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martedì 19 dicembre 2017

GEDI, Gruppo Editoriale, ha scoperto uno Yeti sulle nevi di Sankt Moritz, di nome Carlo De Benedetti

Il messaggio del moderno 'uomo delle nevi' chic, Carlo De Benedetti, è giunto forte e chiaro allo società editoriale le cui sorti sono ora nelle mani di Rodolfo, suo erede, che sembra fare orecchie da mercante?

Carlo De Benedetti, che si è vantato con Aldo Cazzullo del 'Corriere', cui ha rilasciato una controversa intervista, di essere l'unico imprenditore italiano a cedere ai suoi eredi un impero, senza nulla pretendere in cambio, ha bollato il fondatore di 'Repubblica' - a proposito di una dichiarazione   televisiva : 'Berlusconi o Di Maio', similitudine moderna della pilatesca 'Barabba o Gesù', con la scelta di Barabba/Berlusconi, senza che Di Maio  possa considerarsi un nuovo messia - come un irresponsabile, che ormai non sa quello che dice e che, per restare in pista, nonostante anche lui sappia di essere cotto e decotto, le spara grosse, e non si rende conto di aver recato danno al quotidiano da lui fondato e sul quale ancora  tiene la sua omelia domenicale ecc...

Insomma Carlo De Benedetti, lo Yeti riscoperto sulle nevi di Santk Moritz,  ha tirato a colpire Scalfari e il quotidiano che aveva fondato, ' La Repubblica', arrivando anche a  dire che  la scelta dell'attuale amministratore di affiancare al direttore Calabresi un condirettore, Cerno, è sbagliata e lui non la condivide.

Ci è sembrato di leggere nei proclami dello Yeti  al foglio nemico, alcune critiche che, altrove, sia Pansa, ex cofondatore di 'Repubblica', va muovendo all'attuale gestione del quotidiano che, a suo parere, ha perso di autorevolezza, anche perchè sono più d'uno i galli  che ivi cantano; come  anche Valentini, dalle pagine del 'Fatto Quotidiano', ha spesso mosso a De Benedetti, raccontando retroscena che neanche Scalfari,  mentre avrebbe potuto, non ha mai rivelato.

 Ancora più curioso risulta, alla luce di tutto ciò, ciò che ha scritto Padellaro che  del 'Fatto Quotidiano' è presidente, in difesa di De Benedetti/Yeti, per il quale rivendica il diritto a dire quello che pensa, anche in nome della ammirazione, ' profonda e divertita ' che egli, come anche uno storico direttore del gruppo, Claudio Rinaldi, nutrivano - e lui ancora nutre -  per il  il comune  ex amministratore delegato e padrone.

Nella disputa è dovuto intervenire anche l'erede dello Yeti, sollecitato dal CdR del quotidiano romano, per dire che il messaggio dello Yeti non corrisponde al pensiero ed alla strategia editoriale degli attuali amministratore del gruppo, ai quali, non interessa cosa pensa lo Yeti, dove sembra di leggervi, per la legge del contrappasso, qualcosa di assai simile a  ciò che Carlo De Benedetti ha detto di Scalfari.

 Lotte al vertice,  profonde diversità di vedute, gioco delle parti,  spinte in avanti per non arretrare troppo'? Le ipotesi su questo gioco 'di ruolo' sono tante. E, forse, non una sola, ma tutte  sono da tirare in ballo.

lunedì 4 dicembre 2017

Carlo De Benedetti cosa voleva ottenere con l'intervista di ieri al Corriere della Sera?

Aldo Cazzullo ha intervistato, ieri, Carlo De Benedetti, presidente onorario del gruppo da lui fondato, finito ora, gradito regalo, nelle mani del figlio - unico imprenditore italiano a  compiere un gesto così inusuale ( ma perchè Berlusconi, ha richiesto soldi ai figli quando gli ha affidato il suo impero? o ha fatto qualcosa di simile anche Benetton che ora è tornato al timone del suo gruppo? perciò non capiamo dove sia la assoluta novità e magnanimità di De Benedetti).

Ma non sta qui il nostro interesse nei riguardi del noto imprenditore, bensì in  quelle sue dichiarazioni sul fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, che di recente in tv, ad una precisa domanda in questi termini: Berlusconi o Di Maio, ha risposto a Floris: Berlusconi!

Quella domanda di Floris somigliava, mutatis m..., ad una storica domanda, quella di Ponzio Pilato al popolo: Gesù o Barabba? e si sa come  il popolo, interpretato da Scalfari, risponde: sceglie il peggio. Anche se, proseguendo nel nostro paragone, certamente Di Maio  non può essere paragonato, neppure lontanamente, a Gesù, salvo che per la giovane età, perché lui di favole ne racconta tante, sapendo che si tratta solo di favole irrealizzabili - come ha dimostrato proprio ieri, su L'Espresso ( sempre del gruppo De Benedetti, Bruno Manfellotto, quando ha smontato una per una, le avveniristiche riforme dei Cinquestelle, una volta al governo.

De Benedetti, in buona sostanza, ha detto che Scalfari è ormai rincoglionito, data l'età, e che la sua risposta va letta in questa prospettiva. Non sa cosa dice, ma avrebbe dovuto saperlo, perchè con quella sua dichiarazione, ha proseguito De Benedetti, Scalfari ha fatto molto male a Repubblica. Ma forse l'ha fatto consapevolmente, ha concluso De Benedetti suo socio di una vita, cosciente di non contare più nulla, e dunque per farsi notare.

Chissà se oggi qualche giornale e la stessa Repubblica commenteranno quelle dichiarazioni imbarazzanti di De Benedetti, dichiarazioni molto più imbarazzanti della risposta di Scalfari che lui voleva criticare.

De Benedetti ha poi promosso a pieni voti l'ex direttore Ezio Mauro (non bisogna dimenticare che quando lo promosse alla direzione di Repubblica, fece piazza pulita degli scalfariani ) anche nella sua seconda vita di storico e  intrattenitore anche televisivo. E al nuovo corso del suo giornale, dove  al direttore, Calabresi, è stato affiancato un condirettore, Cerno, è sembrato estraneo e forse contrario, pur nutrendo stima nei riguardi di Cerno. Del quale anche Pansa, qualche settimana fa, ha scritto che stanno aspettando un passo falso di Calabresi per affidare tutto a Cerno, oggi nelle grazie di De Benedetti & Figli. E Pansa  ha commentato, su per giù, del giornale anche 'mio' un tempo,  che hanno  messo la 'pucchiacca in mano ai criaturi' (E´ ghiuta a fessa mano `e creature!).