Visualizzazione post con etichetta festival di lucerna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta festival di lucerna. Mostra tutti i post

lunedì 15 agosto 2016

Festival di Lucerna. Ciclo 'Primadonna', il nostro sospetto è confermato

Quando abbiamo letto il programma dettagliato della giornata 'monstre' del prossimo 21, durante la quale sfileranno sul podio della Lucerne Festival Orchestra, ben cinque direttrici, ci siamo resi conto che i nostri sospetti erano fondati. Perché le cinque direttrici che  dirigeranno nel corso di un concerto maratona programmato dal festival: Konstantia Gourzi, Mirga Gražinytė-Tyla, Anu Tali, Maria Schneider ed Elena Schwarz sono evidentemente sconosciute ai più, e ad esse il festival non ha ritenuto opportuno offrire a ciascuna lo spazio di un concerto, come ha fatto per le altre: Emmanuelle Haïm, Marin Alsop, Susanna Mälkki e Barbara Hannigan che, invece, dirigono da tempo e sono abbastanza note ed apprezzate, optando quindi per un'ammucchiata in un sol giorno, anche se non dirigono tutt'e cinque insieme e contemporaneamente. Questo sì che sarebbe stato un bel colpo.
 Ora se il sovrintendente avesse avuto certezza del loro valore, sebbene  a carriera ancora tutta da fare, avrebbe dovuto dare a ciascuna di loro lo spazio di un concerto. Invece no, il sovrintendente ha voluto solo strafare, come si usa anche nei festivalini di quarta categoria, dove come primo obiettivo non si ha la qualità delle proposte, bensì lo sbalordimento del pubblico, solitamente 'ignorante'- inutile nasconderselo. A questo stesso principio ubbidisce anche la presenza dei cosiddetti 'bambini-prodigio'.

L'iniziativa del Festival svizzero, relativamente alla giornata dell'ammucchiata, ci ha fatto venire in mente un altro episodio, italiano, di qualche anno fa, veneziano, nell'ambito del premio 'Una vita per la Musica', alla cui prima edizione, alla fine degli anni Settanta,  1979, noi assistemmo al Teatro La Fenice, quando il premio venne attribuito ad Arthur Rubinstein: una serata di grandissima commozione che ci è rimasta nella memoria e di cui scrivemmo per Paese Sera, giornale al quale allora collaboravamo.
In una delle numerose edizioni del premio, che ogni anno veniva (e viene tuttora, ma con cambio al vertice. Dalle mani del fondatore, Tosi, è passato in quelle di Messinis) attribuito ad una personalità italiana e non del mondo della musica, si decise di attribuire il premio a Franco Ferrara, da tutti ritenuto il 'maestro dei maestri', fra i direttori d'orchestra. Ma gli organizzatori pensarono non al valore del premiato, un valore assoluto per riconoscimento generale,  che doveva costituire in ogni edizione la ragione fondante del premio veneziano, ma al fatto che egli, avendo smesso di dirigere in anni lontani  e dedicandosi in seguito solo all'insegnamento, ai più non diceva quasi nulla, e perciò nella medesima edizione decisero di premiarne due e non uno di direttori, mettendo al fianco di Ferrara, Gianandrea Gavazzeni. Era come dire che non potevano sprecare una edizione del premio con un nome che non avrebbe potuto portare al premio stesso lustro. Una vera porcheria. Che ci pare anche Lucerna desideri mettere in atto, destinando a cinque direttrici un medesimo concerto fiume.

Il ciclo 'Primadonna' del Festival di Lucerna fa bene alle donne musiciste?

 Non è la prima volta che un festival dedica attenzione al tema della presenza delle donne nella musica. In Italia, ad esempio, lo Sferisterio di Macerata, un paio d'anni fa, per volontà del suo capo, Francesco Micheli,  ha anticipato Lucerna, portando sul podio dell'Arena tre direttrici e in scena eroine , come Violetta, Manon, Tosca, con uno sforzo di immaginazione e produttivo senza pari.
 Al medesimo tema della presenza delle donne nella musica ha dedicato una vita di studi ed infinite iniziative Patricia Adkins Chiti, con la sua 'Donne in musica' e con la pubblicazione di alcuni volumi sull'argomento.

Ora  che arriva anche Lucerna che porterà nel festival donne compositrici, strumentiste, cantanti - finalmente anche le cantanti presenti ad un festival tanto importante -  viene da domandarsi quanto questo sbarco in massa giovi alla causa della 'parità' di uomini e donne nella musica. Con una attenzione particolare alle direttrici d'orchestra, tuttora abbastanza rare, mentre nel campo del canto come dello strumentale, ed anche nella composizione, come ha scoperto Lucerna, le donne sono in numero considerevole.
Ben 11 le direttrici che sfileranno sul podio del Festival di Lucerna. E, in un giorno particolare, il 21 di questo mese, se abbiamo capito bene, cinque di esse, dalla tarda mattinata a pomeriggio inoltrato, si esibiranno una dopo l'altra in un concerto fiume e 'monstre', nel senso di 'mostruoso'. Mai vista tanta concentrazione di donne sul podio nello stesso giorno ed in così poco tempo.
 Poi nei giorni successivi ciascuna di loro probabilmente ( noi lo spereremmo!) dirigerà il suo concerto, ma quella passerella dovrebbe servire, nelle intenzioni dell'acuto sovrintendente, a mettere le cose in chiaro,  e a far sapere che anche le donne dirigono.
 Servirà alla causa quell'ammucchiata?

Primadonna al Festival di Lucerna. Dichiarazione del sovrintendente, Michael Haefliger


Quest’anno la donna sarà la protagonista all’edizione estiva del Lucerne Festival. Le musiciste appariranno in primo piano su diversi fronti ma forse l’avvenimento di maggior risonanza consisterà nella presenza di undici direttrici d’orchestra: un convegno così numeroso rappresenterà sicura

 Il sovrintendente del Festival  di Lucerna Michael Haefliger sul programma di quest'anno che ha al centro il ciclo 'Primadonna': “In Occidente ogni costituzione ha come fondamento il principio dell’uguaglianza, dal quale deriva l’uguaglianza in diritto tra uomo e donna. Nella vita di ogni giorno tuttavia le cose vanno spesso in modo diverso. Per esempio le donne hanno dovuto battersi per ottenere il diritto di voto o, in Germania, per avere il diritto di esercitare un lavoro senza l’autorizzazione esplicita del marito – una disputa continuata fino negli anni 1970. Oggi ancora quote sono necessarie per permettere una miglior rappresentanza delle donne nelle direzioni e nei consigli di amministrazione delle grandi aziende. Anche nel campo musicale, affidare la direzione, precisamente la direzione musicale, a una donna non va da sé. Quando avete sentito dirigere una donna l’ultima volta? Quanti nomi di direttrici d’orchestra sareste in grado di citare? Non è una vergogna non saper rispondere a queste domande ma ciò mostra semplicemente il cammino che resta da fare. Dunque non perdiamo tempo e rimbocchiamoci le maniche.”