Ultime limature al pacchetto sicurezza atteso per oggi in consiglio dei ministri. Il capo dello stato, Sergio Mattarella, ha incontrato il sottosegretario alla presidenza, Alfredo Mantovano, sulle nuove misure. «Per fermare preventivamente chi è determinato a creare disordini, le forze dell'ordine hanno bisogno di strumenti giuridici chiari. Serve una norma che consenta un vero ed efficace intervento preventivo. Per fermare preventivamente ci vuole un fermo preventivo», ha insistito il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, nelle comunicazioni al Senato sugli incidenti avvenuti a Torino il 31 gennaio scorso. «Il governo intende introdurre una misura che va proprio in questa direzione: impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire. L'auspicio è che tutti gli attori istituzionali, politici e sociali contribuiscano in modo responsabile a questo percorso», ha confermato il titolare del Viminale. «È arrivato il momento per tirare una netta linea di demarcazione: da una parte chi vuole isolare i violenti, dall'altra chi vuole lasciarli liberi di infiltrarsi e inquinare manifestazioni che potrebbero e dovrebbero essere invece del tutto pacifiche e legittime, nell'interesse di chi le organizza e le partecipa». Piantedosi nelle sue comunicazioni al Senato ha difeso anche «la professionalità di prefetti, questori e dirigenti di polizia» respingendo «le indegne insinuazioni» che ci sia stata la mano del governo dietro le violenze a Torino.
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