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giovedì 25 agosto 2016

Francesco Giambrone chiama gli 'amici fiorentini' a Palermo

Il Teatro Massimo di Palermo, senza Francesco Giambrone sarebbe ripiombato nel malaffare nella cattiva amministrazione nei debiti. Anche il diretto interessato ne è convinto. E invece con lui al vertice tutto funziona a meraviglia.
Arrestano il responsabile di sala, per 'collusione' con la mafia, cambia il direttore operativo ( perchè quello che per tanti anni ha guidato il teatro, viene dirottato alla sovrintendenza dell'Orchestra sinfonica siciliana, che dopo l'uscita di Roberto Pagano,  dissennatamente patrocinata dal barone Francesco Agnello, non ha mai trovato pace), riduce le cause di contenzioso di dipendenti con la Fondazione,  e, conseguentemente, anche le spese legali, recupera crediti bloccati dal 2007.

Poi, in prossimità delle elezioni comunali e regionali, o in previsione delle stesse, fa venire da Firenze un nuovo direttore operativo, Elisabetta Tesi, che nell'amministrazione fiorentina ha assunto diversi incarichi. Perchè proprio da Firenze? Gliel'ha suggerita il premier Renzi o il suo vice Nardella?  No, nessun suggerimento esterno.  Decisione di chiamata 'sua sponte'.

Giambrone conosce  Elisabetta Tesi dagli anni in cui egli aveva asunto la sovrintendenza del Teatro Comunale (oggi: Opera di Firenze) in coppia con Paolo Arcà. Incarico dal quale si dimise, ricordate perchè? Per semplici ragioni di bilancio: il solito buco nero della gestione, in conseguenza del quale venne chiamata a Firenze la  commissaria/sovrintendente, ing. Francesca Colombo ( tutti 'franceschi' all'Opera di Firenze negli ultimi anni: Francesco Giambrone, Francesca Colombo, Francesco Bianchi; se non son franceschi non li prendono!).

Negli anni in cui Giambrone era a Firenze, e dunque gli stessi anni per la cui gestione, evidentemente non positiva, si dovette rimandarlo - con la coda fra le gambe, come si dice -  a Palermo ( dove, ironia della sorte, insegnava anche all'Università 'buona gestione delle imprese culturali'; e dove  con il ritorno di Orlando al Comune, ha potuto ripetere la stessa ascesa di molti anni prima: prima supporter del sindaco, poi assessore e poi di nuovo al Massimo, scippandolo a Cognata) e chiamare a Firenze la Colombo per metterci una toppa, Elisabetta Tesi aveva al Teatro Comunale  il medesimo incarico che ora ha assunto a Palermo.

Dunque Giambrone per un incarico così delicato, non fidandosi dei palermitani,  chiama direttamente ad occuparlo una persona 'fidatissima' che ha lavorato con lui quando era sovrintendente a Firenze (lui per prevalenti meriti politici: suo fratello senatore e ai vertici del partito che fu di Di Pietro, anche in Sicilia, e di Orlando!) e che ha dovuto in quegli anni, assieme a lui, firmare bilanci quasi sempre con buchi, facendo piombare, con il contributo di entrambi, l'Opera di Firenze in una situazione economica quasi fallimentare che la Colombo non è riuscita a sanare e forse neppure Francesco Bianchi riuscirà, ora che il debito complessivo si è fatto grande quanto una montagna.

Illazioni, accuse? Semplici  logiche riflessioni alla luce dei fatti. Comunque ad Elisabetta Tesi i migliori auguri di sana gestione. Augurandole che, ad elezioni avvenute, nel caso il partito di Orlando dovesse perderle e Giambrone fratello lasciare l'incarico al Massimo, il suo successore - come di regola - non abbia ad accusarlo di cattiva amministrazione, nella quale necessariamente, sarebbe coinvolta anche lei, direttore amministrativo della Fondazione, e tornarsene a Firenze


giovedì 13 agosto 2015

Son troppi i Giambrone, due finora, nel pollaio palermitano? no, pochi

Chi storce il naso quando viene a sapere che il nome Giambrone ricorre più d'una volta  nella storia politica ed amministrativa recente di Palermo, abbia un pò di pazienza, prima di lanciare accuse che potrebbero rivelarsi controproducenti, ed ascolti.
 Il primo Giambrone - o forse il secondo - è Francesco Giambrone, attuale sovrintendente del Massimo di Palermo, già assessore alla cultura del Comune nei mesi precedenti il suo trasferimento in Teatro, percorso che 'Giambrone 2' - lo chiamiamo così - rifà per la seconda volta, dopo quello degli anni Novanta, a seguito, nel primo come nel secondo caso, della vittoria elettorale di Leoluca Orlando.  Chi ha da dire qualcosa contro Giambrone 2?
 Non ha forse risanato il bilancio del Massimo che il suo predecessore  gli aveva lasciato in rosso, e che il commissario aveva tentato di risanare?  E non è stato eletto vicepresidente dell'associazione che riunisce tutte le fondazioni liriche, presieduta da Cristiano Chiarot, sovrintendente della Fenice?
E non è lo stesso 'Giambrone 2' che proprio alcuni giorni fa ha annunciato che primo fra tutti i teatri italiani, e prima ancora del governo del paese, nel suo Massimo ha deciso di concedere il congedo parentale anche ai dipendenti  che hanno famiglie omosessuali? Allora che avete a dire di Lui? Solo che bene.
 E 'Giambrone 1', Fabio, anche di lui avete da ridire? qualcosa da rimproverargli? Leader dell'Italia dei Valori - che fu di Di Pietro,  e suo segretario regionale, partito al quale apparteneva, finchè esisteva, anche Leoluca Orlando, ed immaginiamo anche 'Giambrone 2'- è stato senatore della Repubblica nella XV legislatura, dal 2008 al 2013 . E voi subito pensate che l'attuale incarico di 'Giambrone 2', come anche quello precedente a Firenze, siano farina del suo sacco, del sacco di 'Giambrone 1', suo fratello. Vi sbagliate di grosso.
Non solo, ora che non è più senatore ed è dirigente del Comune di Palermo, guidato da Leoluca Orlando, ha fatto per risolvere il problema della pulizia cittadina qualcosa che non sarebbe mai venuto in mente a nessun altro.  Ha costituito una task force, in gran parte di disoccupati e ex detenuti , che al modico costo annuo di 1.600.000 Euro tengono Palermo che è uno specchio. E non contento, vista la maleducazione di qualche suo concittadino, ha costituito una piccola squadra di 'portieri' che ha messo agli incroci, perché s'è reso conto che nelle strade appena pulite, come anche nei parchi bellissimi di Palermo, i palermitani scostumati gettano cartacce ed altro dai finestrini delle macchine in transito. Loro,  portieri fuori del campo da gioco, sono lì a parare queste carte ed a metterle nelle loro reti.
 A chi altri sarebbe venuta una simile idea, geniale?
 Ecco perchè ci siamo convinti che i 'Giambrone 1 e 2' a Palermo non sono troppi. Sono pochi e che altri ancora ce ne vorrebbero; e Palermo non sarebbe più la stessa.