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mercoledì 29 luglio 2015

Accademia di Santa Cecilia. Giro del mondo in due giorni e con una orchestra e mezza.

 A Jules Verne occorsero ottanta giorni per compiere il giro del mondo. All'accademia di Santa Cecilia ne bastano due per la farsa che, al secondo anno consecutivo, mette in scena a settembre, nel suo scombinato 'giro del mondo' con le orchestre.
 L'anno scorso, prima edizione se non andiamo errati, calarono a Roma quattro orchestre - orchestrine!-  quest'anno ne bastano tre, una delle quali era piovuta a Roma già nell'edizione precedente, quella del Quatar , che forse all'Accademia non costa nulla oltre l'ospitalità; alla quale se ne aggiunge una seconda, 'giovanile' che viene da una Università messicana ed infine la Filarmonica della Scala, direttore Harding, evidentemente finanziata dall'Armenia, dal governo di quel paese,  che intende, con il tour internazionale dell'Orchestra del Teatro milanese, e di altri compagini di rilievo, ricordare al mondo il tragico eccidio della popolazione, avvenuto esattamente cento anni fa.
Perchè parlare allora di 'giro del mondo' se sono in cartellone appena un paio di orchestre? Bastava segnalare i tre concerti, oltretutto scombinati dal punto di vista delle date ( il primo il 5 di settembre e gli altri due il 14 e 15). Invece no. E colpisce anche il fatto che nessun giornale  muova una qualche obbiezione in tal senso ai dirigenti dell'Accademia. I giornali  bevono tutto quel che viene loro detto e lo scrivono, magari  con una semplice operazione 'tagli e cuci' sui comunicati stampa, come è facile rilevare quasi ogni giorno, leggendo sul medesimo argomento diversi giornali.

venerdì 16 agosto 2013

Non è mai troppo tardi,anzi, molto spesso è troppo presto

Cerchiamo da giorni una recensione del Guglielmo Tell di Pesaro diretto da Mariotti jr. per capire come è andata l'impresa - ammesso che la gran parte dei miei colleghi presenti sia affidabile e credibile - perchè , si sarà capito, alle due paroline che osannavano il trionfo del direttore, di casa a Pesaro,  della Aspesi, non crediamo affatto.
 Perchè tanto interesse, al limite dell' accanimento? Perchè ci andiamo sempre più convincendo che a molti giovani dotati, in diversi campi della professione musicale, agenti senza scrupoli e consiglieri incompetenti fanno fare passi quasi sempre più lunghi delle loro gambe, benchè agili, dando colpi mortali alla loro crescita artistica. Mariotti - che a nostro modestissimooooo avviso ha fatto in questo caso un passo più lungo della gamba - avrebbe potuto e dovuto attendere prima di affrontare il monumento di Rossini, anche nel festival di papà. Esiste un tempo per ogni cosa. Non è vero - come sostengono molti giovani direttori che se arriva un'occasione bisogna saperla cogliere. Non, non è quasi mai così.  Dudamel,e  lo stesso Harding, recentemente, si sono bruciati con due opere per le quali evidentemente sia l'uno, ancora inesperto di melodramma in Rigoletto, sia l'altro in carriera ed espertissimo, nel difficile Falstaff, non erano ancora preparati.
Nella musica, ancor più nella direzione, specie quando si sale il podio giovanissimi, è sempre molto meglio arrivare  più tardi che un attimo prima. Per non dire di quelli che arrivano anni prima. Immeritatamente e con danno di se stessi.