domenica 6 luglio 2025

Gergiev a Caserta ospite di De Luca di Pietro Acquafredda

 Non sono sicuro di dire il vero, il ragionevole oppure il giusto; semmai posso solo dire quello che penso sull'invito di Valery Gergiev a Caserta per il festival, 'simil personale'  foraggiato da De Luca, con i soldi regionali, per fargli dirigere, una orchestrina - detto sinceramente: una  compagine  normalissima, senza infamia e senza lode - con la quale Gergiev non avrà neppure la opportunità di lavorare per qualche giorno, per cavarne il meglio possibile.

 All'indomani della invasione dell'Ucraina da parte di quel despota assassino di Putin, il mondo decise di vietare  l'ingresso nel cosiddetto 'mondo libero' ad artisti - i casi più eclatanti quelli di tanti musicisti russi sulla cresta dell'onda, a cominciare dalla Netrebko - che , pur richiesti non se la sono sentiti di condannare fermamente e apertamente l'invasione che  tanta distruzione e  morte continua a portare; altro che direttori d'orchestra, violinisti o cantanti.  Chissenefrega se Gergiev o Netrebko per qualche mese od anno non hanno potuto godere dei benefici del mondo occidentale e noi della loro arte. Si può sopravvivere anche senza musica se in cambio si riesce ad ottenere la condanna aperta della guerra e la sua conclusione - che troppo  a lungo ormai è durata.

La Netrebko , con giravolte da ballerina, ha tentato di  sottolineare la distanza da Putin e dalla sua politica espansionistica e mortale.

 Il caso Gergiev è molto più intricato. Chiedere a Gergiev, musicista fra i più grandi, versatili ed infaticabili, alleato con patto di sangue con Putin. Pur non condividendo la guerra, non può certamente metterglisi contro, chi è stato, come noi,   a San Pietroburgo ha certamente visto che cosa la munificenze del dittatore ha creato per il direttore. Nuovo teatro ed una sorte di dimora regale. Gergiev è una sorta di 'piccolo Putin', senza naturalmente le stesse mire espansionistiche delinquenziali. del suo amico e protettore. Sì diciamolo chiaramente Putin è suo amico oltre che protettore. Ha tutto quel che gli serve o che vuole, è osannato, fa una vita da gran signore. he farebbe anche senza Putin,  perchè all'apice del successo, strapagato, dunque ricchissimo. Forse, a dirla tutta, gli è anche giovato un periodo di riposo.  Perchè Gergiev per anni è corso da un capo all'altro del mondo  senza sosta.

 Noi lo incontrammo una  ventina di anni fa nel suo ufficio  in teatro. Due sere prima vi aveva diretto, il giorno dopo aveva preso un aereo privato per andare a dirigere a Londra, l'indomani mattina, quando noi lo incontrammo, era tornato a San Pietroburgo, dove prima di pranzo lo attendevano le prove dello spettacolo di balletto serale, al quale ci invitò ad assistere nel suo palco di proscenio, con le sedie scricchiolanti di allora. Era il suo normale ritmo di vita e lavoro.

 Ora un musicista del suo livello, può rinnegare e sconfessare l'amico in nome della pace e dell'umanesimo che con la musica va profondendo nel mondo? Sì, potrebbe: un musicista, ma deve avere  coraggio e passare sopra la rinuncia di privilegi, pur meritati. 

Gergiev non lo ha fatto né mai lo farà ( inutile attendersi che a Caserta si dichiari, anche a mezza voce, contrario all'invasione dell'Ucraina, non lo farà). 

 E per questo l'Occidente gli ha presentato il conto. E bene ha fatto. De Luca, il solito...


 A chi, infine, va dicendo che se i grandi scrittori russi fossero vissuti oggi, l'Occidente non li avrebbe invitati, replichiamo che quelli certamente non avrebbero taciuto, come continua a fare Gergiev, di fronte all'eccidio di un popolo che Putin sta compiendo  in nome del despotismo  sanguinario contrario ad ogni civiltà; e, di conseguenza, in Occidente sarebbe stati ben accolti.

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