lunedì 26 luglio 2021

Brunello, Dindo, Bronzi: vieni avanti cellista!

 Giorni fa lamentavamo la scomparsa del direttore artistico nelle fondazioni liriche - le istituzioni musicali italiane più prestigiose, dedicate alle rappresentazioni dell'opera,  cui va gran parte del FUS, a causa della dotazione di masse artistiche e tecniche in organico. Il loro compito, importantissimo, lo svolgono, arrogandoselo,  quei sovrintendenti che si credono superman.

Adesso però vediamo sorgere un  nuovo fenomeno: la riscossa dei violoncellisti, certamente non violoncellisti qualunque, bensì le star italiane dello strumento. Violoncellisti ai quali le istituzioni concertistiche o festivaliere, hanno affidato le loro sorti. Non è la prima loro esperienza di direzione artistica, perché in diverso modo l'hanno già praticata. Ma è singolare che in uno stesso periodo, tre di loro  siano stati investiti di incarichi che nell'ambito della 'concertistica', sono prestigiosi.

 Prima degli altri ha cominciato Mario Brunello, vincitore negli anni Ottanta del prestigioso concorso Ciaikovskij; snobbato in Italia all'inizio, al punto che noi scrivemmo su Piano Time, un editoriale in sua difesa ed a suo sostegno. Col tempo si è imposto e con iniziative particolari di organizzazione musicale ( Capannone antiruggine) e con alcune novità musicali ( la recente riscoperta del violoncello 'piccolo'), al punto da essere oggi presente in quasi tutte le stagioni che si rispettano, e fino ad assumere la direzione artistica del notissimo  festival ' Settimane musicali  di Stresa e del Lago maggiore'.

Enrico Dindo, altra star  italiana del violoncello, vincitore del Concorso Rostropovich di Parigi, allievo di Janigro come Brunello ( noi Brunello lo incontrammo la prima volta ad Assisi, primi anni Ottanta, come allievo dei corsi di perfezionamento del festival 'Festa Musica Pro' , fondato da Giuseppe Juhar, nella classe di Antonio Janigro), ha suonato per anni come 'solista' nell'Orchestra della Scala,  come il nostro terzo violoncellista di cui ci stiamo occupando qui, Enrico Bronzi). Della preparazione  oltre che del talento di solista ma anche di didatta di Dindo, avemmo esperienza diretta quando nel 2004 lo invitammo a tenere la classe di violoncello, nei Corsi di perfezionamento del Festival delle nazioni' di Città di Castello, affidatoci per la direzione artistica.

Dindo è stato appena nominato direttore artistico della Accademia Filarmonica Romana, succedendo ad Andrea Lucchesini, il cui mandato sta per concludersi.

Enrico Bronzi chiamato a dirigere l'Associazione 'Perugia Musica Classica', che organizza sia la stagione degli 'Amici della musica' che la 'Sagra musicale umbra'  ha avuto un percorso non simile a quello degli altri due. Ha lavorato in ambito cameristico a lungo, come fondatore del 'Trio di Parma', oltre che some 'primo violoncello' alla Scala e come solista.

 Dopo molti anni di gestione di Alberto Batisti a Perugia, è stato chiamato lui a sostituirlo. (Le lunghe direzioni artistiche, ma anche quelle troppo brevi, non sono da raccomandare. Le prime perchè rendono stabili certe situazioni non sempre positive, le seconde perché non si dà tempo alla nuova direzione di impadronirsi della situazione, finendo vittima di consiglieri non sempre disinteressati).  

Non sappiamo con quali esiti Enrico Bronzi che sta a Perugia già da un paio d'anni, come del resto non sappiamo ancora degli esiti di Brunello e Dindo nei rispettivi nuovi incarichi. Ma se avremo modo di esaminare la loro programmazione non eviteremo di fare le nostre osservazioni.

Intanto auguri!

Travaglio: Draghi è un figlio di papà che non capisce un caz...

 ...e Travaglio 

è un pallone gonfiato e  un testa  di caz... (commentiamo noi).


Travaglio, parlando del Governo Conte, ha detto testualmente:

 "li hanno mandati via per i loro meriti e hanno messo al loro posto l'esatta antitesi,  Mario Draghi, che è un figlio di papà, un curriculum ambulante, uno che visto che ha fatto bene il banchiere europeo ci hanno raccontato che quindi è competente anche in materia di sanità, di giustizia, di vaccini eccetera. Mentre, mi dispiace dirlo, non capisce un c... né di giustizia né di sociale né di sanità".

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( AGI )Un figlio di papà". La definizione usata da Marco Travaglio per definire Mario Draghi scatena un fuoco di polemiche che finisce per dividere la maggioranza. Il direttore del Fatto Quotidiano è intervenuto ieri dal palco della festa di Articolo Uno a Bologna, alla presenza del ministro Speranza: "Mi dispiace dirlo, non capisce un caz... né di giustizia, né di sociale, né di sanità. Capisce di finanza, ma non esiste l'onniscenza o la scienza infusa". Immediate le reazioni dei partiti che sostengono l'esecutivo... 


Il capogruppo di Italia Viva al Senato, Davide Faraone, invita il ministro Roberto Speranza, leader di Articolo Uno, a prendere le distanze da Travaglio. "Le scuse di Travaglio non arriveranno mai, ma una cosa è leggere le volgarità sul suo giornale, che è già dura prova di resistenza umana, altra cosa è ascoltare queste parole dal palco di un partito che sta al governo proprio con Draghi e ciò - sottolinea Faraone - è francamente inaccettabile. Per non dire disgustoso. Forse le scuse dovrebbero arrivare proprio da chi siede accanto al presidente del Consiglio”.

Un appello che Speranza raccoglie poco dopo: "L'uscita di Marco Travaglio sul presidente del Consiglio Mario Draghi è infelice e non rappresenta certo il punto di vista di Articolo Uno che sostiene convintamente la sua azione di governo". 

Alcuni esponenti di Articolo Uno, però, sui social, hanno puntualizzato che negli spazi di dibattito è lecito esprimere il proprio pensiero. "Travaglio ha presentato un libro con il suo punto di vista, non diciamo a nessuno cosa dire e non dire", ha ricordato Arturo Scotto. 

Per la Lega la precisazione del ministro non basta. "La presa di distanze di Speranza dai pesantissimi insulti rivolti da Travaglio a Draghi è quasi peggio degli insulti stessi. Domandiamo a Speranza che senso abbia stare al governo se i suoi applaudono convinti agli insulti del direttore del Fatto. Si dimetta", ha attaccato il vice segretario della Lega Lorenzo Fontana.(AGI)


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Marco Travaglio da quando il destino ha strappato a Palazzo Chigi il suo beniamino, Giuseppi, ha perso il lume della ragione, raggiungendo un grado di patetismo  davvero imbarazzante, ma di cui egli non si cura.  Non c'è nessun politico, dopo Conte, che meriti la sua stima. Tantomeno Draghi  che ha incarnato il destino che lo ha schiodato da Palazzo Chigi. IL quale però, nonostante la stupida guerra che ogni giorno gli fa il povero Travaglio, gode della stima e fiducia di tutta Europa.  Mentre  lui, Travaglio, non merita la stima di nessuno, essendosi rivelato un testa di cazz... ( P.A.)

Commissario Figliuolo: vaccinazioni ai più giovani, dobbiamo riaprire le scuole

  La vaccinazione è davvero importante. Tutta la comunità scientifica è concorde nel dire che è utile e sicura anche per i ragazzi". Così il generale Francesco Paolo Figliuolo in collegamento a " Morning News", su Canale 5. " Dobbiamo riarprire le scuole, è un imperativo categorico, la scuola in presenza, lo dice anche il comitato nazionale per la Bioetica, fa bene allo sviluppo sociale e personale dei bambini. In questo modo - spiega il generale - si limita la circolazione del virus e si bloccano le varianti. Non dimentichiamo che ci sono persone iperfragili che non possono vaccinarsi, alcuni di questi sono bambini che vanno a scuola, quindi più la comunità si vaccina più noi preserviamo le persone che sono deboli e vulnerabili". 

 Sull'obiettivo di vaccinare gli adolescenti prima della riapertura delle scuole Figliuolo risponde: "Ci saranno ingressi dedicati e hub senza prenotazione. Confido nel ruolo dei medici di medicina generale, dei pediatri e delle farmacia di prossimità. Il ruolo più importnate - conclude Figliuolo - è quello dei genitori, dei tutori, degli affidatari: devono portare i minori a vaccinarsi". 

 Infine sul Green pass: "Ad oggi ne sono stati scaricati più di 33 milioni. Si scarica dal sito del governo tramite lo spid oppure dall'app IO, o Immuni. Sulla base dell'ultimo decreto approvato - annuncia Figliuolo - presto avremo dei tamponi a prezzi calmierati. Ci stiamo lavorando e credo che, nel giro di una decina di giorni o anche meno, riusciremo a trovare un prezzo molto conveniente", conclude. 

Bolzano Festival Bozen e Concorso Busoni

 Dal 28 luglio al 3 settembre torna il Bolzano Festival Bozen. La rassegna altoatesina dedicata alle mille declinazioni della musica classica è pronta più che mai a rispondere al desiderio di incontro e alla sete di musica dal vivo. Momenti clou saranno i trent'anni del festival Antiqua e il concorso pianistico Ferruccio Busoni, che torna in presenza dopo le selezioni in forma digitale l'anno scorso.

 

Il concerto inaugurale del festival sarà affidato agli studenti della Gustav Mahler Academy insieme ad alcuni membri della Mahler Chamber Orchestra. La formazione salirà sul palco guidata dalla star spagnola della direzione Pablo Heras-Casado (28 luglio) aprendo idealmente le porte della città alla musica con un programma, trasmesso in diretta nazionale su Radio Tre Suite, dedicato a musiche di Beethoven e Dvořák.

Per quanto riguarda il concorso Busoni, i 33 finalisti per la prima volta ospitate nella cornice dell'Auditorium di Bolzano, alla prova cameristica saranno accompagnati dal Quartetto Schumann. La finalissima vedrà i tre finalisti sul palco insieme all'Orchestra Haydn, guidati dal direttore Arvo Volmer. (ANSA).

Silent Sardinia festival Se l'idiozia non consce confini

 Musica, teatro, tutto da ascoltare in cuffia, grazie alle wifi headphones, per una esperienza multisensoriale e a basso impatto ambientale. Ritorna dal 27 luglio al 7 agosto in Gallura la III edizione del Silent Sardinia Festival. "E' il primo festival multidisciplinare completamente 'Silent' sul territorio nazionale", spiega il direttore artistico Michele Moi, musicista e autore di colonne sonore di teatro per l'infanzia. Un format innovativo e sostenibile che si svolge, nel rispetto delle norme anti Covid, in alcuni luoghi suggestivi di Santa Teresa Gallura con appuntamenti anche a Cannigione (Arzachena). Agli spettatori saranno consegnate le cuffie all' ingresso. Il 6 agosto sul Lungomare di Cannigione è atteso Moses Concas performer e produttore musicale che fonde alla tecnica della Beatbox lo strumento della tradizione popolare sarda, l'armonica a bocca. Si esibirà insieme al vincitore del "Silent Beatbox Contest". Apertura il 27 luglio tra le rocce di Capo Testa con il polistrumentista iglesiente Francesco Nicola Perra, in arte Frank Perry, per una ambient guitar session. Il 30 e 31 debutto nazionale a Punta Falcone a Torre Di Longonsardo (Santa Teresa Gallura) per due co-produzioni nell'ambito Teatro Ragazzi: "Full Metal Ginger", una "slapstick comedy", spettacolo umoristico senza dialoghi e basato sui movimenti del corpo, che vede in scena Anna De Franceschi e Silent Tales Rotta Della Balena, favola da fruire in cuffia con Anya Rizzi Bogdan in sinergia con Alberto Fontanella del Circus Artist. In cartellone anche il duo olbiese Jyotishmati 432 HZ proporrà una rivisitazione di testi sacri antichi armonizzati con una loop station e accompagnati da musiche originali al pianoforte. Note, parole ma anche Ecstatic Dance, Yoga e meditazione al calar del sole per un rito collettivo che coinvolge mente e corpo il 5 agosto a Cannigione con il Silent Sound Yoga Night tra yoga, fitness e meditazione a cura delle scuole di Arzachena. (ANSA).

Rossini Opera Festival e Toronto City Opera. Accordo ( ANSA)

  Il Rossini Opera Festival e la Toronto City Opera hanno stretto un accordo di collaborazione, favorito e sottoscritto da Aspes spa, che ha per oggetto obiettivi artistici e di promozione culturale. Hanno firmato il documento il presidente del Rof Daniele Vimini, il presidente della Toronto City Opera Mark Wilson e quello di Aspes spa Luca Pieri. Tra gli obiettivi artistici figurano la realizzazione di recital rossiniani e concerti lirici con cantanti dell'Accademia Rossiniana "Alberto Zedda" del Rossini Opera Festival; la creazione di un circuito per le audizioni per la selezione dei cantanti dell'Accademia in Canada al fine di implementare il network internazionale già avviato a New York, Mosca, Seoul (dal 2022) e Pesaro; l'organizzazione di Masterclass di canto rossiniano in Canada; l'organizzazione di un Rossini Mini-Festival a Toronto con la diffusione in digitale di opere provenienti dal catalogo del Rossini Opera Festival; coproduzioni e noleggi di allestimenti del Rossini Opera Festival; corsi di formazione riconosciuti per le professionalità teatrali. Dal punto di vista culturale è prevista la divulgazione del progetto "La Cucina di Gioachino Rossini-Rossini Gourmet", realizzata con il coordinamento di Aspes spa per promuovere la cucina italiana e le aziende della ristorazione e dell'agroalimentare. La Toronto City Opera è la più antica compagnia operistica della città canadese, nella quale è presente una numerosa ed attiva comunità italiana. È stata fondata nel 1946 da James Rosselino come laboratorio didattico nell'ambito della Central Technical School; a Rosselino è succeduto nel 1950 Enrico Vinci, docente di Canto al Conservatorio di Toronto. Nel 1967 Giuseppe Macina ne ha rilanciato l'attività dando vita nel 1971 al Toronto Opera Repertoire, nel 1980 confluito nella Toronto City Opera. L'attuale General Director Richard Paradiso è di origini lucane, ed è stato insignito del premio Mondi Lucani nel 2020 dalla Basilicata Cultural Society di Toronto. L'auspicio della presidente dell'associazione Mondi Lucani, Maria Andriulli, è che presto anche Matera e la Basilicata possano partecipare ad attività e progetti previsti dal protocollo.

domenica 25 luglio 2021

Alessandro Vespignani: se non si argina l'epidemia gli ospedali torneranno in difficoltà ( da La Repubblcia, di Elena Dusi)

 E poi basta guardare la Gran Bretagna per capire che tutto andrà bene. Ma è davvero così, o il paradigma dei tanti contagi ma pochi guai rischia di scricchiolare anche lì? «Perché è vero che i vaccini riducono il rischio di ricoveri e decessi di un fattore dieci. Ma se l’epidemia va troppo su di giri i problemi rispuntano, dalla scuola agli ospedali fino alla catena dei rifornimenti. Lo vediamo in questi giorni nel Regno Unito». Alessandro Vespignani, fisico romano, esperto di modelli di propagazione delle epidemie alla Northeastern University di Boston, premette: «La situazione è migliorata enormemente con i vaccini. Ma fare previsioni è diventato più difficile». Immunizzati e non, variante Alfa e variante Delta, chi ha il Green Pass e chi lo contesta in piazza, discoteche chiuse ma tifo e maxischermi.

A che punto siamo dell’epidemia?

«Nella fase due, sicuramente. Con i vaccini nulla è più uguale a prima. Ma il quadro si è riempito di variabili e sfumature. La coda sarà lunga e andrà gestita con intelligenza».

Come procederà l’epidemia?

«È da oltre due mesi che gli epidemiologi avevano anticipato i rischi della variante Delta. E oggi in Italia i contagi raddoppiano ogni 7-10 giorni. È verosimile che si arrivi a decine di migliaia di casi al giorno come in Inghilterra, anche se le variabili sono troppe per fare stime precise. Può darsi che le vacanze aiutino a rallentare la galoppata. Ma se il virus avrà ancora un forte abbrivio a settembre rischiamo di veder salire molto i numeri».

Però i vaccini proteggeranno i fragili e i morti non saliranno?

«I vaccini riducono ricoveri e decessi di 5-10 volte. Ma solo fra i vaccinati. E la proporzionalità rispetto ai contagi resta. Con un fattore ridotto, ma resta. Grazie ai vaccini oggi possiamo sopportare più casi, ma non possiamo sopportare tutto. Un numero eccessivo di contagi può far tornare gli ospedali in difficoltà. È lo scenario che si deve evitare, lo sappiamo dall’inizio della pandemia. Gli inglesi si sono dati come soglia un centinaio di migliaia di casi al giorno, ma cominciano ad avere problemi già adesso, e ne sono distanti. Sono numeri che sembrano enormi, ma se i casi continuano a raddoppiare ogni 7-10 giorni, c’è da stare attenti».

Attenti come? Tornare alle restrizioni è ormai improponibile. Che leve ci restano in caso di guai?

«Vaccinare rapidamente, mantenere le mascherine, che tutto sommato sono la misura più sopportabile, andarci cauti con i grandi eventi, sfruttare lo strumento del Green Pass. E usare la nostra responsabilità. In questa fase incerta e complessa, con le regole che progressivamente vengono rilassate ma il virus circola molto, le nostre scelte assumono un’importanza enorme».

Abbiamo scelto l’indicatore dei ricoveri per decidere misure restrittive. È una buona idea?

«È un indicatore tardivo. Quando si accendono quei campanelli ogni intervento rischia di essere efficace solo dopo un paio di settimane. E invece bisogna giocare d’anticipo».

È giusto insistere sulla vaccinazione?

«Lo vediamo qui in America. Ci sono stati fermi al 36% di copertura vaccinale, mentre soprattutto nel Nord-est si è arrivati oltre il 60%. I casi aumentano ovunque, ma è come se fossero due epidemie diverse».

Il nostro governo è preoccupato per la riapertura delle scuole.

«In Gran Bretagna l’aumento dei contagi è avvenuto in un periodo di scuole aperte. La decisione di togliere le restrizioni il 19 luglio era proprio legata alla fine delle lezioni. La domanda se la variante Delta sia più contagiosa per i bambini ha ricevuto risposte varie e sfaccettate. Ma di sicuro un ceppo che è capace di infettare di più in generale, tenderà a farlo anche fra i giovani in età scolare. La risposta è vaccinare, portare le mascherine, mantenere le distanze. E cercare di non arrivare a settembre con l’epidemia in accelerazione».

In Inghilterra hanno visto che gli screening ripetuti a scuola proteggono meglio della dad.

«Servirebbero ulteriori studi. In ogni caso è dall’anno scorso che parliamo di test e poi non li facciamo».

L’anno scorso ci hanno inguaiato le discoteche. Quest’anno è colpa degli Europei?

«Quattro o cinque partite dell’Italia hanno aggregato milioni di tifosi in tutto il paese e potrebbero aver avuto un impatto. Ma il vero problema è la variante Delta, e lo è per tutti i paesi».

Come finirà?

«Non raggiungeremo un’immunità di gregge a una data precisa. Non avremo un giorno della liberazione. Le cose andranno sempre meglio, ma con sfumature, dati difficili da interpretare, la costante possibilità di una variante che ci sorprenda. E ancora tanto bisogno di attenzione».