giovedì 2 luglio 2026

Il digiuno di Giachetti non è bastato, e Floridia si dimette dalla Presidenza della Commissione di Vigilanza Rai ( RaiNews.it). La promessa di intervento di Meloni a Giachetti come quelle dei marinai: non mantenuta

 

Barbara Floridia
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Barbara Floridia

Dall'inizio di questa legislatura la Commissione di Vigilanza Rai è stata teatro di un conflitto istituzionale che oggi trova un punto di svolta nelle dimissioni della presidente, la senatrice M5S Barbara Floridia. In un lungo post sui social Floridia ha annunciato: “Oggi ho consegnato ai Presidenti del Senato e della Camera le mie dimissioni… Non posso restare a guardare impotente” e ha denunciato “il boicottaggio sistematico della commissione […] perché le opposizioni non si sono piegate a votare la loro candidata alla Presidenza della Rai”.

Assieme alla presidente anche tutti i componenti delle opposizioni hanno presentato le loro dimissioni dall'organismo bicamerale. 

"Insieme alla presidente Floridia e a tutti i commissari del centrosinistra, mi dimetto da vicepresidente della Vigilanza e da membro della Commissione, anche insieme alle amiche e colleghe di Italia Viva-Casa Riformista Furlan e Musolino", conferma sui social Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva-casa Riformista. "La Commissione di Vigilanza merita rispetto, la Rai merita rispetto. E l'atteggiamento della maggioranza - conclude - è inqualificabile".

La cronaca parlamentare conferma mesi di ostruzionismo sui lavori ordinari: verbali della Vigilanza e comunicati dei gruppi dicono di audizioni richieste e regolarmente rinviate o respinte dalla maggioranza (tutti pubblicati negli atti della Commissione Vigilanza, si vedano le sedute 2025–2026). 

Floridia nel suo post cita inoltre il rischio d’infrazione per il mancato recepimento del Media Freedom Act europeo, rimarcato in interrogazioni presentate dalle opposizioni (atto n. XX/2025).


Le tensioni si sono sommate a nomine e scelte editoriali contestate: rapporti interni e articoli d’inchiesta hanno documentato, secondo Floridia, promozioni legate a logiche politiche e esodi di professionisti, fatti citati dalla presidente come “umiliazioni” e prova del “favoritismo politico”. La maggioranza, per contro, ha difeso le proprie scelte come legittime prerogative di governo.


La lettera di dimissioni di Floridia si legge come un atto politico e simbolico: “Non considerate queste dimissioni una resa… le considero un atto di libertà e di denuncia”, scrive, sottolineando il “dovere di difendere il diritto dei cittadini di essere liberamente informati”. Il nodo resta la funzione stessa della Vigilanza: organismo di garanzia o strumento condizionabile dalla maggioranza?

Cosa succede adesso

Nei prossimi giorni dovrà essere scelta la sostituzione della presidenza, potrebbero esserci eventuali istanze d’urgenza in Aula e verifiche sulle procedure interne.

La sostituzione del presidente e le iniziative di sblocco sono nelle mani dei lavori parlamentari e dei presidenti delle Camere, che possono essere sollecitati per mediare o convocare la Commissione; opposizioni e gruppi hanno già chiesto in questi mesi interventi formali ai Presidenti di Senato e Camera per riattivare la Vigilanza. Ricordiamo che lo stallo della Commissione è proseguito per oltre un anno tra il 2025 e l’inizio del 2026, con sedute saltate ripetutamente per mancanza del numero legale e audizioni rinviate. 

La presidenza deve necessariamente essere assegnata alle opposizioni?

Non esiste un obbligo normativo che imponga che la presidenza sia assegnata all'opposizione; storicamente la carica può essere attribuita secondo accordi parlamentari e consuetudini di ripartizione tra forze politiche, ma l'argomento è al centro del conflitto politico: le opposizioni sostengono che la presidenza debba garantire pluralismo e quindi avere un accordo che la renda effettiva, mentre la maggioranza rivendica il diritto di esprimere nomine secondo le proprie prerogative.

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