Visualizzazione post con etichetta dieci cose. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dieci cose. Mostra tutti i post

lunedì 26 dicembre 2016

Ancora Veltroni?

Nel post precedente abbiamo ripreso da 'Tv blog' un testo che illustra la nuova impresa televisiva del Veltroni, detto 'l'americano', che arriva dopo neppure un mese dallo scandaloso flop della sua precedente idea di programma , quel 'Dieci cose' che la Rai è stata costretta a mandare in onda per tutte le puntate, nonostante i costi altissimi - 1 milione a puntata - e gli indici di ascolto terra terra.

Un autore qualunque, a meno che non si chiami Veltroni, dopo quel disastroso esperimento, avrebbe dovuto girare,  per i prossimi anni, alla larga da viale Mazzini; ma se si chiama Veltroni e propone una serie di trasmissioni costruite  sul prezioso materiale delle teche Rai: sei puntate a partire da stasera, dopo le 23 su Rai 1, che raccontano attraverso lo sguardo intelligente di altri - grandi documentaristi e giornalisti della tv di Stato - l'Italia che cambia negli ultimi sessant'anni, allora lo si ascolta e accontenta. E  Veltroni naturalmente ci rifà col suo solito stile, esattamente come aveva fatto  nella grande 'sòla' di alcune settimane fa dove rifilava dieci cose; ora lo fa con sei verbi che devono aver abbindolato i dirigenti di Rai Cultura in combina con Rai Storia.

Cosa dovrebbe fare Veltroni? Farsi da parte, cambiare mestiere, non ingolfare la Rai, che ha già dato (ed anche ricevuto) alla sua famiglia. Faccia l'autore cinematografico al soldo di un produttore privato, scriva libri per qualunque editore, ma lasci stare le imprese pubbliche che, guarda caso, gli prestano un'attenzione del tutto particolare.
Vediamo, poi, se Rai Cultura, Rai Storia e tutte le reti Rai presteranno la stessa attenzione che hanno riservato a lui, ad un giovane dotato e preparato che bussa alla porta di un dirigente qualunque per proporre un suo progetto.
 Questo dovrebbe fare uno che va a studiare il passato per immaginare il futuro, un futuro diverso da far governare dalle giovani generazioni, non ancora da Veltroni.

venerdì 25 novembre 2016

Veltroni cambia vita e professione

Lui, il Uolter nazionale, in Parlamento non ci sta più, dopo svariate legislature, alcune esperienze come ministro, o  al vertice del Comune. Ora ha cambiato vita e voltato pagina, ma non perchè sia andato a stabilirsi in Africa, come aveva promesso, nella soddisfazione popolare. Bensì installandosi in tv, ambiente che lui conosce molto bene per via di suo padre che  fu a capo del primo telegiornale e, alla morte del quale, anche di sua madre, che per anni ne è stata funzionaria. Insomma una 'famiglia tv', come quella di Bernabei, che lui di fatto ricorda ed elogia.

Paolo Conti sul Corriere lo ha intervistato per fargli parlare di questa ulteriore svolta, dopo l'insuccesso del suo programma televisivo di Rai 1, Dieci cose, di cui è stato l'ideatore, la cui realizzazione è stata poi affidata a Magnolia, e di cui rivela che centinaia di reti televisive mondiali hanno chiesto l'acquisto.
 Lui s'è giustificato dicendo che anche programmi divenuti poi famosi, all'inizio sono stati talvolta accolti da scarsa attenzione del pubblico.

E precisa ciò che per lui vuol dire servizio pubblico. Rivelazioni bibliche! In poche parole la tv di Guglielmi, le invenzioni del quale ancora mietono ascolti in tv, o alcuni programmi recenti, che salva decisamente come 'Casa Mika', o la nuova versione di 'Rischiatutto'. Ed anticipa che fra poco, a cavallo delle feste, Rai 1 , in seconda serata, la tv 'servizio pubblico'  trasmetterà  alcuni suoi documentari, sotto l'egida di 'Rai Storia' segnati da verbi-chiave, come sognare, ricordare, amare ed altri...

Abbiamo temuto, accingendoci a leggere la lunga intervista, che  Paolo Conti avrebbe potuto evitare le domande scomode sulla sua trasmissione vecchia ed inutile, a detta di molti. Invece no, gliele ha fatte ma Uolter è maestro nello svicolare e soprattutto nella chiacchiera buonista. E' per questo che molti, e noi fra questi, l'avrebbero visto volentieri nei panni del missionario del continente africano, dove serve anche la chiacchiera ed il sorriso sempre stampato sul volto, 'ma anche' ( locuzione cara a Veltroni che l'ha inventata ed usata ad ogni piè sospinto) la fatica, alla quale egli evidentemente non è molto avvezzo. Del resto perchè non sfruttare il suo talento cinetelevisivo e di scrittore che si è espresso  già con  alcuni romanzi e film documentari? Sempre meglio che la missione in Africa.

Noi, infine, ogni volta che sentiamo Uolter parlare, anzi predicare, vorremmo chiedergli se, alla luce dei fatti, si è oggi pentito della 'privatizzazione a metà' delle nostre massime istituzioni musicali, le fondazioni liriche, che ha segnato l'inizio della pubblica 'dismissione' di fatto di esse. Ma lui, Uolter l'americano, sicuramente  difenderà quel suo atto che si è rivelato l'inizio della fine.

lunedì 24 ottobre 2016

Riusciranno i nostri prossimi eroi (Proietti e Nannini) a rianimare 'Dieci cose' di Rai 1? Quanto gli ha dato la Rai a Veltroni per la brillante idea- chiede Gasparri?

Gasparri chiede di sapere quanto è costata alla Rai l'idea, pagata direttamente al suo autore cioè a Valter Veltroni, di 'Dieci cose'  la trasmissione scandalosa per la sua nullità, che per la seconda sera ha collezionato un sonoro flop. Che evidentemente, per questo, non si vuole cancellare dal palinsesto, giacché è stato già annunciato che i prossimi ospiti, sabato, saranno Proietti e la Nannini, sperando che facciano almeno una volta il miracolo.
 Gasparri con questa sua ingenua richiesta finge di non sapere che è molto difficile cogliere in castagna  il Uolter nazionale , il quale, quando sa di rifilare una bufala ( a Roma si dice 'sola') non chiede un compenso, anche per non fare un favore a Gasparri, la cui richiesta di chiarimento era più che prevedibile, altrimenti cos'altro starebbe a fare in Parlamento se non rimbeccare i suoi avversari politici, anche quando non c'è alcuna ragione?

sabato 22 ottobre 2016

E se Bernardini non ci va giù? c'è sempre Rai 1. Noooo. Dio ci liberi da Veltroni e dalla pacioccona Clerici.

 Il programma 'Dieci cose', un vero disastro, è ancora in palinsesto, perchè l'ha proposto Veltroni che di disastri ne ha sempre combinati senza perdere mai la sua aria di dilettante di genio. Ma se poi, in aggiunta, per un inutile programma si propongono inutili persone -  tanto per dire un nome, Antonella Clerici- si supera la misura,  è davvero troppo. Cosa importa al mondo intero delle cose,  anche solo dieci, non una di più, che hanno segnato la sua vita? In verità a chiunque interessa poco, pochissimo, anche la sua vita.  Non basta che ce la troviamo ogni giorno davanti a noi ai fornelli? Non basta? La Rai sembra non avere nelle cose che propone, nella maggior parte dei casi, il senso della misura.
 Già facciamo fatica a farci interessare le 'dieci cose' della Sandrelli, che comunque in gioventù per ben note ragioni ci ha spesso interessati e coinvolti, ma la Clerici no. E' troppo. Abbiamo sopportato Buffon, ma possono romperci anche con la Clerici. Anche se è costato una tombola, questo inutile, NOIOSO, vecchissimo programma, meglio toglierlo dal palinsesto, magari mandarlo in CD agli estimatori di Uolter, il dilettante di genio,  infilandolo nel cesto natalizio, coperto da più gustosi vini e dal panettone.

lunedì 17 ottobre 2016

'DIECI COSE' di Uolter Veltroni da cancellare, piuttosto che da ricordare

L'avesse presentato uno di noi  in Rai, il progetto 'dieci cose' , già sappiamo quale sarebbe stata la risposta del dirigente preposto. Quattro calci nel culo senza nessuna giustificazione e via. E invece l'ha presentato UOLTER,  finito come politico e profeta del nuovo che non arriva mai, abortito il progetto missionario ed umanitario in Africa, neppure partito; il quale, dopo l'avventura nel mondo del cinema con i due esperimenti ( Berlinguer e bambini) vuole riciclarsi nel mondo dello spettacolo e propone a Rai 1 un programma che più morto non si poteva immaginare, sul filo della 'memoria' e della sua importanza.
I dirigenti ovviamente non la pensano come noi e , anche per timore reverenziale nei confronti dell'ex politico, gli fanno ponti d'oro e lo programmano. Quanto costi - e si sa che costa molto - non importa. E' un problema che non mi riguarda, ha risposto UOLTER a precisa domanda.

Vogliono tentare il colpo grosso del sabato sera. Senonché il programma fa appena il 10% di share con poco più di 2 milioni di telespettatori, in prima serata su Rai 1,  rivelandosi come uno dei più clamosrosi  flop della recente televisione. Lo cancelleranno?

Noi mezzo assonnati abbiamo visto appena qualche minuto di 'Dieci cose', quello in cui Buffon parlava del libro che gli aveva cambiato la vita, che era poi quello scritto da Mario Calabresi su suo padre, Luigi, il celebre commissario. Arriva in studio l'autore, oggi direttore di Repubblica - ogni ragione è buona per  sbattere in faccia al telespettatore che la Rai è diventata la sede staccata del gruppo editoriale romano, tanto che ci lavorano - BEN RETRIBUITI - schiere di giornalisti di ogni età e capacità. Stregato anch'egli dal numero '10' gli vien chiesto di raccontare 10 date e relativi avvenimenti che hanno cambiato il mondo.  E lui lo fa diligentemente, perchè è  bravo. Su Insinna che fa sempre il reclamizzatore di 'pacchi', anche quando fa altro, meglio tacere.

Ripensando alla inutilità della trasmissione di UOLTER, ci è venuto in mente un'altra trasmissione,  quella abortita giustamente, alle prime lune di gestazione. Si tratta di molti anni fa, fine anni Ottanta, ed aveva come titolo provvissorio 'Domani domenica'. Era progettata - ma senza un'idea di trasmissione, esattamente come UOLTER, per Rai 3. La doveva condurre Enrico Mentana.
A quella trasmissione  collaboravamo anche noi per la musica, Irene Bignardi per il cinema; il papà di Fabrizio Corona - direttore di 'TAXI', un mensile patinato di varia umanità - per altri argomenti ed altri ancora. Cominciammo le prove che andarono avanti per qualche settimana. Ricordiamo ancora che fuori dello studio in via Asiago, di fronte alla sede della radio, stazionarono, sedute su una panca, come in un ufficio di collocamento in attesa di qualche chiamata, una Carlucci, quella che poi s'è riciclata come parlamentare - dove in molti si sono riciclati, finendo lei a fare anche il sindaco di Margherita di Savoia, in Puglia, ad un tiro di schioppo dal nostro paese natio, Trinitapoli - ed anche una bravissima attrice, come Milena Vukotic, in attesa che la rete diretta allora da  Giuseppe Rossini offrisse loro, tramite il dirigente incaricato di seguire il programma. Minasi, una qualche comparsa. Attesa inutile, perchè a Minasi, ma anche a Mentana ed a noi stessi chiamati a collaborarvi, con contratti già firmati, apparve subito che sarebbe stato un aborto e perciò non partì neppure. Cosa che alla formidabile idea di programma di UOLTER, non sarebbe mai potuto accadere; nè accadrà nonostante il flop. Ti pare?