I tedeschi sono precisi anche a Carnevale, che comincia con puntualità alle ore 11 e 11 minuti di novembre, undicesimo mese dell’anno. Ma la settimana più scatenata si aprirà con il Rosenmontag, letteralmente il lunedì delle rose, il prossimo 16 febbraio, ma il nome viene da rasen, folleggiare.
A Carnevale le regole di buon comportamento non valgono, e per una tradizione che risale al Medioevo le donne sono più libere degli uomini, che le opprimono tutto l’anno. Al giovedì prima della quaresima tagliano la cravatta agli uomini, con evidenza un simbolo fallico. Quando vivevo a Bonn, le attendevo in ufficio e sfoggiavo la peggiore cravatta della mia collezione, avuta in regalo.
Le tradizioni del Carnevale in Renania
Come in Italia a Viareggio o a Venezia, il Carnevale è una tradizione regionale, in Renania. Le sfilate di carri a Düsseldorf, a Colonia o a Magonza vengono trasmesse in diretta per ore alla tv, e attirano milioni di turisti, anche dall’estero. Un grande affare, per hotel, osterie, e per i negozi specializzati in costumi.
Il Re del Carnevale è una carica importante, il primo passo per la carriera politica, per essere eletto sindaco, ministro regionale, e un domani magari Cancelliere. Ma è costosa, si spendono almeno 50mila euro, bisogna offrire birra e würstel ai possibili elettori, ed essere bravi nelle feste a raccontare barzellette, vecchie e nuove e sempre scorrette.
Jacques Tilly: il maestro della satira politica nei carri di Düsseldorf
Tutto è lecito, si può prendere in giro anche il Papa, ma Jacques Tilly, 62 anni, ora rischia di finire in Siberia. Vladimir Putin l’ha denunciato per oltraggio alle forze armate russe, e il processo inizia a Mosca il 26 febbraio.
Tilly vive a Düsseldorf ed è il maestro dei carri di carnevale, nessuno è più bravo di lui. Finora tutte le sue vittime non avevano reagito, né Helmut Kohl o Angela Merkel, Gerhard Schröder o Silvio Berlusconi.
Il caso Putin: quando il Carnevale finisce in tribunale
Putin è meno tollerante, oppure si è stancato. Tilly ha una vera ossessione nei suoi confronti, e l’ha fatto sfilare in cartapesta in modo poco dignitoso per ben sedici volte. Nel ‘23, apparve nudo in cartapesta su un carro in una vasca da bagno, colma di sangue, quello versato dagli ucraini.
Tilly esordì nel 1983, a vent’anni, con Helmut Kohl che sfoggiava un gonnellino di paglia, come una danzatrice hawaiana. Nessuno prima di lui aveva osato far ridere a spese di un politico, ma il renano Kohl non se la prese, era in carica da un anno, pesava una trentina di chili in meno rispetto al giorno in cui cadde il muro, il nove novembre dell’88. Poi è stato il turno della prima ministra britannica Margareth Thatcher nei panni succinti di una domina, in stivali di cuoio e frusta in mano. Tilly ha mostrato George W. Bush e Saddam Hussein insieme in un letto.
Ha osato sempre di più: Gerhard Schröder sfilò in cartapesta come un maniaco sessuale che apre il suo impermeabile e appare nudo a una bionda, simbolo del popolo tedesco, annunciando una stangata fiscale. E nuda apparve nella sfilata di carri anche Angela Merkel, come una rosea e opulenta Barbie.
La Cancelliera è figlia di un pastore protestante, cresciuta nella Germania comunista, dove il Carnevale era ritenuto una prova della decadenza capitalista, ma non reagì. Tilly non ha risparmiato neanche Silvio Berlusconi. Come Putin faceva il bagno ma sommerso da decine di seni femminili.
Putin ha vissuto in Germania, a Dresda nella Ddr, dove nessuno si travestiva a Carnevale, e ha sopportato come l’amico Silvio quando Tilly l’ha mostrato impegnato in un’orgia. E ha fatto finta di non offendersi anche quando nel 2024 Tilly ha portato il pupazzo del presidente russo innanzi alla Corte di giustizia all’Aja, nella divisa a strisce di un ergastolano. Lo ha denunciato lo scorso dicembre, per tutelare il presunto onore dei suoi militari in base al terzo comma dell’articolo 207 del codice penale, entrato in vigore dopo l’invasione dell’Ucraina nel febbraio di quattro anni fa. «È un onore, ma non ho ancora ricevuto la denuncia, dichiara Tilly, ma non penso di andare a Mosca». Se venisse condannato, come è quasi certo, rischierebbe di passare cinque anni in un gulag.
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