È finito in cima alle classifiche dei più grandi cantanti della storia della musica, ci si è messa di mezzo perfino la scienza per spiegare come riuscisse a essere un musicista così straordinario: non c'è dubbio che Freddie Mercury meriti un posto nell'Olimpo dei grandi. Ciò non vuol dire che non nutrisse ammirazione per i suoi colleghi: nelle interviste, ad esempio, si espresse favorevolmente su John Lennon, che definì "unico e irripetibile".
In una playlist compilata da amici e collaboratori, pubblicata su Spotify tramite il profilo ufficiale dei Queen e contenente le canzoni preferite del leader della band, troviamo i Rolling Stones, i Led Zeppelin, Prince e Michael Jackson (con cui ci fu una turbolenta collaborazione), insieme a tantissimi altri.
Nella playlist qualcuno noterà Vesti la giubba, dall'atto I di Pagliacci. Non è una scelta che arriva inaspettata a chi conosce il percorso musicale della band, ma un nome, tra quelli degli interpreti, punta all'Italia e a una storia più grande: Luciano Pavarotti.
Pavarotti, i brani che Mercury ascoltava di continuo
Come si legge su DiscoverMusic, Mercury era un ammiratore del tenore lirico e ne ascoltava regolarmente i dischi. Agli amici disse di essere rimasto folgorato dopo l'esibizione dell'italiano in Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi alla Royal Opera House di Londra.
Dave Clark, il batterista che lavorò con Mercury allo spettacolo teatrale Time, ha dichiarato a uDiscoverMusic che la passione del cantante per l'opera faceva parte del suo approccio rivoluzionario alla musica rock.
"Freddie era sempre entusiasta della musica", sono state le parole di Clark. "Mi faceva vedere i video del soprano lirico Montserrat Caballé. Era fantastico. Quello che amavo di Freddie era il fatto che avesse una mentalità così avanti. Ha fatto Bohemian Rhapsody, poi è stato di nuovo audacissimo con Barcelona, nel 1988, che portava l'opera nel rock'n'roll. Pavarotti e Nessun dorma sono arrivati dopo. Freddie era un innovatore".
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