venerdì 23 ottobre 2026

Kiev: in un solo giorno, 21 ottobre, sono morti 2250 soldati russi al fronte - rende noto lo Sato maggiore delle forze ucraine ( Adnkronos)

 

Ucraina, Kiev: "Morti in un solo giorno 2.250 soldati russi"


Sono morti al fronte in un solo giorno, ieri, 2.250 soldati russi, una cifra record. Lo rende noto lo stato maggiore delle forze di Kiev. Il bilancio complessivo dei militari russi uccisi in guerra dall’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia supera 1,57 milioni.  

Due giorni fa il presidente americano Donald Trump ha parlato delle recenti perdite nella guerra, affermando che l’Ucraina perde dai 25.000 ai 35.000 uomini ogni mese e che il conflitto avrebbe dovuto essere risolto molto tempo fa. 

“E’ Zelensky quello che deve far finire la guerra, deve fare un accordo, noi abbiamo dato più soldi all’Ucraina che a chiunque altro e non abbiamo avuto niente”, ha detto Trump durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, aggiungendo che se il presidente ucraino non fa un accordo sarà peggio “perché la Russia è un Paese grande” e le sue conquiste in Ucraina sono sempre più ampie. 

Zelensky ha invece affermato che le forze ucraine hanno riconquistato più territorio di quanto ne abbiano occupato le forze russe quest’autunno. “Stiamo vedendo risultati sul fronte”, ha detto il presidente ucraino in un suo videomessaggio serale. Le forze armate ucraine stanno sventando i tentativi russi di lanciare attacchi a Dobropillia, città nella regione di Donetsk, e al contempo difendono le proprie posizioni a Kharkiv e Zaporizhzhia, ha sottolineato, aggiungendo che “il fronte è forte”. “La tendenza di quest’anno continua – ha affermato Zelensky – Dall’inizio dell’autunno, i nostri soldati hanno liberato più territorio di quanto i russi siano riusciti a conquistare. Lo stesso è accaduto in altri momenti di quest’anno”. 

Nordio propone di ampliare le carceri minorili. Il FOLLE rimedio del ministro dopo i disordini e gli arresti alle manifestazioni studentesche (da Leggo)

 

Scontri Milano, Nordio: «Ampliare le carceri minorili». In 4 anni +40% ragazzi in cella© Ansa

«Ampliare le carceri minorili». Dopo i disordini degli ultimi giorni a Milano, Carlo Nordio rilancia il piano per aumentare i posti negli istituti penali per minorenni (Ipm), tra nuove strutture, ristrutturazioni e l'ipotesi di destinare ai più giovani alcuni spazi delle carceri per adulti. Una necessità, secondo il ministro della Giustizia, dettata anche dai numeri: dal 2022, i detenuti minorenni all'interno degli istituti sono aumentati del 40%, e il sistema è ormai «in sofferenza», come riconosce lo stesso Guardasigilli. Una linea che però divide la politica e le associazioni, che contestano il crescente ricorso al carcere per i ragazzi.

   

La linea del governo

Il governo va avanti sul progetto di ampliamento dei posti nei cosiddetti Ipm (gli istituti penali per minorenni) con la realizzazione di nuove strutture e il recupero di quelle fatiscenti. Nelle ultime ore, come da routine, si è svolta l'ennesima riunione a Via Arenula dove il tema è stato affrontato, anche alla luce dei fermi in piazza dopo i disordini degli ultimi giorni, che a Milano hanno riguardato per l'80% degli under 18 fino ai ragazzini appena adolescenti. «Una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta - riflette il ministro della Giustizia, Carlo Nordio - ma vi sono dei momenti in cui è necessario purtroppo spedire dietro le sbarre i violenti. E - sottolinea il Guardasigilli - il sistema carcerario minorile in questo momento è effettivamente in sofferenza». Il vertice nella sede del dicastero - uno dei vari che ciclicamente si susseguono - ha l'obiettivo di «cercare di risolvere questo problema, sia stanziando i pochi fondi che abbiamo per ampliare la capienza delle carceri giovanili, sia eventualmente per trovare degli accordi in modo che dei settori di carceri e di istituti penitenziari destinati ai maggiorenni possano essere invece destinati ai minori».

La situazione

Quest'ultima ipotesi era già stata sperimentata nel 2025 nel carcere di Bologna, dove all'epoca era stata istituita una sezione provvisoria per giovani tra i 21 e i 25 anni all'interno della Dozza per alleggerire la pressione sugli istituti minorili. I numeri sono effettivamente aumentati dall'inizio della legislatura, che soprattutto con il decreto Caivano ha aumentato il ricorso alla custodia cautelare in carcere e inasprito le pene. Ma c'è stato anche un consistente aumento dei reati commessi dai giovani in questi quattro anni, in cui si registra il +60% per il tentato omicidio e per l'utilizzo di armi, il +50% di atti di violenza in generale e il +30% di abusi sessuali. Tanto che dal 2022, quando i detenuti negli Ipm erano 280, si è passati ora a 570 giovani in cella. E sono poco oltre 600 i posti complessivi, distribuiti su 19 istituti. Intanto si procede con inaugurazioni - quest'anno a Rovigo - e ristrutturazioni - a L'Aquila e a Lecce - che finora hanno portato a cento nuovi posti negli istituti. Altri centocinquanta saranno pronti nei prossimi mesi a partire dall'ampliamento di Casal del Marmo e gli altri carceri dedicati, di Torino e Bologna.

Le proteste

Del parere opposto a questa linea è invece l'associazione Antigone, che denuncia: «ad agosto il 68,1% di chi era in Ipm non aveva una condanna definitiva e, più di uno su quattro, era in attesa di primo giudizio. Dunque una larghissima parte dei ragazzi si trova in un carcere come risultato di una politica che ha progressivamente allargato il ricorso alla risposta detentiva, anziché preservarne il carattere residuale», sostiene l'associazione facendo riferimento ai vari decreti approvati nel corso della legislatura. Anche il Pd parla di «deriva pericolosissima», visto che «dopo aver progressivamente smantellato il sistema della giustizia minorile, ora si arriva persino a ipotizzare di destinare ai minori spazi delle carceri per adulti». Anche per M5s si tratta di «una proposta folle» e Avs aggiunge: «toccando il tema degli adolescenti, il ministro si pone completamente fuori dallo spirito della Costituzione». E Più Europa sostiene: «con il decreto Caivano, Nordio ha riempito anche le carceri minorili che ormai sono sull'orlo del sovraffollamento». 

giovedì 22 ottobre 2026

Torino, Teatro Regio. L'ALTRA Bohème: di Ruggero Leoncavallo (Comunicato)

 

Festival Verismo

Per la prima volta al Regio "l'altra" Bohème

L'opera di Leoncavallo, che gareggiò con Puccini, va in scena dal 27 ottobre al 22 novembre nell'ambito del Festival Verismo.
Andrea Battistoni sul podio, regia di Francesco Micheli

 


 

Teatro Regio – martedì 27 ottobre ore 20

Il Festival Verismo del Teatro Regio prosegue con una delle sue riscoperte più attese: dal 27 ottobre al 22 novembre va in scena La bohème di Ruggero Leoncavallo, per la prima volta al Regio.

Un debutto particolarmente significativo proprio al Teatro Regio, dove nel 1896 ebbe la sua prima assoluta La bohème di Puccini, composta negli stessi anni e a partire dal medesimo soggetto: Scènes de la vie de bohème di Henri Murger. Leoncavallo guarda però a quel mondo da una prospettiva diversa: più fedele alla struttura corale di Murger, sposta il centro della vicenda dalle singole figure di Mimì e Rodolfo alla comunità dei giovani artisti e al rapporto libero e irrequieto tra Marcello e Musette.

Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Regio sale il Direttore musicale Andrea Battistoni, alla guida di tutti e quattro i titoli del Festival Verismo. Il Coro del Teatro Regio è istruito da Gea Garatti Ansini. La regia è affidata a Francesco Micheli, che con questo Festival debutta al Regio; le scene sono di Davide Signorini, i costumi di Giada Masi, i movimenti coreografici di Matteo Ceccarelli, le luci di Gianni Bertoli, la drammaturgia di Michele Panella. Stefania Panighini è assistente alla regia, Laura Pigazzini assistente alle scene, Francesca Sartorio assistente ai costumi.

 


Ruggero Leoncavallo: raffinato ed eclettico

Anche musicalmente questa Bohème rivela un Leoncavallo ben più complesso dell’autore identificato quasi esclusivamente con Pagliacci. La partitura attraversa registri diversi, dalla leggerezza dell’operetta e del pastiche settecentesco a una scrittura cromatica, appassionata e a tratti brutale. «Nella Bohème di Leoncavallo troviamo un autore raffinatissimo», osserva Andrea Battistoni, «capace di un eclettismo che intreccia l’eleganza settecentesca a un linguaggio cromatico al passo con i linguaggi europei del tempo».

La presenza di Bohème di Leoncavallo a Torino è rarissima: l’ultima rappresentazione risale al 1905, al Teatro Vittorio Emanuele, sotto la direzione di Tullio Serafin. La riscoperta del titolo è uno dei cardini del Festival Verismo, il progetto con cui il Teatro Regio apre la Stagione 2026/2027: quattro opere di Mascagni e Leoncavallo, quattro nuovi allestimenti, un unico direttore d’orchestra e due registi impegnati nella costruzione di una visione drammaturgica comune. Accanto ai due capisaldi Cavalleria rusticana e Pagliacci, La bohème e Iris mostrano infatti il volto meno conosciuto dei due compositori e la loro capacità di confrontarsi con le trasformazioni artistiche e sociali di fine Ottocento.

 

Il cast

Il cast è interamente al debutto nei rispettivi ruoli e riflette anche la diversa distribuzione vocale scelta da Leoncavallo rispetto a Puccini. i tenori Matteo Lippi/Arseny Yakovlev vestono i panni di Marcello, Anna Goryachova/Lamia Beuque (Musette), il baritono Alessandro Luongo è Rodolfo, Francesca Dotto/Sara Cortolezzis (Mimì), Simone Del Savio/Ramiro Maturana (Schaunard), Francesco Salvadori (Colline), Matteo Peirone (Barbemuche), Pablo Gálvez (Il visconte Paolo), Manuela Custer (Eufemia), Manuel Pierattelli (Gaudenzio), Roberto Covatta (Durand), Nicola Pamio (Un becero), l’artista del Regio Ensemble Adrian Autard (il signore del primo piano), Daniela Valdenassi/Laura Realbuto (la vecchia), Alessandro Agostinacchio/Wankyung Park (l’impiegato), Caterina Borruso (la moglie dello speziale), Alejandro Escobar/Marino Capettini (lo speziale), Ilaria Lucille De Santis/ Lyudmyla Porvatova (Prima figlia dello speziale) e Roberta Garelli/ Maria Di Mauro (Seconda figlia dello speziale).

 

Bozzetti, figurini e memorie dal Museo Leoncavallo di Montalto Uffugo

La produzione è accompagnata dall’esposizione nel Foyer del Toro di preziosi documenti tra i quali sono esposti i bozzetti e i figurini originali della prima assoluta dell’opera a Venezia nel 1897, insieme a oggetti e documenti legati al compositore, tra cui la bacchetta personale e un autografo. I materiali sono stati prestati per l’occasione dal Museo “Ruggiero Leoncavallo” di Montalto Uffugo, cui va il ringraziamento del Teatro Regio.

 

Il Festival Verismo prosegue

Il Festival prosegue fino al 22 novembre e comprende anche Cavalleria rusticana, Pagliacci e Iris. Nell’ultimo fine settimana di ottobre e nei primi due di novembre sarà possibile assistere all’intero ciclo nell’arco di tre giorni consecutivi.

Milano. A.M.A.MI. Salotto dedicato a Etienne Darbellay che compie 80 anni

 

I SALOTTI DI A.M.A.MI.

 

 

5 NOVEMBRE 2026 ore 18.30

Sala del Cenacolo - Museo della Scienza e della Tecnologia

«Leonardo da Vinci» - Via San Vittore 21 Milano

 

 

Giovedì 5 novembre, alle ore 18.30, nella Sala del Cenacolo del Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, l’Accademia di Musica Antica di Milano dedica una serata-omaggio a Étienne Darbellay, musicologo e musicista, in occasione del suo ottantesimo compleanno.

L’incontro, nel quale parole e musica si intrecceranno per ripercorrere e celebrare l’attività dello studioso, vedrà gli interventi dei Proff. Giovanni Iudica e Cesare Fertonani, e di Mariateresa Dellaborra e Carlo Fiore, curatori del volume Nuovi fiori musicali. Studi su Frescobaldi in omaggio a Étienne Darbellay, pubblicato da LIM.

Il volume raccoglie contributi di musicisti, interpreti e studiosi internazionali della musica antica e, in particolare, dell’opera di Girolamo Frescobaldi, autore al quale Darbellay ha dedicato una parte importante della propria attività di ricerca.

A suggellare la serata sarà la musica: Vittorio Rabagliati eseguirà al pianoforte alcuni brani composti dallo stesso Étienne Darbellay, mentre Riccardo Doni offrirà al clavicembalo un omaggio a Frescobaldi.

Un incontro tra studio, interpretazione e ascolto per rendere omaggio, attraverso le parole degli amici e dei colleghi e la musica che ne ha accompagnato il percorso, a una figura di primo piano della ricerca musicologica.

 

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria

 Tel. 02.76015728

Starlink per l'Ucraina ha ripreso a funzionare regolarmente: adesso sia Trump che Musk vogliono fare i buoni

 

Wsj, 'Trump ha chiamato Musk per rimuovere le restrizioni a Starlink per l'Ucraina'© Provided by ANSA

 Donald Trump ha chiamato Elon Musk e gli ha chiesto di rimuovere le restrizioni a Starlink per l'Ucraina. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti. Dopo la conversazione il sistema ha ripreso a funzionare in modo più regolare, afferma il Wall Street Journal. Trump ha detto a Musk di essere frustrato dal fatto che la velocità di Starlink fosse limitata. La conversazione è avvenuta dopo le indiscrezioni del Wall Street Journal, secondo il quale è stato Musk ha ordinare i limiti a Starlink. (ANSA).

Trump ha fatto causa alla BBC per un servizio sull'assalto al Campidoglio del gennaio 2021, ma rimanda la sua deposizione in aula al prossimo gennaio. Intanto l'11 dicembre è atteso in Tribunale in Florida

 

"Trump venga in tribunale e risponda alle domande", il presidente convocato al processo contro la Bbc

(Adnkronos) - Donald Trump chiamato a deporre in tribunale nel processo contro la Bbc. Il presidente degli Stati Uniti ha fatto causa all'emittente britannica per una puntata del programma Panorama, che ha proposto passaggi del discorso tenuto dal numero 1 della Casa Bianca prima dell'assalto al Campidoglio del gennaio 2021. Trump ritiene diffamatorio il contenuto del programma, accusato di aver manipolato le parole del presidente. La Bbc ha provato a disinnescare la causa presentando le proprie scuse per "l'errata impressione che il presidente Trump abbia incitato direttamente alla violenza". 

L'11 dicembre si va in aula in Florida e il giudice Enjoliqué Lett ha richiesta la presenza del presidente, che sarà chiamato a rispondere alle domande sotto giuramento. Trump avrebbe dovuto presentarsi in aula il 16 ottobre, ma ha dribblato la convocazione per occuparsi di "questioni di importanza nazionale" nella giornata in cui ha tenuto un comizio in Georgia. Secondo la Bbc, i legali del presidente avrebbero proposto una data tra l'11 e il 22 gennaio del prossimo anno 


Giudice ordina a Trump di deporre entro l'11 dicembre nella causa contro la Bbc© Provided by ANSA

 Un giudice di Miami ha fissato per l'11 dicembre il termine entro cui il presidente Donald Trump dovrà testimoniare sotto giuramento nell'ambito della causa per diffamazione da 10 miliardi di dollari da lui intentata contro la Bbc. Il giudice Enjolique Lett ha emesso l'ordine in risposta alle rimostranze dell'emittente britannica, secondo cui il tycoon si sarebbe rifiutato di sottoporsi a interrogatorio, arrivando persino ad annullare una data precedentemente concordata, quella del 16 ottobre. (ANSA).