lunedì 6 aprile 2026

Guerra in Medio Oriente. Cosa ci aspetta. Dobbiamo anche ringraziare Trump ( da La Stampa)

 

Smart working, razionamenti, targhe alterne: così il mondo sta reagendo allo choc dell’energia

i governi di ogni continente corrono ai ripari. Un censimento delle misure adottate, secondo l'Iea Policy Response Tracker. Bloomberg e l’allarme Borse




Smart working, razionamenti, targhe alterne: così il mondo sta reagendo allo choc dell’energia(reuters)


 La guerra in Medio Oriente rischia di lasciare un segno più profondo della crisi energetica del 2022. In Europa, dall'inizio del conflitto, lo Stoxx 600 – l'indice che raccoglie le principali società quotate del continente – ha perso il 6%, bruciando oltre 1.100 miliardi di capitalizzazione. Secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, la chiusura dello Stretto di Hormuz, il principale snodo mondiale per il transito delle materie prime, peserà sull'utile per azione dello Stoxx 600 più duramente dello shock inflazionistico di quattro anni fa: le stime indicano una crescita dell'utile per azione di circa il 5% nel 2026, contro il 25,5% registrato nel 2022.

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Sul fronte della remunerazione degli azionisti, si prevede una diminuzione del 16% nel riacquisto di azioni, con l'impatto più pesante nei settori dell'energia, della sanità e della finanza. Le banche, in particolare, tenderanno a ridurre l'attività dopo il picco di 54 miliardi di euro dello scorso anno, per preservare il capitale e fronteggiare potenziali accantonamenti più elevati per perdite su crediti. Ma oltre al credito l’impatto inizia ad essere forte anche sui cittadini.

Smart working e settimane corte: cambia il lavoro

La prima risposta dei governi è stata intervenire sull'organizzazione del lavoro, riducendo gli spostamenti. È una misura a costo zero, rapida da attuare, con un impatto immediato sui consumi di carburante.





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Pakistan e Filippine hanno adottato la settimana lavorativa di quattro giorni per i dipendenti pubblici. Indonesia impone lo smart working il venerdì per i dipendenti statali. Cambogia, Malaysia, Vietnam e Sri Lanka hanno spinto verso riunioni online e lavoro da remoto per i funzionari. Il caso più estremo è quello dello Sri Lanka, che ha chiuso gli uffici pubblici ogni mercoledì. L'Egitto ha introdotto un giorno settimanale di lavoro da casa nel settore pubblico, mentre il Myanmar ha reso obbligatorio lo smart working del mercoledì.

Sul fronte della scuola, Bangladesh e Laos hanno ridotto la settimana scolastica – quest'ultimo da cinque a tre giorni – e le Filippine hanno limitato le ore di apertura degli istituti. Sri Lanka ha chiuso scuole e università il mercoledì, mentre il Pakistan le ha sospese per due settimane.

Clima e aria condizionata: i termostati sotto controllo

Meno vistosa ma altrettanto diffusa è la stretta sugli impianti di climatizzazione, soprattutto nei Paesi asiatici dove il condizionamento d'aria pesa in modo significativo sui consumi elettrici.

Bangladesh, Cambogia e Filippine hanno fissato limiti alla temperatura dei condizionatori negli edifici pubblici, tra i 24 e i 25 gradi. Sri Lanka ha imposto un tetto a 26 gradi, incoraggiando lo spegnimento degli impianti per una o due ore al giorno con priorità ai ventilatori. La Thailandia si è mossa nella stessa direzione. Mauritius ha ristretto l'uso dell'elettricità non essenziale, inclusa l'illuminazione decorativa e il riscaldamento delle piscine.

Trasporti: targhe alterne, bus gratuiti e biocombustibili

È sul fronte della mobilità che le misure si fanno più complesse per i cittadini. La Corea del Sud ha introdotto il divieto di circolazione a targhe alterne per i dipendenti pubblici – due giorni a settimana -esteso su base volontaria alle auto private, con restrizioni agli accessi nei parcheggi pubblici. Myanmar ha adottato la circolazione alternata.

Lo Sri Lanka ha messo in campo uno dei sistemi più sofisticati: un razionamento del carburante basato su QR code, con quote specifiche per auto private e motociclette. La Slovacchia e la Slovenia hanno introdotto tetti agli acquisti di carburante. Brunei ha limitato i rifornimenti per i veicoli stranieri e per le auto nazionali che escono dal Paese.

Caro carburanti per gli aerei, cosa si rischia tra voli cancellati e prezzi in aumento

Sul versante del trasporto pubblico, la Lituania ha tagliato del 50% le tariffe ferroviarie locali per due mesi. Le Filippine offrono bus gratuiti per studenti e lavoratori nelle principali città. Egitto, Bangladesh e Vietnam hanno spinto attivamente verso l'uso del trasporto collettivo. Cambogia, Laos e Indonesia hanno abbassato le accise sui prodotti legati alla mobilità elettrica e alle rinnovabili per accelerare la transizione. L'Argentina ha invece allargato la quota di bioetanolo nella miscela della benzina.

Prezzi calmierati e sussidi: proteggere famiglie e imprese

Sul fronte del sostegno economico, i governi si sono divisi tra chi ha scelto di intervenire sui prezzi e chi ha optato per tagliare le tasse sui carburanti.

In Europa, Austria e Repubblica Ceca hanno introdotto tetti ai margini dei distributori. Ungheria, Polonia, Croazia, Mozambico, Serbia e Messico hanno fissato price cap diretti su benzina e gasolio. Il Giappone ha attivato un sistema di sussidi che funge da calmiere al distributore. La Cina ha imposto controlli sui prezzi dei prodotti raffinati sul mercato interno.

La via fiscale è stata scelta da un numero ancora maggiore di Paesi: Italia, Spagna, Francia, Germania, India, Brasile, Portogallo, Turchia, Sudafrica, Polonia, Svezia e molti altri hanno ridotto accise o Iva sui carburanti, in alcuni casi in modo temporaneo. La Spagna ha anche introdotto agevolazioni fiscali per chi installa pannelli solari o sistemi di riscaldamento efficienti.

Sul fronte dei sussidi diretti, Grecia, Filippine, Indonesia ed Etiopia hanno aumentato il supporto ai produttori o agli importatori di carburante. Irlanda e Regno Unito hanno esteso il sostegno alle famiglie vulnerabili – con un'attenzione specifica agli anziani e alle persone con disabilità nel caso irlandese. Il Bangladesh e il Nepal hanno adottato il sistema del mezzo-riempimento delle bombole di Gpl, razionando di fatto il gas da cucina. Le Maldive hanno applicato la stessa logica in via temporanea.


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