lunedì 13 aprile 2026

Hormuz. Ipotesi blocco navale USA sullo stretto per danneggiare l'economia iraniana

 

L'ipotesi blocco navale

Trump, pur non commentando l'esito dei colloqui, ha ripostato sul suo social Truth un articolo che suggerisce come gli Usa potrebbero attuare un «blocco navale» nel golfo Persico per danneggiare gli interessi economici dell'Iran, in caso di un mancato accordo Washington-Teheran. Il post, pubblicato dal media online Just the News, si intitola: «La carta vincente che il presidente ha se l'Iran non cede: un blocco navale». Trump l'ha ripostato sul suo account Truth alle 6:16 di stamattina, praticamente in concomitanza con le notizie in arrivo da Islamabad, annunciate direttamente dal suo vice JD Vance, secondo cui i negoziati in corso con l'Iran erano falliti. L'articolo suggerisce che la strategia del blocco navale, già adottata nel caso del Venezuela, potrebbe «soffocare un'economia iraniana già instabile e aumentare la pressione diplomatica su Cina e India, tagliandole fuori da una delle loro principali fonti di petrolio». Il pezzo cita «alcuni esperti secondo cui «Trump potrebbe semplicemente "superare" il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz con un blocco ancora più efficace». E all'orizzonte c'è l'arrivo di nuove navi e Marines in Medio Oriente. Ora l'escalation torna a far paura. 


Il blocco navale di Hormuz e le sue conseguenze

La proposta del blocco navale dello Stretto di Hormuz era stata fatta dall’ex generale Jack Keane sul New York Post. Anche la vicepresidente del Lexington Institute Rebecca Grant aveva appoggiato la soluzione, immaginando una strategia simile a quella che ha funzionato con il Venezuela. Il Comando Centrale delle forze armate statunitensi ha precisato che il blocco si applicherà solo alle navi dirette in Iran o provenienti dall’Iran. Entrerà in vigore lunedì alle 10:00 ora di Washington (14:00 GMT), secondo il Centcom. Trump ha anche dichiarato che le forze statunitensi intercetteranno le navi che hanno pagato pedaggi all’Iran, anche se queste navi si trovano attualmente in acque internazionali. «Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà la possibilità di navigare in sicurezza in alto mare», ha scritto su Truth Social.

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