Giorgia Meloni, la Fratella d'Italia muta in ogni occasione, tranne in quelle che toccano direttamente il partito e gli alleati - l'ultima ieri per difendere gli attivisti di Forza Nuova e Casa Pound che nell'anniversario di Acca Larentia, fiera annuale del neofascismo romano, sono stati attaccati mentre affiggevano manifesti commemorativi - anche su Trump e la Groenlandia ha dimostrato come si possa in qualunque caso, se serve, dire tutto e il contrario di tutto.
Dire che Trump le spara sempre grosse ma poi fa marcia indietro - dopo che ha visto che ha ottenuto l'effetto di spaventare i suoi interlocutori - e non correggersi dopo le dichiarazioni contrarie e chiarissime di Rubio: Trump, non vi fate illusioni, fa e farà tutto quello che dice.
Dire che la annessione della Groenlandia è solo una sparata, e poi dover ammettere, dopo Rubio, che la Groenlandia serve agli USA, per la sicurezza nazionale, e che se non riuscirà a prenderla con le buone, che poi significa anche occuparla ( una paese Nato di cui fa parte anche l'America, occupato da uno dei suoi membri), Trump vorrà comprarla. Come è stata costretta a fare, firmando con altri Paesi europei, meno servili nei confronti di Trump, un documento che dà lo stop alle mire di Trump.
Le televisioni italiane, quelle naturalmente che guardano ai fatti più di quanto non faccia la tv meloniana (leggi: Rai), hanno buon gioco, facendo vedere ed ascoltare la Premier dire qualunque cosa, qualche tempo fa non tanto lontano, e poi dire l'esatto contrario, all'occorrenza, dopo. Lei, però, che vede e sente le tv, se ne fotte -letteralmente. Sa che ancora oggi ha nel Paese uno 'zoccolo duro' di simpatizzanti fedeli che non bada a quelle sciocchezze: una cosa è stare all'opposizione, altra governare - la giustificazione che si ascolta ad ogni passo.
Ma forse anche questo idillio sta per finire per Lei, come per Trump. Le condizioni del Paese non sono migliorate, come il rapporto 'deficit-PIL', tanto sbandierato, perchè l'unico risultato tangibile che questo Governo può portare a casa dopo tre anni al potere. Oltre naturalmente l'occupazione di qualunque leva del potere si sia resa libera e, talvolta, anche la liberazione forzata di altre, se importanti e decisive per la causa.
Il tempo, perciò, anche per Meloni - se a sinistra non continuano a giocare a 'chi ce l'ha più bello e grosso' - sta per scadere. Questa primavera il referendum atteso sulla magistratura, sarà lo spartiacque temuto dalla stessa intrepida Giorgia e dai suoi 'Fratelli'. D'Italia? Non tanto fratelli.
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