Un trio.... sul quale apprendiamo molte novità dai giornali, in questi ultimi giorni.
Apprendiamo - cominciando da sua eminenza Bertone - che il suo attico, i cui lavori di ristrutturazione sono quasi ultimati, misura non 700 metri quadri, come la stampa rossa ha accusato, bensì 'appena' 350 metri, come il porporato ha precisato, con una sua lettera ad un giornalino diocesano. Aggiungendo anche che tali lavori, che vanno avanti da mesi, li ha pagati di tasca propria. Innanzitutto 350 metri quadri sono cinque volte i 70 metri quadri dell'appartamentino del papa - che secondo Bertone gli avrebbe espresso solidarietà a seguito degli attacchi della stampa rossa, ma che secondo noi ha voluto anche accusare quando ha detto pubblicamente che certi stili di vita sono incompatibili con l'etica sacerdotale del cattolicesimo. E, infine, dove li ha presi i soldi per la ristrutturazione? Aveva un conto alla IOR? Riceveva mazzette, alla maniera di Scajola, per le operazioni della banca vaticana? Un sacerdote non avrebbe fatto meglio ad utilizzare quelle sommette per opere caritatevoli?
Il caso Bertone ne richiama un altro che con la Chiesa ha indirettamente rapporto, quello della principessa Alessandra Borghese la quale anni fa, dopo una vita passata fra salotti e... s'era convertita al cristianesimo divenendo per alcuni giornali, dai quali è lecito attendersi di tutto, una sorta di teologa/vaticanista, la cui competenza aveva acquisito sul campo, vivendo nella verginità di mente, di cuore ed anche di corpo, assunta per riparare la vita dissoluta che in passato eminenti personalità della sua storica famiglia avevano vissuto. Poi nella vita spirituale della principessa accade un fatto simile alla folgorazione di Paolo sulla via di Damasco. L'abdicazione di Benedetto XVI, con il quale la principessa ostentava familiarità dai tempi del sant'Uffizio, ha sulla principessa l'effetto di un terremoto spirituale, solo spirituale; che la convince ad abbandonare la teologia e a dedicarsi alla vita precedente a quella da convertita. Insomma la Borghese s'è rituffata nella mondanità che, naturalmente in tutti questi anni da monachella, ha comunque esercitato su di lei lo stesso fascino che il canto delle sirene avevano sui naviganti. Eccola ora che si occupa di salotti, scrive sputando inglese ad ogni piè sospinto, come fanno le sue consorelle, non a santa Marta - dove evidentemente da papa Francesco le è stato inibito l'ingresso - ma nei salotti della 'grande mela' e della nobiltà papalina romana. Pensando a lei, non sappiamo perchè, ci viene in mente una vecchia barzelletta che racconta di Gesù in croce e delle pie donne disposte a tutto per farlo discendere sano e salvo, mentre gli fanno rischiare di cadere e morire per caduta e non per crocifissione.Nulla a vedere con la principessa, ma quella barzelletta ci torna in mente tutte le volte che pensiamo a lei, come un trapano.
La svolta è attestata da un mensile nuovo di zecca, allegato ad un quotidiano del nord, che ha per titolo:'Cafonal & Sons' ( speriamo di non aver sbagliato l'inglese, che non conosciamo e che citiamo a braccio, anzi ad orecchio).
Infine Berlusconi., ancora tra i piedi e sugli schermi tv, ogni giorno, salutato dalle forze dell'ordine che, da tempo, avrebbero dovuto invece accompagnarlo in coppia ponendosi ai suoi lati, per garantirne la custodia in attesa della carcerazione o dei domicialiri. Mentre si sa che, in Italia, non tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, sebbene la legge sia uguale per tutti i cittadini.
I suoi figli per ora restano fuori dalla politica, non si impegnano direttamente, ma, questa mattina, Marina dice: non si può dire mai. Certo che fa effetto vederlo quasi giornalmente in tv, intervistato alla stregua di un grande leader - mentre invece egli è un condannato per frode fiscale, con sentenza definitiva - gettare fango sulla presidenza della repubblica, sulla magistratura ecc... Non basta per mandarlo ai domiciliari? Parlando di Berlusconi si tira spesso in ballo Craxi, con il quale alcuni vedono punti in comune. Ve ne sono? Quand'anche ci fossero, v'è una enorme differenza e questa riguarda i figli dello statista defunto e quelli del Berlusca. I figli di Berlusca si guadagnano da vivere ( vivono!) lavorando nelle aziende del loro gentiore ( il quale, all'inizio, ebbe un bell'aiutino dal Craxi, presidente del Consiglio) mentre quelli di Craxi - e sono due - li dobbiamo mantenere noi. Differenza non da poco.
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mercoledì 30 aprile 2014
mercoledì 14 agosto 2013
Papa Francesco fuorigioco
Poco meno di due mesi fa Papa Francesco disertò il concerto che l'Orchestra sinfonica nazionale della Rai gli offriva. Quella sedia vuota nella capiente sala Nervi fece grande scalpore. Si fecero supposizioni. Papa Francesco avrebbe detto ai suoi più stretti collaboratori che il concerto era cosa del passato, e che lui non si sentiva un principe del Rinascimento in onore del quale quel concerto si teneva- del Rinascimento ma anche dei secoli successivi. La ragione ufficiale parlava invece di un impegno improvviso e improcrastinabile del Pontefice: la visita ad un cardinale gravemente ammalato - una bugia! - l'udienza concessa ad un prelato che aveva fatto scoppiare mesi prima lo scandalo IOR- più probabile; ma nulla che non si poteva rimandare per ascoltare Beethoven. Si disse anche che per Papa Francesco la musica non rappresentava un grande interesse - e sembra questa la ragione principale e più vera, anche alla luce di ciò che è accaduto proprio ieri. Il Papa, la cui passione per il calcio è cosa nota - allo stesso modo del suo disinteresse per la musica - ieri ha ricevuto le nazionali argentina e italiana che oggi si sfidano, in amichevole, all'Olimpico. A loro ha fatto un bel discorso, certamente. ma, ci si passi la domanda: il Papa non aveva niente di più importante da fare che passare un'ora almeno con i calciatori? Come nei giorni del concerto, anche ieri la Chiesa, anzi il Vaticano, attraversa un periodo di turbolenza. Il card. Bertone, in procinto di lasciare la Segreteria di Stato vaticana, avrebbe in mente di denunciare una giovane commercialista che il Papa ha chiamato nel ristretto consesso di tecnici che vigileranno sulle finanze vaticane e sullo IOR. E non è cosa da poco. Nonostante ciò il Papa ha rimandato tutto per ricevere i calciatori. Nulla di male, purché anche questo Papa non si abitui a dire bugie 'ufficiali'. Ci si può annoiare con la musica ed entusiasmare con una partita di calcio. Questione di gusti e sensibilità, anche per un Papa. E noi non ci scandalizzeremo, purché non venga nuovamente a dirci che i concerti sono roba dei secoli passati.
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