Brevi, diretti, girati senza filtri e soprattutto carichi di quella ironia amara che da sempre caratterizza la sua cifra artistica. I nuovi video social di Peppe Lanzetta stanno trovando una diffusione virale su Facebook, dove l’attore e scrittore napoletano – da decenni voce critica delle periferie – si misura con l’attualità internazionale, trasformandola in racconto popolare.
Nel primo filmato, datato 31 marzo, il bersaglio è il presidente americano Donald Trump. Lanzetta lo interpella direttamente, mescolando geopolitica e quotidianità partenopea: dalla Groenlandia a Cuba, passando per il Venezuela, fino all’iperbole tutta napoletana di una telefonata a Maduro “con la villa a Castel Volturno”.
Il tono resta surreale ma riconoscibile, tra inviti a Napoli “per nu gelato alla Villa Comunale” e stoccate sulla crisi energetica globale. È proprio questa cifra – l’abbassamento del linguaggio politico al livello del racconto di strada – a decretare il successo dei video. La guerra e le tensioni tra Stati Uniti e Iran diventano così materia di narrazione popolare, quasi da bar, dove il paradosso sostituisce l’analisi e la battuta diventa chiave di lettura.
Nel video più recente, “Donald tra Secondigliano e Mar-a-Lago”, Lanzetta immagina una località ibrida, sospesa tra la periferia nord di Napoli e la residenza americana. Qui il leader statunitense viene descritto alle prese con un ipotetico blackout energetico globale, mentre il comico gli suggerisce – con sarcasmo – di rivolgersi a uno “psichiatra al Corso Secondigliano”.
Ancora più visionario il precedente “Casatielli nello stretto di Hormuz”: un racconto surreale in cui una comitiva in gita si ritrova catapultata nello stretto simbolo della crisi energetica mondiale. La trattativa per il passaggio diventa una colletta improvvisata, giocata tra avanzi di casatielli e “pastiere diplonatiche”, in un cortocircuito tra tradizione napoletana e scenari internazionali.
Non è la prima volta che Lanzetta utilizza la satira per leggere il presente. Nato artisticamente tra cabaret e teatro negli anni Settanta, ha sempre intrecciato comicità e denuncia sociale, raccontando Napoli come una periferia del mondo e il mondo come una grande periferia.
Oggi, con questi brevi video, quello sguardo si sposta sui conflitti globali, ma resta ancorato allo stesso registro: popolare, spiazzante, a tratti grottesco. E mentre i social amplificano ogni battuta, la sensazione è che – tra una risata e una provocazione – la satira di Lanzetta continui a fare ciò che ha sempre fatto: raccontare la realtà, semplicemente cambiando il palcoscenico.
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