lunedì 13 aprile 2026

Empedocle, il filosofo, ritrovato. Rivelazioni da un papiro dimenticato ( Storica National Geographic)

 Sapevamo che Empedocle di Agrigento fu poeta e filosofo, che parlò di quattro elementi - terra, acqua, aria e fuoco - e di due forze cosmiche, Amore e Discordia, incaricate di mescolare e separare la materia; ma gran parte del suo pensiero ci era giunta, come per molti altri pensatori come Socrate, non attraverso i suoi scritti, bensì tramite altri filosofi o grandi pensatori come Platone, Aristotele, Plutarco o Teofrasto.

Ora, la sorprendente scoperta di un papiro di circa duemila anni, conservato per decenni in un archivio del Cairo, ha rivelato trenta versi inediti del filosofo. Trenta righe che non parlano di lui, ma che sono state scritte da lui. Una vera miniera d’oro filosofica.

Una scoperta in un archivio dimenticato

Il frammento è noto come P.Fouad inv. 218 ed è stato identificato negli archivi dell’Institut Français d’Archéologie Orientale (IFAO), con sede al Cairo, in Egitto. Il responsabile del ritrovamento è il papirologo Nathan Carlig, dell’Università di Liegi (Belgio), che ha riconosciuto in quei tratti un frammento sconosciuto dell’opera Physica (Sulla natura).

Lì, su uno scaffale polveroso, all’interno di una grande collezione dell’IFAO, questo pezzo è emerso grazie a programmi di revisione sistematica di materiali non identificati. Il risultato editoriale esiste già e ha un nome: L’Empédocle du Caire, che offre edizione, traduzione e commento dei nuovi versi.

Che cosa hanno trovato esattamente?

Sono stati identificati trenta versi finora sconosciuti attribuiti a Empedocle, conservati in un frammento di papiro. Il testo è stato associato alla Physicaun’opera che nell’antichità avrebbe avuto migliaia di versi, di cui oggi conservavamo solo frammenti dispersi; ci troviamo quindi davanti a una testimonianza di epoca romana, secoli successiva al filosofo, ma straordinariamente preziosa perché trasmette direttamente il suo testo. Inoltre, è l’unica copia conosciuta della Physica su questo supporto, poiché altre parti dello stesso rotolo o della stessa tradizione testuale sono legate a frammenti conservati a Strasburgo.

Empedocle, colore© iStock

I versi parlano di percezione: effluvi e visione

L’aspetto più affascinante non è solo che esistano nuovi versi, ma anche il loro contenuto. Questi versi si concentrano sulla teoria degli effluvi di particelle e sulle percezioni sensoriali, in particolare la vista. L’idea, in termini generali, è che gli oggetti emettano minuscole particelle o “emanazioni” che interagiscono con i nostri sensi.

Può sembrare ingenuo oggi (se lo confrontiamo con le neuroscienze moderne), ma se lo guardiamo con gli occhi dell’epoca, è in realtà un primo tentativo di spiegare il mondo attraverso meccanismi naturali, che avrebbe poi condotto alla filosofia naturale e, col tempo, alla scienza stessa. Queste nuove parole collocano Empedocle come un pensatore più vicino alle origini di una spiegazione “fisica” della percezione di quanto si ritenesse.

Un Empedocle più influente (e più “atomico”) del previsto

I gruppi di studio che hanno analizzato il papiro affermano di aver individuato legami inattesi tra questi versi e passi di autori successivi. Si parla della probabile fonte diretta di un passaggio di Plutarco (II secolo d.C.); si segnalano anche connessioni con Aristotele, entrambi del IV secolo a.C. Emergono inoltre echi empedoclei in Aristofane e in Lucrezio, il che suggerisce una diffusione intellettuale più ampia del suo pensiero.

Ma l’aspetto più sorprendente è che la scoperta di questi versi e il loro contenuto potrebbero ridefinire Empedocle come un precursore degli atomisti greci, come Democrito, nella misura in cui la sua spiegazione ricorre a componenti minuscoli e a interazioni materiali per spiegare i fenomeni. Questo filosofo e politico greco sarebbe quindi un antecedente dell’idea che l’universo sia composto da elementi fondamentali, indistruttibili e troppo piccoli per essere visti.

Si tratta di una vera rinascita dei testi antichi. Il recupero di opere perdute grazie alla papirologia e alla revisione delle collezioni sta rivoluzionando ciò che sappiamo sul passato e ricorda davvero il momento in cui gli umanisti del Rinascimento riscoprirono i grandi testi classici. Abbiamo recuperato una parte di Empedocle.

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