mercoledì 4 febbraio 2026

Cancellato il volto della Meloni dal restauratore che l'ha riprodotto. Ordine del Vicariato. 'La premier mi è apparsa in sogno' - ha detto Valentinetti ( da Today ,di Manlio PIstolesi)

 

Come è (quasi) finita la storia dell'angelo con il volto di Giorgia Meloni

L'affresco sarà ripristinato nella sua versione originale. Il sacrestano-restauratore Bruno Valentinetti si occuperà del lavoro

L'affresco nella basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma (foto LaPresse)

Il capitolo si sta per chiudere. La storia dell'affresco meloniano, realizzato in una cappella della basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma, si concluderà con un altro intervento artistico. Questa volta risolutivo e senza alcuna commistione tra sacro e profano.

Una foto mostra com'era l'affresco prima del restauro

Cosa è stato deciso

Si tornerà all'originale. Nessuno sembra ormai credere alle dichiarazioni del sacrestano-restauratore Bruno Valentinetti che ha sempre smentito di aver ritratto la premier Giorgia Meloni. Ma le somiglianze tra l'affresco dipinto su un muro della basilica di San Lorenzo in Lucina e la presidente del Consiglio sono talmente evidenti che hanno messo in imbarazzo il ministero e la diocesi romana. 

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L'affresco ora e prima del ripristino (foto Google Maps/Michele Angrisani)

Perciò si è deciso di procedere con speditezza. L'obiettivo è riportare l'angelo-vittoria alata al suo disegno originale, prima dell'intervento di Valentinetti tra il 2023 e il 2024. E lo stesso sacrestano avrebbe dato disponibilità a modificare il dipinto. 

Le indagini della soprintendenza

Nonostante la diocesi e il ministero intendano lasciarsi alle spalle al più presto questo inciampo "artistico", le cose non sono così semplici. E la ragione sta nella documentazione d'archivio. La soprintendenza statale speciale di Roma ha iniziato le ricerche per ritrovare il disegno originale dell'opera realizzata nel 2000. 

Non solo, i tecnici del ministero vogliono capirci di più sulla cronologia dei lavori. In particolare, intendono accertarsi su chi li abbia svolti, chi li abbia autorizzati e perché sia stata scelta quella specifica iconografia, dalla chiara nostalgia monarchica.

Il sacrestano ha ribadito di aver ripreso i disegni realizzati 25 anni per il Giubileo del Duemila. Un lavoro di ripristino, e non di restauro come ha spiegato la soprintendente Daniela Porro, che ora va verificato. 

La storia dei lavori

L'affresco contestato si trova nella cappella del Crocifisso all'interno della basilica di san Lorenzo in Lucina. Nel 1985 l'allora parroco della chiesa, don Pietro Pintus, fece inserire un busto marmoreo di Umberto II, l'ultimo re d'Italia, in sua memoria. 

Nel 2000 viene aggiunto l'affresco. Due angeli-vittorie alate cingono il busto: quello di sinistra lo incorona e quello di destra mostra una carta con un disegno della penisola italiana. 

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Una foto del 2023 che mostra le condizioni della cappella e dell'affresco prima dell'intervento di Valentinetti (Google Maps/Michele Angrisani)

Con il tempo le infiltrazioni rovinano l'opera pittorica e l'attuale responsabile, monsignor Daniele Micheletti, dispone il ripristino dell'originale. Tra il 2023 e il 2024 il sacrestano-restauratore Valentinetti provvede ai lavori e l'8 dicembre dello scorso anno l'affresco viene reso visibile al pubblico. Che presto si accorge della somiglianza con la premier Meloni.

La posizione del Vicariato 

Il 31 gennaio il Vicariato è intervenuto con due note molto dure sul caso. La basilica, sebbene sia di proprietà del ministero dell'Interno (attraverso il fondo edifici di culto), deve rispondere anche al Vicariato in quanto chiesa liturgica. 

La Diocesi di Roma ha spiegato che entrambe le istituzioni "erano al corrente dal 2023 di un'azione di restauro 'senza nulla modificare o aggiungere' (dalla mail condivisa) sull'affresco in questione di recente fattura". Perciò "la modifica del volto del cherubino è stata un'iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti". Il Vicariato si è quindi impegnato "ad approfondire la questione con il parroco monsignor Daniele Micheletti e a valutare eventuali iniziative".

Lo stesso cardinale Baldo Reina ha preso le distanze dalle dichiarazioni di monsignor Micheletti e ha ribadito "con fermezza che le immagini d'arte sacra e della tradizione cristiana non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni, essendo destinate esclusivamente a sostenere la vita liturgica e la preghiera personale e comunitaria".

Valentinetti: "Mi è apparsa Meloni in sogno"

L'unico che ancora rimane sulle sue posizioni è l'83enne restauratore. Valentinetti in questi giorni si è fatto intervistare più volte dai giornalisti accorsi sul posto. Si è difeso - "Ho restaurato quello che c'era prima" - e ha rinnegato di aver modificato il disegno originale per ritrarre Meloni: "Ognuno ci vede quello che vuole. Se siete contenti, fatelo. È il volto di un angelo".

Ma il sacrestano sembra averci preso gusto e si gode questo breve momento di celebrità: "Ero posseduto. Dormivo e mi è apparsa la Meloni in sogno, vestita di bianco. Sembrava la Madonna di Fatima! Mi diceva: ‘Bruno, dipingi l’angelo a mia immagine, mettigli la mia faccia'", ha raccontato ridendo al programma La Pennicanza, condotto da Fiorello. 



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