giovedì 2 luglio 2026

Cerno: Milano vorrebbe un Berlusconi dopo Sala: Marina. E perchè no il fratello che , almeno per il nome, potrebbe far pensare al padre? ( da Baritalia News, di Francesco Paolo Antonicelli)

 

Marina Berlusconi sindaco di Milano, Cerno lancia la suggestione: “La città vorrebbe un Berlusconi”
Marina Berlusconi sindaco di Milano, Cerno lancia la suggestione: “La città vorrebbe un Berlusconi”

Marina Berlusconi resta una suggestione per Milano, mentre nel centrodestra prende quota anche l’ipotesi Antonio Di Pietro.

A Milano, in vista del dopo Beppe Sala, il tema del candidato sindaco del centrodestra entra sempre più nel vivo. Tommaso Cerno ha indicato una suggestione destinata a far discutere: quella di Marina Berlusconi come profilo ideale per guidare la città. Non una candidatura annunciata, né una disponibilità politica concreta, ma un nome capace di sintetizzare ambizione, impresa, identità milanese e proiezione nazionale.

Secondo Cerno, nel capoluogo lombardo esisterebbe un desiderio non dichiarato: “A Milano gira un tabù: dopo Beppe Sala, la città vorrebbe un Berlusconi”. Il riferimento è alla forza simbolica del cognome Berlusconi, legato alla storia politica ed economica italiana, ma anche all’immagine di una Milano capace di anticipare le trasformazioni del Paese.

Marina Berlusconi e il nodo Milano

Per Tommaso Cerno, Milano non sceglie semplicemente un primo cittadino. La città, nella sua lettura, usa le elezioni comunali come un banco di prova politico più ampio, quasi un laboratorio nazionale. Da qui il paragone con le grandi capitali europee e italiane che, in passato, hanno trasformato i sindaci in figure di peso nazionale.

“Non perché manchino i nomi, ma perché a Milano non si elegge un sindaco, bensì si testa un prototipo da Formula 1”, ha scritto Cerno, sottolineando il valore politico della partita milanese. Il ragionamento guarda a una città considerata non solo il motore economico del Paese, ma anche il luogo dove spesso si misura la capacità delle coalizioni di parlare al futuro.

In questa cornice entra il nome di Marina Berlusconi. La presidente di Fininvest e del gruppo Mondadori, tuttavia, non avrebbe alcuna intenzione di impegnarsi direttamente in politica. Cerno lo riconosce con chiarezza, richiamando anche la formula resa celebre dal padre, Silvio Berlusconi: “Solo che Marina Berlusconi non ha alcuna intenzione di «scendere in campo», per fare il verso al papà che cambiò la storia politica italiana per sempre”.

Meloni, Marina Berlusconi e la suggestione di due leader donne

La riflessione di Cerno si spinge anche sul piano nazionale. L’ipotesi di Marina Berlusconi in politica viene letta come una suggestione ancora lontana dalla realtà, ma non priva di forza simbolica. In particolare, il giornalista richiama la possibilità di vedere due figure femminili di grande peso, Giorgia Meloni e Marina Berlusconi, muoversi non in contrapposizione ma dentro uno scenario compatibile.

“Resta però la suggestione, soprattutto perché due grandi leader donne, non in conflitto tra loro, Meloni e lei, potrebbero diventare scienza e non più fantascienza. Ma siamo nel mondo dell’onirico”, osserva Cerno.

Il passaggio conferma che, al momento, non esiste una candidatura concreta della figlia del fondatore di Forza Italia. Esiste però un tema politico: il centrodestra cerca un nome che non sia soltanto espressione degli equilibri interni, ma che sappia interpretare una città complessa, produttiva e proiettata oltre i confini nazionali.

Antonio Di Pietro, la proposta Santanchè e il laboratorio del centrodestra

Accanto alla suggestione Marina Berlusconi, nel confronto interno al centrodestra circolano anche altri profili. Cerno parla di politici esperti, giornalisti, imprenditori e soprattutto della proposta avanzata da Daniela Santanchè: candidare Antonio Di Pietro, l’ex pubblico ministero simbolo di Mani Pulite.

La definizione usata dal giornalista è netta: “E poi la proposta scioccante (ma per nulla sciocca) di Daniela Santanchè: Antonio Di Pietro, il pm simbolo di Mani Pulite che mise al tappeto la Prima Repubblica partendo proprio dalla Madunina”.

Per Cerno, la candidatura dell’ex magistrato potrebbe essere letta come una provocazione, ma anche come un’intuizione politica. Il punto centrale resta la natura della sfida milanese: dopo anni di governo del centrosinistra, Milano torna a essere un terreno decisivo per misurare la capacità del centrodestra di costruire una proposta credibile.

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