Il nuovo attacco di Donald Trump contro la premier italiana Giorgia Meloni (la frase «Serve un ordine restrittivo» postata sul social Truth, accompagnata da una foto della presidente del Consiglio, con il tycoon di spalle), segue la prima, infelice, uscita di un paio di settimane fa: Trump affermò che in Francia, durante il G7 di Evian, Meloni l’avesse implorato di fare una foto assieme.
Ma perché Trump ha menzionato l'ordine restrittivo, una pratica giuridica utilizzata dai tribunali degli Stati Uniti? Un'uscita fuori luogo quella del presidente americano, perché il restraining order viene usato soprattutto nei casi di violenza domestica. È una misura cautelare usata per proteggere una persona, potenzialmente vittima di molestie o stalking. Una sorta di divieto di avvicinamento, per fare un paragone con l'Italia.
Le disposizioni di legge consentono al tribunale di imporre al presunto autore di abusi di mantenere una determinata distanza dalla vittima (dalla sua abitazione o dal luogo di lavoro) e di non provare a contattarla in alcun modo. Le presunte vittime, attraverso i legali, possono chiedere infatti al tribunale di vietare qualsiasi forma di contatto — tramite telefono, messaggi scritti a mano, posta, fax, e-mail, sms, social media, regali come fiori.
I tribunali possono ordinare al presunto autore di abusi di astenersi dal ledere o minacciare la vittima.
Alcuni Stati americani consentono inoltre al tribunale di ordinare al responsabile delle violenze di corrispondere un assegno di mantenimento provvisorio o di continuare a pagare le rate del mutuo di un'abitazione di proprietà comune (disposizioni relative al «mantenimento»), di assegnare l'uso esclusivo di una casa o di un'auto di proprietà comune, oppure di coprire le spese mediche o i danni materiali causati dallo stesso autore.
Alcuni tribunali possono anche imporre di consegnare eventuali armi da fuoco e munizioni, di sottoporre l'autore degli abusi a regolari test antidroga o di fargli intraprendere un percorso di consulenza per l'abuso di alcol o droghe.
Come spiegano gli esperti della facoltà di Legge della Cornell University, «un ordine restrittivo ha una funzione simile a un'ingiunzione preliminare. La principale differenza è che un'ingiunzione preliminare richiede la notifica alla parte soggetta all'ingiunzione, mentre un ordine restrittivo no. Per le cause civili nei tribunali federali, la Regola 65 delle Norme Federali di Procedura Civile richiede che la parte che richiede un ordine restrittivo dimostri che subirebbe un "danno, una perdita o un pregiudizio immediato e irreparabile" senza l'ordine e che fornisca le ragioni per cui non dovrebbe essere richiesta la notifica. Molti Stati consentono alle persone di richiedere ordini restrittivi se sono vittime di determinati reati relativi alla violenza domestica. Ad esempio, il Codice Civile della California prevede che "una persona che ha subito molestie possa richiedere un ordine restrittivo temporaneo e un ordine, dopo un'udienza, che proibisca le molestie"».
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