mercoledì 11 dicembre 2024

Meloni ha esaltato il suo percorso di studi e formativo ( liceo linguistico ed esperienze lavorative) ma sembra voler dire che l'Uiversità non è essenziale. Mentre tutte le ricerche in tale campo affermano il contrario

 Oltre un terzo degli adulti è analfabeta funzionale. 

Italia agli ultimi posti

In Italia oltre un terzo degli adulti è in una condizione di analfabetismo funzionale e quasi la metà ha grosse difficoltà nel ‘problem solving’. In generale, l’indagine Piacc dell’Ocse sulle competenze degli adulti vede la Penisola agli ultimi posti tra i Paesi industrializzati (all’ultimo tra i big), con un aumento soprattutto delle persone più in difficoltà con la lettura e i numeri. Come sottolinea il ‘Programme for the International Assessment of Adult Competencies’ - giunto al Secondo Ciclo, svolto nel 2023 – le competenze sono "fondamentali per partecipare con successo all’economia e alla società odierna" e tanto più necessarie di fronte alla rapida evoluzione tecnologica, alle sfide della transizione energetica e dell’invecchiamento demografico. Gli adulti con le competenze più alte "riescono a gestire meglio le complessità della vita contemporanea", ad orientarsi nella massa delle informazioni e "contribuiscono al raggiungimento di scelte politiche più consapevoli" (nella foto una scena del film Io speriamo che me la cavo).


(Da un post precedente di questo Blog)

La storia universitaria di Giorgia Meloni riflette la realtà di molti giovani italiani che devono conciliare studio e lavoro. “Vengo presa in giro perché non mi sono laureata. Non mi sono potuta laureare. Secondo voi l’avrei presa una laurea? Mi mantenevo da sola. Studiavo, facevo già politica, tante cose”, ha dichiarato durante un comizio a Genova. Una condizione che la premier ha sempre rivendicato con orgoglio, sottolineando come in Italia solo il 17% della popolazione sia laureato: “Non tutti hanno la possibilità di stare lì a farsi 8-10 anni all’università e andare alle manifestazioni degli altri invece di trovarsi un posto di lavoro”. Questa esperienza personale ha influenzato la sua visione delle politiche educative e del mercato del lavoro, portandola a sostenere l’importanza della formazione professionale e dell’esperienza pratica accanto all’istruzione accademica tradizionale.

La formazione attraverso l’esperienza professionale

Nonostante l’interruzione degli studi universitari, il percorso formativo della Meloni è proseguito attraverso l’esperienza diretta nel mondo della politica e delle istituzioni. La sua carriera giornalistica l’ha vista conseguire il titolo di giornalista professionista, dimostrando una particolare attitudine per la comunicazione e l’informazione. Dal precoce ingresso in politica alla nomina come Ministro della Gioventù a soli 31 anni, fino all’attuale ruolo di Presidente del Consiglio, ogni tappa del suo percorso ha contribuito alla sua formazione professionale e personale.

La sua storia rappresenta un esempio di come il successo professionale possa essere raggiunto attraverso percorsi non convenzionali, dove la determinazione personale e la capacità di apprendere dall’esperienza svolgono un ruolo fondamentale. In un’epoca in cui il dibattito sulla formazione e l’accesso al mondo del lavoro è più che mai attuale, la vicenda della premier offre spunti di riflessione sul rapporto tra istruzione formale e competenze acquisite sul campo.

L’attenzione che Meloni dedica al tema dell’istruzione e della formazione professionale nelle sue politiche di governo riflette la sua esperienza personale, evidenziando l’importanza di un sistema educativo che sappia valorizzare percorsi di apprendimento diversificati e che tenga conto delle diverse esigenze e possibilità dei giovani italiani.

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