martedì 14 aprile 2026

Claudio Mencaci, psichiatra, su Trump: 'affetto da sindrome del Salvatore' ( da LaPresse, di Chiara Lopes)

 

Donald Trump e il Papa, per lo psichiatra più che megalomania c’è una chiara strategia© LaPresse

Non bastano il durissimo attacco a Papa Leone e il post in cui – con l’aiuto dell’AI – appare come un moderno Gesù Cristo, per spingere lo psichiatra Claudio Mencacci a parlare di ‘sindrome del Salvatore’ per il presidente Usa Donald Trump. “I rapporti tra Papato e Stati Uniti non sono mai stati molto brillanti, una ruggine antica. In pratica, le relazioni migliori risalgono a Giovanni Paolo II e Ronald Reagan, uniti dal contrasto all’Unione Sovietica”, ricorda Claudio Mencacci, psichiatra e presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia, parlando con LaSalute di LaPresse.

Non solo Donald Trump

“Poi negli anni ci sono stati alti e bassi. Con Papa Francesco i rapporti erano già tesi, ma certo lo scontro così franco è più recente. Per gli Stati Uniti il Cattolicesimo è sempre stato un problema politico e adesso il nervo è decisamente scoperto, non a caso con un Papa americano. La frizione è fra due visioni del mondo diversedal lato del Vaticano c’è un’etica che chiede di superare gli interessi nazionali per un universalismo che passa attraverso il superamento delle diseguaglianze. Dall’altra parte in questo momento prevale in Donald Trump una visione all’insegna del sovranismo” a 360 gradi, riflette Mencacci.

L’AI e il post di The Donald nei panni del Salvatore

Poi c’è il fatto di presentarsi, con l’aiuto dell’AI, nelle vesti di Gesù. In un ormai celebre post sul suo social Truth, Donald Trump indossa una tunica candida e un mantello rosso, posa la mano da cui sprigiona una luce su un malato ed è circondato da soldati, infermieri e persone in preghiera. Nell’altra mano tiene una sfera luminosa, e alle sue spalle compaiono la bandiera degli Stati Uniti, l’aquila, la Statua della Libertà, una figura alata con una corona, soldati e aerei.

“Io sono molto cauto nell’attribuire problematiche psicopatologiche a Donald Trump: credo che non ci aiuti, anzi per certi versi ne aumenti l’imprevedibilità. Resto invece convinto che dietro ci sia una strategia. Certo, un pizzico di megalomania non si può negare, come pure la fatica ad ammettere eventuali errori. Ma credo che alla base di tutto ci sia una strategia che si fonda su una personalità molto assertiva, che agisce con un piglio molto aggressivo, ritenuto efficace”, dice Mencacci.

Diffondere incertezza e paura

Questo anche perché lo psichiatra non rileva segni di sofferenza. “Fondamentalmente gli aspetti della patologia fanno soffrire un individuo e ne compromettono la capacità di prendere decisioni. Ma se c’è una cosa che non vediamo con Donald Trump è proprio questa. L’operazione del presidente Usa è chiara: diffondere incertezza e paura, con l’obiettivo di ottenere rapidamente vantaggi. Insomma, ogni sua scelta punta a capire sempre fin dove arriverà l’altro”.

Anche se questa volta, dall’altro lato, c’è Papa Leone. “In un periodo in cui gli Usa puntano al sovranismo, il timore che il Vaticano influenzi la politica americana resta. E certo Donald Trump non è il primo presidente a fare una scelta netta. Non dimentichiamo che, per rassicurare l’elettorato, lo stesso John F. Kennedy (primo presidente cattolico degli Stati Uniti, ndr) difese fermamente la separazione tra Chiesa e Stato, sostenendo che la sua fede religiosa non avrebbe condizionato le sue decisioni pubbliche”. Insomma, le affermazioni (e le immagini) di oggi hanno “una lunga storia alle spalle”, chiosa Mencacci.

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