Per Via dei matti nº0 si aprono spiragli di luce. Dopo le polemiche per la mancata conferma del programma su Rai 3 con Stefano Bollani e Valentina Cenni, una delle poche trasmissioni di divulgazione musicale presente nei palinsesti delle reti in chiaro, si tratta per il ritorno in onda del programma il prossimo anno, con 30 puntate in primavera più altre 20 entro il 2027. Erano stati gli stessi artisti a diffondere via social la notizia della chiusura.
Stefano Bollani ha parlato della situazione del programma a margine della cerimonia per la consegna dei Globi d’Oro: “Il mancato rinnovo della trasmissione Via dei Matti nº0? Ci dispiace tantissimo. Ci dispiace perché sono stati cinque anni meravigliosi con una famiglia di gente meravigliosa che sono i nostri collaboratori, musicisti, autori. Ci stiamo ancora riprendendo".
Il musicista ha poi aggiunto: "Margini per un ritorno in televisione? Spero ci siano sempre, naturalmente. Ma al momento nessuna notizia". Le ultime indiscrezioni spingono però a un cauto ottimismo.
COMMENTO
Analoga situazione si verificò ormai oltre vent'anni fa, per un'altra trasmissione di grande successo, annullata senza ragione ( neanche per i costi) dalla Rai. Parliamo di All'Opera! la trasmissione dedicata al melodramma, andata in onda per sei stagioni consecutive dal 1999 al 2004, d'estate, dieci puntate ogni anno . Alla fine della sesta stagione - costi bassi, ascolti lusinghieri - molto più alti di Via dei Matti n.0 (non ce ne vogliano i due bravissimi conduttori) arrivò la sentenza della Rai. Basta! Le proteste di giornali ed appassionati non servirono a nulla.
E sapete perchè? Perchè della musica, di All'Opera! come Via dei Matti n.0, non frega niente a nessuno nel Paese e meno ancor in Rai, salvo il caso in cui ci siano da occupare poltrone e premiare con incairichi fedelissimi, quasi sempre fuori posto!
Nel nostro Paese la Premier è entrata una sola volta alla vigilia dei suoi 50 anni in un teatro d'opera, Accadde alla Scala, all'inizio del suo mandato, per esibire il bellimbusto Giambruno, allora suo compagno e padre di sua figlia. Quella volta fu la prima e resterà l'ultima volta a Teatro per Meloni, che parla si bene l'inglese, ma del resto capisce ed apprezza molto poco quasi niente.
Nei giorni scorsi abbiamo visto (quasi per necessità) per un'oretta Camper, la trasmissione estiva di Rai 1. Molti collegamenti esterni, di brevissima durata ognuno. Una della trasmissioni che rappresenta il fiore all'occhiello di Mellone ( lui ne ha solo uno di mellone, a differenza delle 'fratelle d'Italia' che ne hanno più d'uno di meloni, ma in compenso ha una doppia 'elle', e gestisce un esercito di collaboratori). Sono queste le trasmissioni che fanno gola al potere di turno, i contenuti passano in second'ordine. A loro interessa gratificare i numerosi questuanti e militanti - un esercito- con collaborazioni anche saltuarie.
Nel caso delle due malcapitate trasmissioni musicali, i realizzatori si contavano sulle dita di una mano. Per All'Opera!, nel caso specifico, io che ne ero l'autore, Lubrano coautore e narratore ed il regista; e pensiamo altrettanto per la trasmissione di Bollani-Cenni prodotta da Ballandi.( P.A.)
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