A noi qualche dubbio sull'uscita, imprevista per quel che ne sappiamo, del sovrintendente Francesco Bianchi, fratello del più noto e più influente Alberto, dall'Opera di Firenze, è venuto, come abbiamo accennato in un post dei giorni scorsi.
Il dubbio cioè, confermato da tanti altri amministratori che l'hanno preceduto - da Giambrone allo stesso Nastasi commissario a Firenze, alla Colombo, prima commissario e poi sovrintendente, facendo perciò lo stesso cammino successivamente percorso da Francesco Bianchi - che il risanamento del bilancio della fondazione lirica fiorentina, sia un risanamento di facciata, momentaneo e provvisorio. I predecessori di Bianchi avevano tutti risanato i bilanci, ma poi appena si erano allontanati da Firenze, qualcuno era venuto a dirci che la toppa non era riuscita a coprire il grande buco che perciò stava lì a minacciare qualunque pur abile amministratore.
Nel caso di Francesco Bianchi, non sappiamo se il suo nome l'abbia fatto all'ex premier Renzi, il fratello di lui, e cioè il più noto, avvocato 'amministrativista', Alberto, che pare, su richiesta, abbia messo bocca su quasi tutte le nomine di rilievo - quella dell'Opera certamente è buon ultima per peso specifico- dell'amministrazione Renzi, prima a Firenze poi a Roma.
Certo in questi giorni, visto il clamore negativo di alcune di quelle nomine e del ruolo giocato da Bianchi senior, il noto avvocato avrebbe preferito non essere mai entrato in rapporti amicali e professionali con il giro di Renzi. Perchè, quasi tutti gli ex amici ed anche i favoriti nelle nomine, segnalati a Renzi da Bianchi, sono diventati suoi principali accusatori: da Marroni a Vannoni, maritato De Siervo - altro cognome del giglio magico di Renzi - il cui capostipite, ex presidente della Consulta, fra i primi che bocciò la sua riforma costituzionale, bocciata poi anche dagli elettori, e fu l'inizio della sua, di Renzi, fine.
Insomma quasi tutti i beneficiati da Renzi, nel senso che sono stati messi in posti di prestigio e responsabilità, per il tramite di Alberto Bianchi, ora si rivelano delle serpi che sputano veleno contro chi, apprezzandoli e stimandoli, li aveva messi seduti su qualche poltrona ben retribuita.
Che è successo di tanto grave per giustificare un tale voltafaccia vergognoso? Forse che i ricatti, in questi anni, appellandosi a quegli incarichi concessi loro per amicizia, non sono mai terminati, al punto da infastidirli non poco?
O forse hanno accusato per salvarsi a loro volta il culo, temendo che venga scoperto qualche irregolarità o favore? Intanto si sono messi a rivelare le pressioni subite, ma alle quali, pur ascoltandole, non hanno mai dato seguito, come hanno messo ben in chiaro.
Ma forse siamo solo all'inizio della faida che si sta consumando dentro il giglio magico renziano, e chissà quali altre sorprese potrà riservarci.
Visualizzazione post con etichetta vannoni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vannoni. Mostra tutti i post
domenica 5 marzo 2017
giovedì 26 maggio 2016
Tutti i De Siervo di Matteo Renzi
Fino all'altro ieri il nome più in vista della famiglia De Siervo, fiorentina, appartenente al giglio magico renziano, dopo il capostipite, Ugo, ex presidente della Consulta, era quello di suo figlio, Luigi, messo in RAI, all'epoca di della direzione generale di Gubitosi, presidente Tarantola, a capo di Rai.Com ( l'ex Rai Trade) la struttura che commercializza il prodotto Rai, dalla quale proprio nei giorni scorsi ha annunciato l'uscita - si dice - a causa di disaccordi con Campo Dall'Orto.
Non vorremmo essere traditi dalla memoria, ma crediamo di ricordare che il nome del capostipite della famiglia, ex presidente della Consulta, fosse stato fatto anche per la Presidenza sia della Repubblica, dove poi Renzi ripiegò su Mattarella, che della Rai, dove venne bruciato in favore del figlio o a causa sua.
Ma il capostipite ha pure una figlia, Lucia, sorella del capo di Rai.Com, anche quella, appartenente al giglio magico renziano, che l'allora sindaco di Firenze Matteo, mise a capo della sua segreteria. Dunque non è da oggi che Renzi si circonda di collaboratori fidati, e i De Siervo sono fra questi. Tutte persone in gamba, naturalmente, che neanche devono parlare perchè Renzi esaudisca i loro desideri. (Per fortuna nostra non sono una famiglia numerosa, perchè Renzi per loro avrebbe creato anche incarichi ex novo). Però trovò un posto anche per Filippo Vannoni, marito di Lucia, figlia del gran capo e sorella del dirigente Rai: lo mise a presiedere l'azienda 'Publiacqua' che presiede alla distribuzione e all' approvvigionamento dell'acqua, ma anche alla manutenzione degli impianti idrici della provincia di Firenze e di altre province toscane. In quel consiglio di amministrazione, tanto per non far nomi, sedeva anche Maria Elena Boschi, la zarina, come è venuto fuori in queste ore.
Quella società è in attivo, dunque il genero del capostipite, cognato del dirigente Rai, e marito della segretaria di Renzi, ha saputo ben amministrare ed ha distribuito dividendi ai soci. Magari s'è dimenticato di fare manutenzione degli impianti che hanno perciò collassato, l'altro ieri, sul Lungarno, inghiottendo la strada per oltre 200 metri, creando una voragine profonda tre metri, che fa tuttora temere per i palazzi che si affacciano sulla strada e perciò evacuati. Nardella che scagiona Vannoni ( perchè non ha compiti operativi) scarica la responsabilità sull'ad, Carfi e promette che chi ha sbagliato pagherà. I cittadini e i commercianti del Lungarno e Ponte Vecchio hanno vinto in una contestazione con la società Publiacqua che aveva inviato loro cartelle salatissime, non giustificate da un consumo eccessivo, bensì dalle enormi perdite dell'impianto che addirittura in certi negozi ha divelto, dopo averlo gonfiato il parquet. Publiacqua ha riconosciuto le ragioni dei commercianti e dei cittadini, e, di conseguenza, i suoi torti ( mancata manutenzione) ed ha inviato loro delle comunicazioni con i relativi crediti; tali comunicazioni sono giunte a destinazione proprio il giorno del disastro, che Nardella promette sarà completamente risanato entro il 4 novembre, quando saranno 50 anni dall'alluvione.
Ma a Renzi in queste ore, la famiglia De Siervo sta procurando uno dei più grandi dispiaceri, dopo che ha appreso che l'ex presidente della Consulta, De Siervo, è tra i sostenitori del NO al prossimo referendum, scelta che lui bolla come ingrata!
Non vorremmo essere traditi dalla memoria, ma crediamo di ricordare che il nome del capostipite della famiglia, ex presidente della Consulta, fosse stato fatto anche per la Presidenza sia della Repubblica, dove poi Renzi ripiegò su Mattarella, che della Rai, dove venne bruciato in favore del figlio o a causa sua.
Ma il capostipite ha pure una figlia, Lucia, sorella del capo di Rai.Com, anche quella, appartenente al giglio magico renziano, che l'allora sindaco di Firenze Matteo, mise a capo della sua segreteria. Dunque non è da oggi che Renzi si circonda di collaboratori fidati, e i De Siervo sono fra questi. Tutte persone in gamba, naturalmente, che neanche devono parlare perchè Renzi esaudisca i loro desideri. (Per fortuna nostra non sono una famiglia numerosa, perchè Renzi per loro avrebbe creato anche incarichi ex novo). Però trovò un posto anche per Filippo Vannoni, marito di Lucia, figlia del gran capo e sorella del dirigente Rai: lo mise a presiedere l'azienda 'Publiacqua' che presiede alla distribuzione e all' approvvigionamento dell'acqua, ma anche alla manutenzione degli impianti idrici della provincia di Firenze e di altre province toscane. In quel consiglio di amministrazione, tanto per non far nomi, sedeva anche Maria Elena Boschi, la zarina, come è venuto fuori in queste ore.
Quella società è in attivo, dunque il genero del capostipite, cognato del dirigente Rai, e marito della segretaria di Renzi, ha saputo ben amministrare ed ha distribuito dividendi ai soci. Magari s'è dimenticato di fare manutenzione degli impianti che hanno perciò collassato, l'altro ieri, sul Lungarno, inghiottendo la strada per oltre 200 metri, creando una voragine profonda tre metri, che fa tuttora temere per i palazzi che si affacciano sulla strada e perciò evacuati. Nardella che scagiona Vannoni ( perchè non ha compiti operativi) scarica la responsabilità sull'ad, Carfi e promette che chi ha sbagliato pagherà. I cittadini e i commercianti del Lungarno e Ponte Vecchio hanno vinto in una contestazione con la società Publiacqua che aveva inviato loro cartelle salatissime, non giustificate da un consumo eccessivo, bensì dalle enormi perdite dell'impianto che addirittura in certi negozi ha divelto, dopo averlo gonfiato il parquet. Publiacqua ha riconosciuto le ragioni dei commercianti e dei cittadini, e, di conseguenza, i suoi torti ( mancata manutenzione) ed ha inviato loro delle comunicazioni con i relativi crediti; tali comunicazioni sono giunte a destinazione proprio il giorno del disastro, che Nardella promette sarà completamente risanato entro il 4 novembre, quando saranno 50 anni dall'alluvione.
Ma a Renzi in queste ore, la famiglia De Siervo sta procurando uno dei più grandi dispiaceri, dopo che ha appreso che l'ex presidente della Consulta, De Siervo, è tra i sostenitori del NO al prossimo referendum, scelta che lui bolla come ingrata!
Iscriviti a:
Post (Atom)