A Firenze, il festival Fabbrica Europa è arrivato alla XXXIII edizione, e inizia venerdì 11 (ore 19,30) con lo spettacolo Dance People del noto coreografo libanese Omar Raje nella terrazza esterna del Teatro del Maggio. Un festival che continua nella sua visione fondativa: ospitare le espressioni musicali e teatrali d’avanguardia e d’attualità in luoghi da riscoprire e da rivalorizzare, o da usare con altre chiavi: come fu l’archeologia industriale della Stazione Leopolda, sede principale delle prime e poi di tante edizioni, e ora, ad esempio, l’ex Centrale Termica Fiat che ospiterà il collettivo Crew di Eric Joris in Tremens_Ride, rilettura immersiva reale – virtuale del Timone d’Atene.
Si tratta di riscoprire e rileggere luoghi che l’arte contemporanea, come ha ricordato il presidente di Fabbrica Europa Luca Dini, vede in un certo modo, un’altra Firenze, una Firenze diversa, prima che ricevano inevitabilmente altre destinazioni; di creare dialoghi e ponti fra le sponde del Mediterraneo e l’Europa; di dare spazio, come ha ricordato la direttrice artistica Maurizia Settembri, a giovani artisti messi sotto osservazione nelle residenze o in precedenti eventi realizzati, ma anche, magari, di valorizzare grandi maestri noti ai cultori ma non al grande pubblico: di continuare, insomma, la linea di sempre, ma aggiornata alle nuove realtà.
Su questa linea si muove anche la ricca sezione musicale di cui è direttore artistico Maurizio Busia, e che spazia in modo veramente convincente fra tante cose. C'è il folk immerso in atmosfere d’avanguardia e tecnologiche con la portoghese Ana Lua Caiano (domenica 13 settembre ore 21 alla Manifattura Tabacchi), il laouto cretese e la voce profonda di George Xylouris che riannoda con il presente la tradizione musicale di Creta (venerdì 18 settembre ore 21 al Museo Novecento). Poi il Circle of Resonance che propone tre maestri di diversa provenienza, l’armeno ArtoTuncboyaciyan (voce e percussioni), il turco Derya Turkan (kermençe, una sorta di piccola ribeca ottimana) e il francese Michel Godard (serpentone), domenica 20 settembre ore 19 al PARC, Performing Arts Research Centre, alle Cascine.
Quindi i giovani violoncellisti della scuola di musica di Fiesole capeggiati da Francesco Dillon per Eight, partitura per otto violoncelli dello statunitense Michael Gordon (mercoledì 23 settembre ore 21 alla galleria Frittelli). Il mese di ottobre comincia con gli Human Echoes di Simone Graziano, pianoforte e elettronica, e Maria Cortesi, voce, in questo progetto con un organico arricchito da archi e percussioni, per riallacciare le emozioni e suggestioni del presente alla forma della canzone (giovedì 1 ottobre ore 21, cripta del Museo Marini).
Karakoz di Mai Mai Mai – così si chiama il progetto mediterraneo del musicista e produttore Toni Cutrone – è un lavoro frutto di una residenza artistica svoltasi in gran parte in Palestina tra Ramallah e Betlemme nel 2024 (venerdì 2 ottobre ore 21 sempre al Marini). Il concerto di Evita Polidoro si muove fra rock, jazz e sperimentazione (sabato 3 ottobre ore 22, Aula Magna di Polimoda). Arrivano poi due appuntamenti dedicati alla musica elettronica, le Voci / Murate di Saverio Lanza, che mescola e processa frammenti vocali e testimonianze insieme agli studenti della Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio di Firenze (mercoledì 7 ottobre ore 21 al Mad, Murate Art District), e l’Electric Circus di Wayne Horvitz sulle tracce dell’ultimo Miles Davis elettronico (giovedì 8 ottobre ore 21 al Teatro Cantiere Florida).
Questo festival propone sempre lavori in cui la presenza della musica è più che rilevante, è probabilmente fondante. Gli esempi sono moltissimi, ma citiamo al riguardo almeno Strike Two del coreografo Philippe Kratz che tratta di lutti, legami e combattimenti sul filo del Trio n. 2 di Šostakovič affidato a tre giovani della Scuola di Musica di Fiesole (sabato 26 settembre ore 17, Sala Orchestra del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino), e Tragudia – Il canto di Edipo, rilettura dell’Edipo a Colono di Sofocle che l’autore, Alessandro Serra, ha riletto e riambientato nei luoghi della lingua grecanica con la musica di Bruno de Franceschi (venerdì 25 e sabato 26 settembre ore 21, Teatro Goldoni). Programma completo di tutto il festival sul sito.