Una cavalcata iniziata nell’agosto 2023, con «Il Mondo al contrario». Un libro autopubblicato, senza grandi velleità. Poi però il libro dell’allora generale diventa un caso editoriale: alla fine quelle tesi di destra estrema supereranno il milione di copie vendute. Mentre fioccano le ristampe, Vannacci inizia a ritrovarsi con le platee piene. È al quel punto che si mette in testa di fare politica. Le elezioni europee del 2024 sono alle porte. FdI corteggia Vannacci, ma non si fida. E allora lui si accasa con la Lega di Salvini, che prima beneficia di oltre mezzo milione di preferenze e di cui diventa vicesegretario del partito. Che però, in gran parte, non apprezza. In tanti lo avevano intuito: il generale sta già costruendo la rete per il suo futuro partito, fidelizza il suo pubblico. Certo: lui smentisce, attacca la stampa che dà ormai per certo l’addio. Ma alla fine il divorzio diventa realtà: per i leghisti, «il tradimento».
IL MANIFESTO C'È, MA SERVE LA STRUTTURA DEL PARTITO
«Futuro nazionale» è il nome che Roberto Vannacci aveva scelto per il suo partito. Resta però da capire se riuscirà, nei mesi che mancano alle politiche 2027 a strutturarlo e a presentare le liste. Al momento, dispone di un manifesto per «l’unica destra che io conosca», che esordisce con «l’Italia è una polveriera pronta a deflagrare». Certamente, dispone di un canale Telegram (1615 iscritti), e un buon numero di Team Vannacci, la stima è tra i 170 e i 200. Anche se recentemente ci sono state alcune defezioni, come singoli e come interi team. Un altro dato è il consenso personale raccolto alle Europee 2024: ben 555.980, circa un terzo di quelli di tutta la Lega. Ma le Regionali in Toscana, dove lui ha avuto mani libere sugli slogan e, in parte, sulle liste, sono stati assai meno confortanti. Al momento è dunque molto difficile capire quale possa essere il consenso del nuovo partito. Ieri YouTrend gli assegnava un possibile 4,2% delle intenzioni di voto.
NOME E LOGO CONTESI. L'IPOTESI DI UN CAMBIO?
Il simbolo di Futuro nazionale è stato depositato il 24 gennaio presso l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo), mentre la registrazione del dominio web risale a diversi mesi fa, lo scorso 29 ottobre. Ma all’Euipo si è però rivolto Francesco Giubilei, il fondatore dell’associazione Nazione Futura: la somiglianza tra il simbolo del think-tank conservatore e quello del nuovo partito vannacciano è abbastanza evidente. Anche se il generale ha risposto «me ne frego». Inoltre, il nome «Futuro nazionale» era stato già registrato il 25 febbraio 2011 presso l’Ufficio Brevetti e marchi del ministero delle Imprese. Lo aveva depositato Riccardo Mercante, che tre anni più tardi si candidò alle regionali dell’Abruzzo per il Movimento 5 stelle. Fu eletto, ma è scomparso tragicamente nel 2020. La sua compagna e i figli oggi sono i proprietari del marchio. Insomma, è possibile che Vannacci debba pensare a un nuovo simbolo e a un nuovo nome per il futuro partito della destra.
I CONTI PER UN GRUPPO IN PARLAMENTO
Lo scorso dicembre Roberto Vannacci era stato avvistato alla Camera. Voleva probabilmente capire di persona il numero dei deputati disposti a seguirlo nel partito in gestazione. Se fosse stato quello il motivo, il Generale non avrebbe avuto grandi motivi di soddisfazione. Al momento, tra coloro che certamente lo seguiranno ci sono il leghista Edoardo Ziello e Emanuele Pozzolo, il parlamentare che fu espulso da Fratelli d’Italia dopo la vicenda degli spari di capodanno. Probabili, ma ancora non sicuri, i leghisti Rossano Sasso («Per me è molto difficile») e Domenico Furgiuele. Insomma, i numeri restano molto lontani dalla possibilità di costituirsi come gruppo parlamentare: alla Camera, sono necessari almeno 20 deputati. Il gruppo avrebbe il vantaggio notevole di non costringere i vannacciani a raccogliere le firme per presentare le liste per le Politiche 2027. Al Senato non risultano parlamentari pronti al salto. Anche se con l’avvicinarsi delle elezioni, coloro che sanno di avere poche chances di rielezione nei loro partiti potrebbero essere tentati dal cambio di casacca.
LA REMIGRAZIONE PER SFIDARE LA LEGA
Il manifesto di Roberto Vannacci predica una destra «Vitale». In cui la parola è l’acronimo dei diversi valori a cui punta il partito: «Virtù, Identità, Tradizioni, Amore, Libertà, Eccellenza e entusiasmo». Ma probabilmente il tema che il Generale ha deciso di cavalcare più di ogni altro è la Remigrazione. In questo caso, la competizione con la Lega è già diretta: per aprile, il partito di Matteo Salvini ha organizzato sullo stesso tema un raduno a Milano con gli euro alleati dei Patriots for Europe. Anche se il Generale è stato ospite del summit per la Remigrazione organizzato da alcuni partiti di estrema destra di tutta Europa. E «Remigrazione» era la parola chiave della conferenza stampa organizzata a Montecitorio qualche giorno fa da Domenico Furgiuele, interrota dagli esponenti delle opposizioni e poi vietata dal presidente della Camera Lorenzo Fontana. Dove erano presenti alcuni esponenti di CasaPound e del fronte Veneto Skinhead.
ACCASARSI CON AFD? I PRIMI SEGNALI
Roberto Vannacci è parlamentare europeo. Al momento, però, senza gruppo: i Patriots for Europe lo hanno messo fuori contestualmente all’addio alla Lega. Ieri, però, il generale ha ricevuto le avances di Alternative für Deutschland, il gruppo di estrema destra tedesco in alcuni casi nostalgico del nazismo: «Roberto Vannacci è un ottimo politico e siamo suoi fan — dice René Aust, il capogruppo Afd all’europarlamento — stiamo a vedere cosa succederà». Va detto che Afd all’inizio aderiva appunto ai Patriots, il gruppo cofondato oltre che da Salvini, da Viktor Orban, Marine Le Pen e Geert Wilders. Il generale era stato candidato da Salvini a vice capogruppo dei Patriots: ma la proposta era stata bocciata da numerosi partner, a partire dai francesi del Rssemblement national.
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