Luca Bergamo e Filippo Del Corno, rispettivamente assessori alla cultura di Roma e Milano - a Roma, però si chiama ' (ri)crescita culturale' - l'uno fondatore del festival 'Enzimi', l'altro compositore prestato alla politica - l'altro ieri nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium, nel corso degli 'Stati generali della cultura' del 'Sole 24 Ore' (di cui abbiamo riferito), erano seduti sul palco l'uno accanto all'altro, si chiamavano per nome, e dichiaravamo di conoscersi da tempo e di stimarsi reciprocamente ( ha dichiarato Filippo) e di consultarsi regolarmente - ha precisato Luca.
A noi non è dato sapere la materia dell'ultimo consulto. Ma se Luca ha sentito Filippo sulla cancellazione del Concerto di Capodanno e sull'iniziativa rivoluzionaria - per 'rompere la tradizione', come ha dichiarato Luca - di festeggiare il 2017 ad anno iniziato, a partire dalle 3.30, sul Ponte della Musica 'Armando Trovajoli', 'per raccogliere tutti quelli che escono dai locali dove hanno festeggiato l'arrivo del nuovo anno' (parole di Luca) e sollazzarli ' fino alle 22.30 del 1 gennaio' (sempre Luca che parla), e Filippo non gli ha detto che sta andando fuori di testa, allora meglio che non si sentano più in futuro, perché a questo punto il 'virus' romano ha già migrato a Milano, e contagiato anche lui!
Basta con la tradizione del concerto di fine anno - e infatti a Roma gira già la barzelletta che dal Campidoglio è partito l'ordine di augurarsi, il 1 gennaio 2017, ' Buon ferragosto' ,tanto non cambia nulla - ha detto Luca, sempre Bergamo, ma non la cittadina lombarda, bensì l'assessore alla '(ri)crescita culturale' del sindaco Virginia Raggi, che l'ha voluto anche vicesindaco.
Per festeggiare l'arrivo del nuovo anno l'invito del Comune è di andare nei locali a festeggiarlo, per ritrovarsi poi alle 3.30 sul Ponte della Musica, con un dj che continuerà a farli ballare tutti, per un'oretta almeno, con grande gioia di tutti quelli che abitano sul lungotevere,e hanno fatto tardi e a quell'ora si sono messi a letto.
Ma non finisce con il dj, perchè un'ora dopo arrivano 100 violoncelli (e speriamo che li sfascino uno dopo l'altro sulla testa di Luca; sai che musica!) per il secondo appuntamento. E da Filippo neanche una parola a Luca, almeno per fargli capire che a quell'ora della notte, sul fiume - e magari piove pure - il violoncello non può suonare? Poi la farsa continua sugli altri ponti del fiume, fino a raggiungere, in serata, Ponte Sisto.
Verrebbe da chiedere a Luca se tutta questa farsa sia costata poco o nulla alle disastrate casse comunali. Luca ha già detto che costerà soltanto 500.000 Euro; bazzecole.
Resta comunque il mistero del Concerto al Circo Massimo saltato per l'avveduta lentezza del Campidoglio, salvato in extremis con l'appuntamento dato da Luca ai romani, sempre al Circo Massimo, ma alle 22.30, senza rivelare a fare cosa.
Intanto tutto il mondo, romani compresi, sono esterrefatti dalle rivoluzione continue del 'gabinetto Raggi.
Buon anno!
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sabato 24 dicembre 2016
lunedì 3 ottobre 2016
Il governo delle città agli artisti, oltre che ai filosofi. Insomma ad oligarchie illuminate
Tempi e casi in cui al governo, addirittura di qualche paese, si potevano trovare esimi musicisti ( Paderewsky, il caso più eclatante, titolare delle più alte cariche pubbliche nella Polonia, dopo la Grande guerra) sono lontani, lontanissimi e sempre più rari. Perchè gli artisti, soprattutto, sanno che la politica, se assunta con l'impegno necessario, rischia di mettere fine alla attività principale per la quale essi stessi sono conosciuti ed apprezzati. In tempo recenti si registra il caso di Havel ed altri non se ne ricordano.
La candidatura di Riccardo Muti alla Presidenza della Repubblica, proposta da Vittorio Sgarbi è fortunatamente naufragata. Fortunatamente soprattutto per Muti che potrà continuare a fare il direttore, dove rende meglio che in qualunque altra possibile attività.
Oggi, filosofi ed artisti, preferiscono attività ed impegni più redditizi. Almeno fino a quando non scoprono che con certi incarichi politici, talvolta impegnativi, si possono avere benefici anche grandi, perfino più grandi di quelli che direttamente o indirettamente, alla luce del sole o sottobanco si ricevono assumendo incarichi dirigenziali in istituzioni culturali (sovrintendenze, direzioni artistiche, direzioni di celebri istituti culturali ecc...), talvolta senza nemmeno domandarli, perchè qualche servo che si prostra ai piedi di chi comanda, anche se non richiesto, è sempre dietro l'angolo, pronto a farsi avanti ed offrirsi.
Ma in anni molto recenti, con nostra sorpresa, troviamo due giovani musicisti, compositori per la precisione, che hanno assunto incarichi politici; in un caso, di grande peso, e cioè quello di Assessore alla cultura del Comune di Milano, nel gabinetto Pisapia, rinnovato anche da Sala, assunto da Filippo Del Corno, di cui non si è mai sentito parlare tanto, ma che forse proprio dietro la facciata silenziosa agisce e svolge con impegno e dedizione il suo delicato compito, come ha fatto quando ha dovuto risolvere il problema della successione a Francesco Micheli ed al suo gruppo, alla guida del festival Mito, affidato da Del Corno alle cure artistiche di un suo compagno di avventure musicali, come Nicola Campogrande, i cui esiti sorprendentemente entusiasmanti abbiamo sentito sottolineare dallo stesso direttore artistico e dai suoi sodali della stampa milanese. E le cui fortune artistiche sicuramente andranno a gonfie vele nei prossimi mesi od anni, cosa che non ci sembra sia accaduto a Del Corno - ma forse Milano è per noi troppo lontana perchè ci giungano gli echi della sue strabilianti imprese musiciali. Del Corno che sembra, dunque, aver trovato una buona soluzione per il Festival Mito, forse non è intervenuto con identica partecipazione e convinzione, assieme al suo sindaco, nella questione che ha visto Torino e Milano, contrapposte nel settore dei libri, per via della scissione prodottasi all'interno dell' AIE.
Ma ora un altro caso, con una responsabilità meno prestigiosa, seppure impegnativa altrettanto, è venuto alla luce, almeno per noi. Quello di Cristian Carrara, una altro compositore, friulano d'origine ma stabilitosi a Roma, dove ha fatto una discreta carriera nelle ACLI ed anche nelle sezioni dei partiti politici, riuscendo a vincere le elezioni regionali ultime, e divenendo, nel gabinetto Zingaretti, Presidente della Commissione cultura.
Il suo nome, nelle cronache musicali, dalle Alpi alla Sicilia, compare spesso e noi lo abbiamo notato con piacevole ricorrente sorpresa,ancora più grande dal momento che riscontriamo come tale e tanta attività musicale, almeno negli ultimi quattro o cinque anni, già prima del suo incarico in Regione, è convissuta con un impegno sociale civile e politico di qualche peso. E tuttora continua. Bravo!
La candidatura di Riccardo Muti alla Presidenza della Repubblica, proposta da Vittorio Sgarbi è fortunatamente naufragata. Fortunatamente soprattutto per Muti che potrà continuare a fare il direttore, dove rende meglio che in qualunque altra possibile attività.
Oggi, filosofi ed artisti, preferiscono attività ed impegni più redditizi. Almeno fino a quando non scoprono che con certi incarichi politici, talvolta impegnativi, si possono avere benefici anche grandi, perfino più grandi di quelli che direttamente o indirettamente, alla luce del sole o sottobanco si ricevono assumendo incarichi dirigenziali in istituzioni culturali (sovrintendenze, direzioni artistiche, direzioni di celebri istituti culturali ecc...), talvolta senza nemmeno domandarli, perchè qualche servo che si prostra ai piedi di chi comanda, anche se non richiesto, è sempre dietro l'angolo, pronto a farsi avanti ed offrirsi.
Ma in anni molto recenti, con nostra sorpresa, troviamo due giovani musicisti, compositori per la precisione, che hanno assunto incarichi politici; in un caso, di grande peso, e cioè quello di Assessore alla cultura del Comune di Milano, nel gabinetto Pisapia, rinnovato anche da Sala, assunto da Filippo Del Corno, di cui non si è mai sentito parlare tanto, ma che forse proprio dietro la facciata silenziosa agisce e svolge con impegno e dedizione il suo delicato compito, come ha fatto quando ha dovuto risolvere il problema della successione a Francesco Micheli ed al suo gruppo, alla guida del festival Mito, affidato da Del Corno alle cure artistiche di un suo compagno di avventure musicali, come Nicola Campogrande, i cui esiti sorprendentemente entusiasmanti abbiamo sentito sottolineare dallo stesso direttore artistico e dai suoi sodali della stampa milanese. E le cui fortune artistiche sicuramente andranno a gonfie vele nei prossimi mesi od anni, cosa che non ci sembra sia accaduto a Del Corno - ma forse Milano è per noi troppo lontana perchè ci giungano gli echi della sue strabilianti imprese musiciali. Del Corno che sembra, dunque, aver trovato una buona soluzione per il Festival Mito, forse non è intervenuto con identica partecipazione e convinzione, assieme al suo sindaco, nella questione che ha visto Torino e Milano, contrapposte nel settore dei libri, per via della scissione prodottasi all'interno dell' AIE.
Ma ora un altro caso, con una responsabilità meno prestigiosa, seppure impegnativa altrettanto, è venuto alla luce, almeno per noi. Quello di Cristian Carrara, una altro compositore, friulano d'origine ma stabilitosi a Roma, dove ha fatto una discreta carriera nelle ACLI ed anche nelle sezioni dei partiti politici, riuscendo a vincere le elezioni regionali ultime, e divenendo, nel gabinetto Zingaretti, Presidente della Commissione cultura.
Il suo nome, nelle cronache musicali, dalle Alpi alla Sicilia, compare spesso e noi lo abbiamo notato con piacevole ricorrente sorpresa,ancora più grande dal momento che riscontriamo come tale e tanta attività musicale, almeno negli ultimi quattro o cinque anni, già prima del suo incarico in Regione, è convissuta con un impegno sociale civile e politico di qualche peso. E tuttora continua. Bravo!
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