Al Teatro alla Scala di Milano, per assistere a uno spettacolo, è necessario un abbigliamento decoroso, ma non necessariamente formale. Non sono ammessi canottiere, pantaloni corti e ciabatte, mentre non è obbligatorio indossare cravatte o abiti. In sostanza, si richiede un abbigliamento che rispetti il decoro del teatro, senza eccessive restrizioni.
In dettaglio, il dress code del Teatro alla Scala prevede che non si possa entrare con:
- Canottiere: sia per uomini che per donne.
- Pantaloni corti: sia per uomini che per donne.
- Infradito: e, più in generale, calzature aperte e poco curate.
La direzione invita il pubblico a scegliere un abbigliamento consono al decoro del teatro, nel rispetto del teatro stesso e degli altri spettatori. Non è richiesto un abbigliamento formale, ma è importante evitare scelte casual come canottiere o pantaloncini corti. Quindi, sebbene non sia necessario un abito da sera, è consigliabile optare per pantaloni lunghi, una camicia (eventualmente anche a maniche corte ma non una canotta) e scarpe chiuse.
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Il problema se l'era posto già Meyer, senza prendere decisioni,
perchè si era ricordato della sua gioventù, quando correva a teatro con abiti
da lavoro che, agli occhi dell'illuminato rivoluzionario Ortombina
sarebbero apparsi sconvenienti. Ortombina, invece, coraggioso anzi temerario,
non ha aspettato un attimo: in Scala si entra così e così.
Voglio ricordare un episodio degli anni di mia collaborazione con la Fenice per
il Concerto di Capodanno.
La mattina del Concerto tv , non ricordo di quale anno, mi trovai fra le mani
due biglietti che non utilizzai perchè impegnato in sala regia. Corsi fuori, vidi una
coppia di giovani davanti all'ingresso del teatro che avrebbero amato entrarvi.
ma non avevano né i soldi per acquistare due biglietti, nè l'abito adatto
ad un concerto di gala dove tutti erano vestiti, ciascuno a suo modo, eleganti.
Mi avvicinai e chiesi loro se avrebbero desiderato assistere al concerto.
mi risposero di sì, ma che no avevano i soldi per i biglietti. mostrai loro
i due biglietti: eccoli. pensarono fossi un bagarino,
anche se non ne avevo l'aria né quella volta né mai. glieli regalai e furono felici.
Entrarono come erano vestiti: da normali turisti in giro per la città, presero
posto in platea, alle poltrone riservatemi Ortombina , non so se li vide; e poi
chissenefrega di ciò che avrebbe pensato e voluto per quei due giovani in fatto di
abbigliamento. (Pietro Acquafredda)
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