Ci sono proteste che fanno rumore e altre che invece funzionano proprio perché silenziose. Quella andata in scena alla Fenice di Venezia durante il concerto di Capodanno trasmesso dalla Rai appartiene sicuramente alla seconda categoria, senza interrompere la musica, non ha disturbato il pubblico e non ha tradito il clima dell’evento, ma ha comunque posto una questione evidente: che cosa succede quando un segnale chiaro viene deliberatamente ignorato nella messa in onda televisiva?
Il Teatro La Fenice: un conflitto per la nomina che dura da mesi
Da tempo, all’interno del Teatro La Fenice, è in corso una battaglia durissima contro la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale, una scelta vissuta da molti come un caso emblematico di favoritismo musicale che ha colpito la dignità professionale dei lavoratori. Una frattura che si trascina da mesi, e che ha portato i musicisti ad assumere una posizione ancora più netta: onorare l’impegno preso con il pubblico e affidare il dissenso a un simbolo piccolo ma inequivocabile. Sul nero dei frac, quella sera, spiccava una spilla gialla, un tondo discreto in cui una chiave di violino si intreccia con un cuore, rappresentate una scelta precisa, pensata come forma di protesta muta "Per raffigurare", hanno spiegato, "L’amore per l’arte e l’impegno che ogni giorno dedichiamo alla musica e per rendere visibile la determinazione nel difendere la dignità del lavoro e il futuro del Teatro".
Un segno semplice ma discreto, che ha trovato rapidamente consenso anche fuori dalla Fenice: le spille, autoprodotte, sono state richieste da molti musicisti italiani e donate a numerosi spettatori presenti in sala, diversi dei quali hanno scelto di appuntarsele. A indossarla è stato anche Michele Mariotti, sul podio per dirigere il concerto.
La diretta su Rai 1 che glissa sulla protesta
Eppure, durante la lunga trasmissione televisiva su Rai 1, che ha seguito l’evento, con le spille chiaramente visibili su tutti, non c’è stata nessuna spiegazione per chiarire quell’elemento giallo fosse così diffuso e visibile tra orchestra e platea. Gli spettatori a casa, nella quasi totalità ignari della vicenda, potevano legittimamente interrogarsi sul significato di quel dettaglio, ma dalla voce fuori campo non è arrivata alcuna risposta. Nel teatro però il messaggio è stato recepito chiaramente. L’ovazione scoppiata quando Mariotti ha salutato "i magnifici musicisti alle mie spalle" ha mostrato un pubblico compatto nel sostenere i propri artisti e la dignità della Fenice. Un momento che raccontava molto più di qualsiasi spiegazione mancata.
Non sono passate inosservate nemmeno alcune scelte della regia, pronta a spostare l’inquadratura sulla platea ogni volta che il direttore faceva alzare una sezione dell’orchestra dopo un assolo. Forse casualità, forse semplice disattenzione. Di certo, però, grande attenzione è stata riservata al palchetto centrale, occupato dal sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e dal responsabile Cultura di FdI Federico Mollicone, figure centrali nella vicenda che ruota attorno alla nomina contestata.
POSTILLA
All'autore di questo articolo è sfuggito un particolare non irrilevante. All'inizio del Concerto lo speaker Rai ha detto: ci ha raggiunti il Sovrintendente Nicola Colabianchi per porgere ai telespettatori gli auguri di Buon Anno!
In 23 anni, quanti ne conta ormai il Concerto veneziano, non era mai accaduto che un sovrintendente intervenisse ai microfoni Rai. Se ora è accaduto è perchè la Rai meloniana ha voluto ribadire che il sovrintendente voluto ed imposto dalla Premier, nonostante le lunghe durissime proteste, è ancora lì. Un avvertimento diretto ai cittadini-telespettatori che hanno seguito le vicende del teatro veneizano: Colabianchi non si dimette e con lui non si dimette neanche B.V., la scarsa direttrice da lui nominata, amica e fans delle ' Fratelle Meloni'. ( P.A.)
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