignità a queste persone, come a Siri"...

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  Se sapesse SALVINI quanto l'Ordine dei Giornalisti, cui è iscritto, si vergogni di lui, tacerebbe una buona volta ( P.A.)

Musica. Rimettiamo in piedi la musica dal vivo. Petizione su Change.org

 

A distanza di quasi due anni dalla pandemia, sono stati fatti numerosi passi avanti, ma il settore della musica dal vivo continua ad essere abbandonato. In questi giorni l’argomento è oggetto di dibattito online tra Giuseppe Conte e il noto cantante Fedez, che chiede spiegazioni sul perchè i comizi elettorali sì e i concerti no. Ma non sono solo gli artisti a far sentire la loro voce, Marta ha lanciato una petizione per dire che anche il pubblico è stanco di come questo settore viene maltrattato, stanchi di ascoltare la musica da fermi, stanchi di vedere concerti cancellati o rimandati. La musica dal vivo è un settore di lavoro e intrattenimento come tutti gli altri, perché allora il Governo non fa passi avanti?

Siamo stanchi di rimanere seduti. Rimettiamo in piedi la musica dal vivo.


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A distanza di ormai quasi 2 anni dall’inizio della pandemia da Covid 19 sono stati fatti numerosi passi avanti da parte del nostro governo per fare in modo di rimettere in carreggiata l’economia del Paese, ma sembra che questi sforzi non siano stati impiegati allo stesso modo per tutti i settori che producono economia. 

E’ ormai da quasi due anni che la musica dal vivo rimane un problema marginale e non una priorità. Eppure la voce dei lavoratori dello spettacolo e di tutti gli artisti non ha esitato a farsi sentire, rimanendo una mera eco ripetutamente ignorata da chi sta al potere.  

L’industria musicale non è fatta però solo da artisti e lavoratori, ma anche e soprattutto da noi fan. Le richieste insistenti di "Bauli in piazza" e le lettere di Cosmo forse non sono bastate ed è per questo che è arrivato il momento di aggiungere la nostra voce rimasta per troppo tempo in silenzio. 

"Frustrante" è l’aggettivo che descrive al meglio lo stato d’animo di noi pubblico messo a tacere insieme al settore che più di tutti ci ha fatto sentire vicini in un momento in cui rimanere distanti era la priorità. Ma ora abbiamo tutti i mezzi che ci consentono di ripartire come sta accadendo in tutta Europa (e senza troppi giri di parole anche in Italia per settori che sembrano essere privilegiati). Siamo stanchi di rimanere seduti durante i concerti; siamo stanchi di acquistare biglietti per richiederne il rimborso un mese dopo; siamo stanchi di sentire la parola "rimandato"; siamo stanchi di non poter vivere la musica nell’esatto modo in cui va vissuta. 

Se la voce dei lavoratori e degli artisti non vi basta, ora vi facciamo sentire anche la nostra: vogliamo essere ascoltati. "Musica che unisce" è stato uno dei primi slogan di speranza ad accompagnarci durante l’arrivo della pandemia ed ora è arrivato il momento di ringraziarla e ripagare il debito che abbiamo con lei. 

Rimettiamo in piedi la musica dal vivo. Facciamolo subito senza più rimandare. 

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