venerdì 24 settembre 2021

Associazione nazionale critici (musicali) italiani, mai critica con se stessa

Proprio così,  l'Associazione critici musicali italiani non è , e non è stata mai critica con se stessa, perché se lo fosse anche un poco si farebbe qualche domanda, a cominciare dalla principale: chi siamo oppure che stiamo a fare? 

 Chi siamo, di questi tempi molte categorie, riunite o meno in associazioni o sindacati, se lo chiedono, senza riuscire spesso a darsi  risposta soddisfacente. E, infatti, se uno sottopone a tale 'Compagnia delle opere' (proprie), un problema, o suggerisce un intervento in occasione di fatti  rilevanti per chiunque tranne che per la Compagnia, l'attuale presidente - che fra l'altro è  ormai 'a vita', presiedendola da 25 anni, mai accaduto prima di lui - trova sempre da rispondere che ciò che si chiede alla Compagnia non rientra negli obblighi statutari della medesima. Che, di conseguenza, non si capisce quali siano.

 Insomma fa di tutto per dimostrare con i fatti, la 'Compagnia delle opere' (degli altri), che non esiste. Oppure che c'è, ma... 

Scomparsa ormai del tutto dai giornali, la critica musicale italiana riunita in Associazione, si fa viva solo al momento in cui distribuisce premi; e, infatti, non contenta di attribuirne una secchiata ogni anno, ne ha istituita una seconda: alla prima, riservata agli spettacoli, ha voluto affiancarne una seconda riguardante la discografia.

 Noi stessi che, beninteso, non siamo iscritti alla Compagnia, dopo che lo fummo per qualche tempo molti anni fa, siamo raggiunti da un segno della sua esistenza solo con l'elenco delle suddette due secchiate di premi, sulla cui attribuzione, sul comitato distributore ( anche quello sempre lo stesso) molto verrebbe da dire.

E poi, chi sa guardare dentro i premi e ai loro destinatari potrebbe facilmente contestare  alcune di quelle attribuzioni, ed anche chiedere conto di evidenti ingiustificate esclusioni ( perché premierebbero gli 'altri' - che sono tutti quelli non iscritti e perciò immeritevoli e da non prendere in considerazione).

 Per i premi 'discografici', ci basta ricordare che un tempo, una ben nota rivista di musica, 'discografica' in massima parte, ripresa perché non recensiva alcuni dischi di cui si aveva regolare notizia, ci rispose che le recensioni erano riservate ai prodotti delle etichette che 'davano' pubblicità alla rivista. Le altre come se non esistessero. Non vorremmo che la Compagnia avesse preso esempio da quella rivista con la quale di recente ha stabilito un gemellaggio, condividendone  oltre le virtù anche i vizi. 

 Per tornare all' attività preminente, se non esclusiva, di 'premificio' della Compagnia  ci piacerebbe sapere perché mai alcuni dei progetti da noi realizzati anni addietro - prendiamo ad esempio i nostri, perchè li conosciamo altrettanto bene che quelli degli altri!!! - non siano stati presi mai in considerazione, pur vantando una qualità non comune in Italia, ed in alcuni casi rappresentando una vera novità. 

Stiamo pensando a quella edizione superlativa ed originale del 'Festival delle Nazioni' di Città di Castello del 2004, dove mettemmo ben in vista l'eccellente  nuova generazione dei  musicisti italiani. Quelle stesse eccellenze che gran parte dei direttori artistici italiani sembra ancora non conoscere, preferendovi quasi sempre eccellenze estere. Ed anche su questo vizio italiano la Compagnia tace. Quell'edizione del festival non venne neanche presa in considerazione perché noi, che ne eravamo  il direttore artistico, non eravamo iscritti alla Compagnia? 

 Stesso discorso si potrebbe fare per la trasmissione di Rai Uno All'Opera!, da noi curata, con Antonio Lubrano, che per sei stagioni (1999-2004) ha messo davanti alla tv milioni di spettatori in Italia, facendo loro rivedere e riascoltare titoli popolari del nostro melodramma, in una formula da molti apprezzata (segnalata anche al Prix Italia).  Dalla Compagnia non una parola, neanche un appunto.

 Potremmo, infine, anche citare la nascita di Music@, bimestrale edito dal Conservatorio dell'Aquila, da noi inventato e diretto per sette anni consecutivi (2006-2013), esperimento unico e di pregio fra tutti i Conservatori in Italia, sul quale detta Compagnia, tenuta appositamente alla larga, ma informata, non ha mai espresso un apprezzamento, un giudizio. Ignorata, anche Music@ .

 Alla Compagnia altre volte ci siamo rivolti: per segnalare alcune anomalie della vita musicale italiana, prima fra tutte quella  di alcuni critici impegnati stabilmente e per anni anche in direzioni artistiche. La risposta, alla quale ci venne da replicare con una sonora pernacchia - che però non  facemmo - fu che la società non poteva privarsi dell'apporto di quelle grandi menti, già impegnate sul fronte della critica musicale. Noi quelle grandi menti le consociamo tutte, una per una!  Oppure che nel districarsi, in difficile equilibrio, fra critica ed organizzazione musicale c'era la loro 'coscienza' a guidarli - ci rispose proprio così, nel corso di un dibattito radiofonico sull'argomento l'esimio musicologo Giorgio Pestelli, all'epoca anche direttore artistico dell'Orchestra Rai di Torino. Aveva sconcertato parecchi componenti di detta Compagnia un nostro articolo  su Applausi, provocatoriamente intitolato:  o medici o becchini - non si può esercitare contemporaneamente l'uno e l'altro mestiere.

Come pure per chiedere di intervenire presso direttori artistici che avevano usato, in pubblico, nei confronti di alcuni critici comportamenti e modi sanzionabili. La risposta anche in questo caso fu negativa. La motivazione non la ricordiamo, ma se anche la ricordassimo non la ripeteremmo per non farvi  morir dal ridere.

 Da ultimo, qualche giorno fa, siamo andati sul sito della Compagnia -  non è la prima volta che risulta in 'manutenzione' tanto che ha fatto pensare al 'cantiere Roma' dove dappertutto ci sono macerie - e non vi abbiamo letto, né lì né sulle propaggini social, una sola parola su Sylvano Bussotti, appena deceduto. Questo è troppo!

 Come può, una Compagnia, anche se 'degli affari propri', non pubblicare una riga in ricordo di uno dei compositori e  delle personalità culturali più influenti del Novecento italiano? 

 E' stata l'ultima goccia  che ha fatto traboccare il vaso della nostra indignazione, nei confronti di una associazione  che è divenuta ormai solo un 'premificio'. Inutile!


giovedì 23 settembre 2021

AMICI della MUSICA di FIRENZE. Inaugurazioni da vietare per legge, per decenza e per moralità

 La nuova stagione ( 2021-2022) degli Amici della Musica di Firenze, sarà l’ultima  firmata dalla direttrice artistica Domitilla Baldeschi, che ha deciso di lasciare l’incarico a Andrea Lucchesini, già dal 2017 alla guida del festival pre-stagione Fortissimissimo (quest’anno ben 20 concerti dal 13 settembre al 5 ottobre), dedicato ai giovanissimi talenti cameristici emergenti; nonché ideatore e protagonista di programmi speciali nelle ultime edizioni della rassegna fiorentina.

 La stagione inizia al Teatro della Pergola sabato 9 ottobre, alle ore 16.00, con l’Orchestra Giovanile Italiana che eseguirà l’integrale dei concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig Van Beethoven che vedrà alternarsi cinque solisti: Gabriele Carcano, Jin Ju, Filippo Gorini, Mariangela Vacatello (al debutto per gli Amici della Musica), Pietro De Maria.

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Dovrebbe rappresentare questa  fiorentina inaugurazione assurda, dispendiosa ed anche irrispettosa nei confronti della musica, il passaggio di testimone, in famiglia, della direzione artistica  della storica istituzione musicale fiorentina, da Domitilla Baldeschi , che a sua volta l'ha ereditata da mezzo secolo a questa parte, in coppia con Stefano Passigli, ad Andrea Lucchesini che vi  sbarca ora; e, per renderlo più evidente,  arriva con la 'sua' Orchestra Giovanile Italiana, gioiello della Scuola di Musica di Fiesole, di cui è stato fino a ieri direttore, ed  oggi lo è Alexander Lonquich.

 Solo che, nel desiderio di fare le cose in grande i due, ambedue colpevoli, si sono fatti prendere la mano ed hanno organizzato una giornata 'evento'- le chiamano così, mentre andrebbero considerate 'sciagure' da evitare - facendo eseguire alla malcapitata orchestra, nel corso di un solo pomeriggio, i Cinque concerti per pianoforte ed orchestra, di Beethoven, coinvolgendovi altrettanti malcapitati solisti.

 La musica non può essere considerata alla stregua di un circo dove si esibiscono nani, funamboli e prestigiatori, nè  di una gara di atletica; la musica è cosa molto seria e come tale va considerata. Non ci sono primati da raggiungere nè muscoli da esibire.

Ed è strano che questa differenza madornale non la comprendano proprio coloro nelle cui mani si mettono le sorti  o la gestione della musica.

Infine, ad una ventina di giorni dalla giornata inaugurale non si conosce ancora il nome del direttore d'orchestra di quella sciagurata integrale beethoveniana. Immaginiamo ci sarà un direttore ( P.A.)  

mercoledì 22 settembre 2021

Scienza, musica e arte sul mondo dei dinosauri ( da Quotidiano.net, di Davide Falco)

Dinostorie di ieri e di oggi, un evento di scienza, arte e musica, alla scoperta di passato e presente. Sabato 25 a Casa Testori e nella biblioteca di Villa Venino ci sarà l’evento conclusivo del progetto “Scienza, musica e arte: insieme, conoscere per conoscersi. Il mondo dei dinosauri“. Il programma prevede, dalle 15 alle 17, laboratori con l’artista Gosia Turzeniecka, dedicato a bambini da 4 a 11 anni. L’artista, nata in Polonia, risiede ora a Torino. Per partecipare è necessario prenotarsi scrivendo a scoprire@casatestori.it.

A Casa Testori, alle 17, “News dal passato“, conferenza con Cristiano Dal Sasso (nella foto), paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano, e con Fabio Manucci, paleoartista. Alle 18.30, concerto della Ensemble Testori & Say Twine live, musica classica ed elettronica dal vivo. In concomitanza, in biblioteca, sarà inaugurata la mostra “Dinosauri...a colori“, a cura dell’associazione Amici di Villa Venino. Saranno esposti libri illustrati sul mondo dei dinosauri. La mostra rimarrà aperta fino a sabato 2 ottobre, con visite speciali per le scuole. Prenotazione obbligatoria, dai 12 anni è previsto l’ingresso con green pass.

Delinquenti truffavano istituti religiosi e case di riposo ( TGCOM 24)

 Decine di persone sono indagate tra Siracusa e Torino, con l'accusa di associazione per delinquere per oltre 150 truffe a istituti religiosi e case di riposo. Gli indagati, fingendosi impiegati di banca, contattavano gli istituti sostenendo che erano stati ad essi destinati fondi statali o di anonimi benefattori. L'erogazione del denaro, però, era subordinata al versamento di una somma a titolo di restituzione di eccedenze accreditate per errore. 

 Agli istituti religiosi e alle case di riposo, sparse in tutta Italia, venivano chiesti dai mille ai 3mila euro, che finivano su conti correnti di complici. Con questo metodo i malfattori, stando a quanto accertato dai carabinieri, sono riusciti ad accumulare un illecito profitto stimato in 254mila euro. 

In era Covid, non dimentichiamoci dell'influenza STAGIONALE. VACICNAZIONI ( da Il Sole 24 Ore, di Marzio Bartoloni)

.... Le Regioni si sono mosse in tempo senza i ritardi dell’anno scorso prenotando una ampia dote di dosi con gare partite già questa estate assicurandosi così ben 19 milioni di fiale, più delle 17 milioni arrivate alla fine l’anno scorso e le 12 milioni del 2019. Una dote più che sufficiente per coprire la platea di over 60 e fragili a cui il vaccino è offerto gratis.

«Quest’anno le cose sono andate molto bene: forti dell’esperienza dello scorso anno le richieste delle Regioni sono arrivate nei tempi giusti», avverte Massimo Scaccabarozzi presidente di Farmindustria dove lavora un gruppo che si occupa di coordinare al meglio con le Regioni l’organizzazione delle gare. Gare che anche stavolta sono state fatte a livello regionale - dopo il flop dell’anno scorso si era ipotizzato di farne una nazionale - e a cui hanno risposto la scorsa estate le aziende e ora gli appalti sono stati aggiudicati. «Questo significa che c’è l’impegno delle aziende a soddisfare le richieste in tempo per la partenza della campagna. Quest’anno siamo attorno alle 19 milioni di dosi chieste. La produzione di un vaccino ha un percorso lungo, ma le consegne arriveranno tra fine settembre e ottobre», conclude Scaccabarozzi...

 

Carlo Freccero. Stare troppo tempo davanti alla tv gli ha fatto male ( da La Repubblica)

"Carlo Freccero - l'uomo che dal 1996 sta per rivoluzionare la tv  italiana -  sostiene che il GRENN PASS è in realtà il primo passo verso il GRANDE RESET subdolamente pianificato dalle élite finanziarie globali per prendere definitivamente il controllo del pianeta.

Allora è vero che stare troppo tempo davanti alla televisione fa male"

                                                    ( Cucù  di Sebastiano Messina)

Max Richter al Romaeuropa Festival. Il trionfo del nulla e dell'inganno

 The Blue Notebooks è il secondo album del produttore e compositore britannico Max Richter, pubblicato il 26 febbraio 2004.

L'11 maggio 2018, una versione in due dischi di The Blue Notebooks è stata ristampata dalla Deutsche Grammophon per commemorare il suo quindicesimo anniversario. 

Richter ha composto The Blue Notebooks alla vigilia dell'invasione dell'Iraq del 2003. Lo ha descritto come "un album di protesta sull'Iraq, una meditazione sulla violenza - sia la violenza che avevo sperimentato personalmente intorno a me da bambino sia la violenza della guerra, per la totale futilità di così tanti conflitti armati". L'album è stato registrato circa una settimana dopo le proteste di massa contro la guerra.

L'album contiene le letture dei taccuini The Blue Octavo di Franz Kafka e dell'Inno della perla e della terra irraggiungibile di Czesław Miłosz. Entrambe le letture, nel disco, sono dell'attrice britannica Tilda Swinton.


Recomposed by Max Richter: Vivaldi – The Four Seasons è un album di Max Richter del 2012 che ricompone e reinterpreta in chiave postminimalista i concerti per violino, archi e basso continuo de Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi (tratte da Il cimento dell'armonia e dell'inventione, Op. 8 del 1725). Spring 1 e Summer 2 sono inclusi nella colonna sonora della serie televisiva L'amica geniale del 2018.


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...Ma perché riscrivere le Quattro Stagioni?

 «Architettonicamente sembra un pezzo moderno, potrebbe averlo scritto John Adams. È concepito sulla reiterazione tematica. Sono partito dalle basi di Vivaldi per arrivare a conclusioni del tutto diverse. È stato un processo di esplorazione. Non ho voluto mettere i baffi alla Gioconda. Mi aspettavo critiche più severe da parte dei tradizionalisti. In molti hanno capito lo spirito con cui l’ho scritto».


The Blue Notebooks invece è musica di protesta?

 «Sì, in un certo senso mi richiamo al primo Bob Dylan. L’ho scritto sull’onda della guerra in Iraq, che segnò l’inizio di una nuova politica, qualcosa che aveva a che fare più con la Storia che con i fatti e cioè l’invasione. La musica, come sostenevano Woody Guthrie, Dylan o Beethoven, riguarda gli aspetti sociali della vita, che cosa accade nel nostro mondo»...

                             (da un'intervista a Valerio Cappelli per il Corriere della Sera)


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Da non credere. La cavea dell'Auditorium di Roma strapiena, platea e gradinate. C'eravamo anche noi, curiosi di ascoltare le due celebrate composizioni del musicista inglese, ma anche per tastare l'effetto che faceva più che su di noi, sul pubblico -  circa un migliaio?

Su di noi l'effetto è stato praticamente nullo, e grande la  delusione causata sia dal primo che dal secondo brano - un'oretta di musica in tutto e nell'intervallo, eccessivo per durata, anche l'imprevisto della pioggerellina.  

Sul pubblico l'effetto sembra essere stato diverso. Perchè, immaginiamo, attratto dal Vivaldi, anche se 'riscritto': Per questo, terminata la pioggia, sono tornati disciplinatamente ai loro posti, incoraggiati da solerti ed efficientissime hostess  che hanno distribuito impermeabili 'usa e getta'.

IL PROGRAMMA

Il primo dei due brani in programma altro non era che una suite di motivi di imbarazzante semplicità, avviata nei singoli numeri ora dal pianoforte, dove sedeva il compositore, ora da altri strumentisti: archi e tastiere elettroniche, dalle quali ultime e da una traccia preregistrata, gorgogliava un 'continuo'- che definiremmo 'perpetuum immobile'  - rinforzato anche da un 'basso' sopraffattore. Gli archi annunciavano o riprendevano il 'motivetto' - come altro definirlo? - lanciato dal pianoforte e lo ripetevano milioni di volte, anche senza introdurvi variazioni, che comunque sarebbero risultate difficilmente percettibili. Insomma come definire questa composizione? Il 'minimo del minimalismo'.

Se poi nelle intenzioni dell'autore avrebbe dovuto essere un atto di protesta per l'invasione dell'Iraq, era difficile dedurlo, perché i testi 'di protesta' la lettrice  li ha proposto con asetticità e in inglese ( da quando c'è il Covid non si fa più uso di un programma di sala esplicativo in versione cartacea).

 E poi Vivaldi, prima osannato e poi massacrato, è risultato indistruttibile anche nelle sue mani che avrebbero voluto 'riscriverlo', 'ricomporlo'.

 Strawinsky diceva, forse anche un pò per invidia, che Vivaldi aveva scritto mille volte lo stesso concerto. Max Richter, ricomponendo le Stagioni, ha ripreso migliaia di volte gli stessi incisi, senza arrivare mai ad una conclusione.

 Di Vivaldi ha conservato - furbo Richter - buona parte del solista affidato ad un interprete di valore che ha naturalmente trascinato orchestra e pubblico. Che alla fine ha applaudito - ne siamo convinti - Vivaldi, e forse affatto Richter.

 Da musicisti come Richter che hanno raggiunto la notorietà soprattutto con azioni  fintamente spiazzanti ( come quella della musica per la notte???), con il favore dei social, oltre che con il cinema, non ci si può attendere altro che questo. Il nulla o, se volete, la più banale ovvietà. ( P.A.)