venerdì 31 luglio 2026

Il 'pazzo americano' sfrutta anche Ceuta, in vista delle elezioni di medio termine. Ha paura!

 

Washington, 31 lug. (askanews) - Donald Trump ha affermato che le immagini di migliaia di migranti che raggiungono l'enclave spagnola di Ceuta assomigliano a "un'invasione di un Paese", qualcosa che potrebbe accadere anche negli Stati Uniti se i democratici riconquistassero la maggioranza, ha avvertito. "Ieri ho visto la Spagna e ho assistito alla catastrofe che è accaduta. Sembra l'invasione di un Paese da parte di centinaia di migliaia di persone, e la stessa cosa accadrà anche a noi se i repubblicani non verranno eletti, solo che sarà peggio, su scala molto più ampia e sarà molto più facile entrare"

Fondazione Scelsi,Roma. Vincitori borse di studio Michiko Hirayami 2026

 

Concerto a Roma per pianisti giovani di tutto il mondo, nella Chiesa di San Paolo entro le mura, (Rainews.it). Musica o sport?

 

Roman Nights celebra i giovani pianisti con un grande concerto sinfonico

Roman Nights celebra i giovani pianisti con un grande concerto sinfonicoTgr Lazio

Dodici musicisti selezionati a livello internazionale si esibiranno accompagnati dall'Orchestra Città di Roma

La Chiesa di San Paolo Entro le Mura, in via Nazionale a Roma, ospiterà domenica 2 agosto, alle 20, il concerto "Roman Nights: Grand Piano Gala – Giovani Talenti dal Mondo", appuntamento conclusivo del progetto internazionale Rome Global Music Fellowship.

L'evento segnerà il debutto con orchestra di dodici giovani pianisti provenienti da diversi Paesi e vincitori delle selezioni organizzate dalla International Association of Professional Music Teachers (IAPMT).

Ad accompagnare i solisti sarà l'Orchestra Sinfonica Città di Roma, diretta dal maestro Lorenzo Macrì, con un programma dedicato ad alcuni dei più importanti autori della musica classica e romantica.

La prima parte del concerto vedrà protagonisti Wyatt Rubinstein (Stati Uniti) con il Concerto in Mi bemolle maggiore di Johann Christian Friedrich Bach, Yejun Kim (Corea del Sud) e Carter Kong (Stati Uniti) con due movimenti del Concerto in Re maggiore di Joseph Haydn, Ashley Kong (Stati Uniti) con il Concerto n. 12 K.414 di Wolfgang Amadeus Mozart, Rachel Yu (Stati Uniti) con il Concerto n. 23 K.488 dello stesso compositore e Julia Yu (Stati Uniti) con l'Adagio del Concerto in Sol maggiore di Maurice Ravel.

Nella seconda parte saliranno sul palco Celine Choe (Corea del Sud) con il Concerto in La minore di Edvard Grieg, Jacob Hong, Alex Vu e Aaron Nguyen (Stati Uniti) con pagine tratte dai concerti per pianoforte di Ludwig van Beethoven, Victor Reverdatto (Stati Uniti) con la Fantasia su temi di Ryabinin op. 48 di Anton Arensky e Dongfang Lin (Cina), che eseguirà il Concerto n. 1 in Mi bemolle maggiore di Franz Liszt nella versione integrale.

L'iniziativa punta a valorizzare i giovani talenti della scena pianistica internazionale, favorendo l'incontro tra musicisti provenienti da diversi Paesi attraverso un progetto dedicato alla cooperazione culturale, alla formazione artistica e alla musica sinfonica.

Don Mazzi, eroe del nostro tempo, è morto a 96 ANNI ( da MetropolitanMagazine, di Alessia Spensierato )

 È morto, venerdì 31 luglio, il sacerdote ed educatore Don Antonio Mazzi, una delle figure più note del volontariato e dell’impegno sociale nel nostro Paese, fondatore della comunità Exodus che dagli anni ’80 è diventata un punto di riferimento per il recupero di ragazzi tossicodipendenti. Il presbitero, negli anni presenza costante anche in tv, è morto all’età di 96 anni a Milano.

Le sue condizioni di salute si erano aggravate nelle ultime settimane, durante le quali era stato ricoverato due volte in ospedale. Nei momenti di maggiore difficoltà aveva espresso soprattutto il desiderio di non essere lasciato solo. I ragazzi di Exodus, le collaboratrici e le persone a lui più vicine gli sono rimasti accanto fino alla fine nella Cascina del Parco Lambro, sede storica della comunità e sua casa per oltre quarant’anni.

Giovedì sera aveva guardato la televisione insieme ai ragazzi e chiesto aggiornamenti sulle attività in corso. Questa mattina è arrivata una nuova crisi, apparsa subito irreversibile. Quando i medici hanno proposto la sedazione, la sua famiglia e la comunità si sono strette intorno a lui.

Nato a Verona il 30 novembre 1929, don Mazzi raccontava di essere stato un «ragazzo ribelle». La sua infanzia era stata segnata dalla morte prematura del padre e dai sacrifici della madre, rimasta vedova con due figli e poche risorse. Fu proprio lei ad affidarlo al seminario di Verona. Dopo gli studi di teologia e filosofia, approfondì psicologia, psicoanalisi e pedagogia per comprendere meglio i problemi dell’età evolutiva.

Trasferito a Milano nel 1979 per dirigere l’Opera don Calabria, entrò in contatto con la drammatica diffusione dell’eroina nell’area del Parco Lambro. Incontrava giovani dipendenti dalla droga, spesso in condizioni gravissime, in un luogo allora disseminato di siringhe. Da quell’esperienza nacque il Progetto Exodus.

Nel 1984 il Comune concesse la Cascina Molino Torrette, destinata a diventare la sede principale dell’organizzazione e un punto di riferimento per centinaia di ragazzi considerati ormai irrecuperabili. Il metodo di don Mazzi non si fondava soltanto sulla permanenza nelle comunità, ma sul movimento, sul lavoro, sullo sport e sulla condivisione delle responsabilità. Il nome Exodus richiamava proprio l’idea della vita come viaggio da affrontare insieme.

Sardegna. Scoperta una 'tomba dei giganti' risalente a circa 3500 anni fa (da Fanpage.it)

 

Scoperta una Tomba dei Giganti di 3.500 anni fa nascosta nella vegetazione: la sorpresa degli archeologi
Scoperta una Tomba dei Giganti di 3.500 anni fa nascosta nella vegetazione: la sorpresa degli archeologi

Una nuova Tomba dei giganti è stata trovata nel sito archeologico di Carrarzu Iddia, a Bortigali, sul versante meridionale di Crastu Littu, a quota 740 metri. Il monumento funerario, rimasto nascosto per anni dalla fitta vegetazione, è stato individuato durante le attività di scavo e restauro condotte dalle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Sardegna. Questa Tomba è un monumento funerario dell'età nuragica, il periodo che va dal Bronzo Antico al Bronzo Finale (1800-1100 a.C.); chiamate così grazie alla fantasia popolare – anche se spesso si preferisce chiamarle Tombe "di" Giganti – erano utilizzate come tombe collettive e sono presenti su tutta l'isola.

Questo monumento è emerso durante le attività di scavo e restauro dei nuraghi, mentre si attuavano le operazioni di pulizia e rimozione dei materiali. Gli archeologi hanno trovato il sito in perfette condizioni di conservazione e hanno recuperato anche materiali ceramici – che dimostrano una frequentazione del sito che risale alle fasi più antiche della civiltà dell'epoca -, nonostante il sito fosse stato interessato in passato da scavi clandestini.

Scoperta una Tomba dei Giganti di 3.500 anni fa nascosta nella vegetazione: la sorpresa degli archeologi
Scoperta una Tomba dei Giganti di 3.500 anni fa nascosta nella vegetazione: la sorpresa degli archeologi

La tomba, che è stata realizzata in blocchi di trachite, conserva ancora la camera funeraria e l’esedra monumentale posta davanti all’ingresso. L'elemento più insolito è la suddivisione interna dello spazio su due livelli, una morfologia che si distacca da altre tombe e che porterà il team di ricerca a effettuare nuovi studi per capire il perché di questa differenza. Questi monumenti sono molto conosciuti dalla popolazione sarda e rappresentano una caratteristica unica per l'isola. Solitamente queste tombe hanno una facciata semicircolare, la cui forma ricorda le corna di un toro, e all'interno hanno una camera funeraria lunga fino a 30 metri e alta 3.

L'area di Carrarzu Iddia restituisce testimonianze che vanno dalla preistoria all'età romana, ma è soprattutto il periodo nuragico a distinguersi, con la presenza di nuraghi, costruzioni in pietra dotate di una o più torri, di cui si contano attualmente in tutta l'isola circa settemila esemplari, ma che in passato avrebbero dovuto essere molte di più. Trovare questo tipo di tombe in quest'area non è raro, visto che sono la dimostrazione di un paesaggio fortemente organizzato, attorno a cui viveva una civiltà con insediamenti, luoghi di culto e aree di sepoltura strettamente connesse tra loro.

Secondo gli studiosi, questa nuova scoperta di inserisce in un complesso formato da due protonuraghi, un pozzo sacro, un abitato e un dolmen, segno di una frequentazione iniziata già in epoca prenuragica. Queste tombe sono considerate delle evoluzioni del dolmen e rappresentano una delle massime espressioni dell’architettura funeraria nuragica che in questa tomba vede un ulteriore sviluppo. La particolare configurazione della struttura appena rinvenuta potrebbe offrire nuovi elementi per comprenderne lo sviluppo.

Sicurezza. A lezione da Mattarella (da Il Riformista, di Aldo Torchiaro)

 

Il Presidente Sergio Mattarella incontra il Direttivo della Commissione “Fulbright"
Il Presidente Sergio Mattarella incontra il Direttivo della Commissione “Fulbright"

Il Quirinale ha dato un segnale forte e chiaro. Ieri il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato per il consueto saluto estivo i giornalisti e scelto di mettere l’accento sul tema della sicurezza interna, sui pericoli di un’eversione sempre più organizzata e violenta. Lo ha richiamato con parole di particolare forza: «Non è accettabile – ha detto il Capo dello Stato – che si faccia strada la convinzione che, se le proprie posizioni risultano minoritarie all’interno della società, sia giustificabile il ricorso a forme di violenza, che aggrediscono le libere volontà democratiche del popolo italiano espresse attraverso le istituzioni previste dalla Costituzione».

Mattarella è un uomo delle istituzioni, d’ordine e di diritto – che insegnava all’Università di Palermo – forgiato negli anni più difficili della sfida di Cosa Nostra allo Stato e poi affinato dall’esperienza alla guida del Ministero della Difesa. È oggi, come indica la Carta costituzionale, Comandante supremo delle Forze Armate. Le sue parole risuonano come un richiamo alla fermezza per tutti, e forse anche come una sveglia per chi, alle ali estreme delle coalizioni, indugia e indulge un po’ troppo, davanti allo scempio incivile degli eversori, della rete dei black bloc e dei loro fiancheggiatori, hacker ed hater digitali. Tutti a pugno chiuso contro la Tav.

Ed è qui che il Presidente della Repubblica ha voluto sottolineare un passaggio: «Quanto avvenuto – da ultimo – sabato in Val di Susa è inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi. La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica». Eccoli serviti, i temporeggiatori in servizio permanente, i cultori del benaltrismo che predicano di guardare altrove sperando quasi, inconfessabilmente, di cavalcare la tigre della protesta per servirsene alle elezioni.

La lezione di Mattarella è istituzionale, perché non possono esserci esitazioni contro ogni minima nostalgia della lotta armata. E ieri la telefonata di sedicenti BR al ministro Carlo Nordio, seguita da quella di solidarietà del Capo dello Stato, lo ha drammaticamente confermato. Ma è anche una lezione politica. Perché un centrosinistra avveduto dovrebbe capire come sia urgente contrastare le destre anche sul terreno della sicurezza. Davanti a eventi eclatanti come l’aggressione della Val di Susa, certo. Ma anche, ogni giorno, nel malessere, nel disagio, nelle paure delle persone. Senza cedimenti né infingimenti. Recuperare il bisogno di protezione dei cittadini più deboli nelle città, nelle periferie, nelle province, sugli autobus e sui treni da Sud a Nord è la priorità di chi vuole dare un futuro libero e democratico a un’Italia incendiata da troppa violenza quotidiana. Su questi temi, contro quella della tensione, servirebbe una strategia dell’attenzione.

Si stancherà mai il 'pazzo americano' di giocare alla guerra? L'Iran deve arrendersi agli USA (Adnkronos) Trump è arrabbiato! Chissenefrega!

 

Trump ha deciso, presto nuovo attacco Usa contro Iran: "Teheran deve arrendersi"

Il presidente americano, secondo il Wall Street Journal, prepara una nuova offensiva. Per la Cbs, anche Israele entrerà in azione

Donald Trump
Donald Trump


Donald Trump prepara un nuovo attacco contro l'Iran con la partecipazione di Israele alle operazioni. Il presidente degli Stati Uniti di fatto ha già deciso e ha ordinato una nuova offensiva con l'obiettivo di costringere Teheran alla resa. A delineare lo scenario è il Wall Street Journal, che fa riferimento alle informazioni fornite da funzionari statunitensi. Gli attacchi sono destinati a riprendere in tempi brevi: potrebbero ricominciare "già questo fine settimana e durare alcuni giorni". Ad integrare il quadro, provvede l'emittente Cbs. L'offensiva coinvolgerà anche Israele ed è destinata a svilupparsi con una pesantissima campagna di bombardamenti contro le infrastrutture energetiche dell'Iran con l'ipotesi di un epilogo "entro l'apertura dei mercati finanziari lunedì".

La svolta

Trump, dopo aver congelato i raid negli ultimi giorni, ritiene che sia arrivato il momento di piazzare un colpo decisivo. Il dialogo con Teheran non produce una sostanziale ripresa dei negoziati, la soluzione diplomatica appare al momento lontanissima. Il presidente americano ritiene che se gli Stati Uniti colpiranno l'Iran con sufficiente forza, il regime finirà per "esaurirsi". Una simile visione contrasta con il contenuto delle dichiarazioni rilasciate pochi giorni fa, quando aveva fatto riferimento "negoziati molto amichevoli" e sufficienti per determinare una pausa delle operazioni militari. Da allora, però, l'Iran ha lanciato un attacco a sorpresa contro truppe statunitensi in Giordania, provocando una risposta militare americana mercoledì.

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Trump, ricostruisce il Wall Street Journal, "avrebbe confidato ai suoi interlocutori di ritenere che l'accordo di pace provvisorio" raggiunto a giugno "fosse in realtà privo di significato". Il numero 1 della Casa Bianca "ha sempre saputo che non avrebbe funzionato". La frustrazione è emersa chiaramente durante la riunione di gabinetto a Camp David. Trump "ha accusato i diplomatici iraniani di essere 'molto disonorevoli' nei negoziati e ha lasciato intendere che sarebbero necessari attacchi militari ancora più violenti per piegare la volontà di Teheran. 'Beh, vogliono sempre parlare, ma non mantengono quasi mai la parola', ha affermato Trump, aggiungendo in seguito: 'Tutto quello che fanno è farmi arrabbiare'".

Con il conflitto tra Stati Uniti e Iran entrato nel sesto mese, osserva il quotidiano americano, "nessuna delle due parti sembra intenzionata ad ammorbidire la propria posizione". Trump continua a pretendere che l'Iran rinunci al proprio programma nucleare e abbandoni il controllo dello Stretto di Hormuz, mentre Teheran mantiene una linea rigida su entrambe le questioni. Tra le opzioni prese in considerazione da Trump ci sarebbe una campagna di due settimane di intensi bombardamenti aerei, destinata a ridurre le capacità missilistiche iraniane. Tuttavia, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, i consiglieri militari del presidente avrebbero avvertito che la diminuzione delle scorte di munizioni rappresenta un rischio significativo.