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domenica 8 ottobre 2017

Giuseppe Verdi. Cattive notizie per il 'Peppino' nazionale

Due cattive notizie, arrivate quasi negli stessi giorni, riguardano Giuseppe Verdi, il suo immenso prezioso lascito documentale, sia musicale che epistolario - e sempre di mezzo ci sono i soldi - che rischia di essere disperso e di nuovo  vietato agli studiosi.

Alla fine di questo mese andrà all'asta a Londra, presso Sotheby's, una intera collezione, di cui  non si conosce il proprietario che vuole disfarsene, che comprende lettere di Verdi ( al librettista Cammarano, ben 36 lettere), il primo abbozzo di Ernani, foto, cartoline, spartiti con autografi. E non finisce con Verdi, perché il collezionista proprietario aveva messo insieme nel tempo, anche autografi di altri musicisti, fra cui Beethoven, Mozart, Bellini ecc...

L'interesse maggiore, da parte degli studiosi, è soprattutto per Verdi, sia per l'abbozzo dell'Ernani ( per l'incidenza che potrebbe avere sull'edizione critica) che, sopratutto, per quel bel gruppo di lettere che dovrebbe far ridisegnare ed ampliare l'epistolario verdiano relativo pubblicato una quindicina di anni fa, a cura dell'Istituto Nazionale di Studi Verdiani di Parma, che ora è presieduto, per volontà dello Spirito Santo, oltre che per la sua ciclopica conoscenza verdiana, da Nicola Sani, e diretto dalla a sua volta graziata dall'unto dello Spirito Santo, Sani, e per la sua altrettanto ciclopica conoscenza di Verdi, da Alessandra Carlotta Pellegrini. Pare che il nome  della Pellegrini a Sani sia stato suggerito in sogno da Giacinto Scelsi, al quale Sani è stato legatissimo prima di essere legato, per volere superiore, a Verdi. I quali, sia Sani che Pellegrini - direttrice scientifica dell'Istituto - nessuno è andato a sentire per conoscere il parere sulla questione, preferendo a loro due, uno studioso verdiano riconosciuto, con il quale lo Spirito Santo c'entra poco  o nulla, come Fabrizio Della Seta. Il quale s'è detto preoccupato per la possibilità che tali documenti prendano strade strane, negandosi all'esame degli studiosi, e perciò  ha chiesto  aiuto alle istituzioni italiane, Ministero di Franceschini compreso, perchè  acquistino quei documenti, che verranno proposti e forse anche aggiudicati per alcune centinaia di migliaia di Euro appena: 2-300.000. L'appello di Della Seta si rivolge soprattutto a quei mecenati ( anche gli stessi, perchè no: ENI, Banca Intesa) che qualche anno fa acquistarono i documenti verdiani appartenuti a Toscanini, e li donarono al Museo della Scala.

 Mentre l'Istituto Nazionale di Studi Verdiani  di Parma ed i suoi vertici tacciono e non sappiamo ancora  se qualche mecenate raccoglierà l'appello-invito di Della Seta, una seconda notizia , anche questa brutta, colpisce Giuseppe Verdi.

La Regione Emilia Romagna ha deciso che un famoso e misterioso baule contenente oltre duemilaseicento documenti verdiani, può tornare a disposizione degli eredi del musicista, una delle quali è anche presidente onorario dell'Istituto verdiano di Parma. Ma il Ministero di Franceschini s'è fatto sentire, in qualche maniera rendendo inefficace la decisione della Regione, quando ha assicurato che il famoso 'baule verdiano' sarà custodito intanto presso l'Archivio di Stato, per inventariarne il contenuto, allo scopo di renderlo  accessibile agli studiosi.

martedì 27 giugno 2017

Carlo Fuortes: sarà una stagione di successi

Lui lo sa da prima di cominciare, lui  è Carlo Fuortes,  e a proposito della prossima stagione dell'Opera di Roma che ha appena annunciato, buon ultimo fra i teatri di più antica storia del nostro paese, ha assicurato del successo: sarà una stagione di successi? Chi glielo ha assicurato? I registi chiamati - adesso ha tolto l'aggettivo 'grandi' che nelle stagione passate utilizzava ad ogni piè sospinto - a lavorare all'Opera, che sono:  Popolizio, debuttante, ed i i collaudati e fedelissimi di Fuortes, Barberio Corsetti, Michieletto, Pippo Delbono, Alex Ollé ecc...A Lui bastano loro, soprattutto loro, poi i direttori , beh su quelli ... Mentre sulle cantanti, una passerella di bellissime, anche su quelle punta Fuortes.

Senonchè, nel corso della conferenza stampa, Fuortes, dopo aver assicurato  che per il terzo anno consecutivo l'Opera chiude il bilancio in pareggio (ma i debiti pregressi sono ancora una montagna ed a quelli si provvede altrimenti, e sarà lui  a dovervi provvedere!) ha sottolineato che l'età media degli spettatori dell'Opera si sta abbassando: sempre più giovani frequentano il Costanzi (non sarà che la media degli spettatori giovani si è alzata da quando si apre il teatro, per le 'generali', agli studenti?), e che il pubblico è aumentato (caso strano: secondo una recente inchiesta il pubblico è aumentato soprattutto nei teatri più disastrati economicamente come Bologna, Roma, Firenze e Bari. Saranno loro, i nuovi invasori, a creare deficit di bilancio?).

 Poi, evidentemente sollecitato dal solito giornalista inopportuno e ficcanaso - perché fosse stato per Fuortes l'argomento non era da toccare - ha confessato che ha sbagliato a nominare Giorgio Battistelli, (perchè era sufficiente - per quanto insufficiente di suo - era Alessio Vlad, sottolinea il giornalista amico del Vlad)  per la cui presenza era stato costretto - senza voglia, altro che proclami sul teatro contemporaneo!- a inventare il Festival di teatro contemporaneo che ha avuto vita brevissima, una sola stagione, e quei concerti  che si sono segnalati all'opinione pubblica per il palcoscenico avanzato in platea ( forse per coprire le poltrone altrimenti vuote!).

Adesso Battistelli  se ne è andato e forse reagirà alla  bordata del sovrintendente amico - avrebbe dovuto restare se non c'erano i soldi per fare il secondo festival  e i concerti con il palcoscenico proteso in platea?- E l'opera che attendeva di essere rappresentata proprio in questa seconda edizione del festival, 'Un romano a Marte', di Montalti-Compagno, vincitrice del concorso di composizione bandito dal teatro, nel biennio 2013-4  che fine fa? deve ancora attendere? Per fortuna che ai vincitori è andato anche un premio in denaro, che ci sia augura, sia stato già consegnato di 20.000 Euro, una somma stratosferica, per raggiungere la quale Fuortes, per il teatro, aveva bussato a Eni, Deutsch Bank, Maite e Paolo Bulgari.

Ma nessuno ha chiesto a Fuortes del destino di quell'opera, nè Fuortes ha  anticipato la data in cui è prevista la rappresentazione, come da regolamento del concorso. Intanto è sicuro che neanche nella prossima stagione. 2017-8, l'opera di Montalti-Compagno andrà in scena.

 Per il resto, Fuortes ha dato la sua parola: sarà una stagione di successi!