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mercoledì 20 dicembre 2017

Maria Elena Boschi, uscita 'pura siccome un angelo', per il bene comune, dovrebbe sacrficarsi, dimettendosi

Insomma c'è poco da aggiungere. Tutti hanno confermato che la ministra Boschi, all'epoca del disastro delle banche, Etruria compresa, si diede da fare per salvarle, principalmente per non far fallire la banca del suo territorio elettorale, cioè Banca Etruria. Ragione principale del suo interessamento non fu la presenza del babbo nel consiglio di amministrazione, né di suo fratello fra i funzionari della banca e neanche l'investimento dell' azionista Maria Elena, davvero esiguo. Lei lo fece per ragioni istituzionali. E non esercitò pressione alcuna con chicchessia. Capito?

Tutti coloro i quali attendevano la ministra, per spararle addosso, alle audizioni di Visco - contro il quale Renzi ed il partito dietro di lui,  s'erano mossi compatti, mettendone in forse la rielezione in Bankitalia - e di Ghizzoni, ad  di Unicredit, hanno dovuto riporre le armi, perché i due hanno confermato gli incontri, la richiesta di informazioni. Punto. Addirittura Visco ha detto che quando Renzi, allora capo del governo, gli chiese della banca, lui gli rispose: di questi argomenti non parlo con  Lei, solo con il suo ministro Padoan. Visco sì che è un governatore con i contro...

 Naturalmente tutti hanno creduto a Visco, facendo i sordi per non sentire. E la sensazione si è ripetuta anche all'audizione di Ghizzoni, oggi. Il quale Ghizzoni, in pèasato sollecitato a confermare p mneo le affermazioni di De Bortoli,  rispondeva al cronist:. non parlo perchè non mi si può addossare la respoanabilità delle sorti del Foverno. Cosa voleva dire, se ricordiamo bene le sue parole, e furono  proprio queste? Per quel poco che ha detto il Governo Gentiloni sarebbe potuto cadere?

 I due testimoni più attesi - Visco e Ghizzoni - si è avuta la netta impressione che fossero ADDOMESTICATI , per ragioni istituzionali. Che potrebbero considerarsi validissime.

Comunque siccome occorre stare a quanto hanno dichiarato, non essendo stati accusati di falso, si deve concludere che la Boschi ne esce 'pura siccome un angelo', come canta papà Germont in Traviata, di sua figlia. Dunque Lei non è più, come ha sottolineato l'amico, Matteo, il capro espiatorio della emergenza banche, e  perciò ora, se vuole, può dimettersi.

 Così come si è trasferita dal gabinetto Renzi a quello Gentiloni - perchè Gentiloni, sue parole, ha tanto insistito - ora che nessuno insiste perché resti in carica e si candidi,  prenda lei la decisione, autononomamente: si dimetta e dichiari di non volersi ricandidare. Dopo l'esperienza di governo, e tutti gli incontri e conoscenze  istituzionali e non, per Lei, che è brava e determinata, ma anche bella, trovare un lavoro appagante ed adeguato sarà un gioco da ragazze.

lunedì 18 dicembre 2017

Maria Elena, sii bbuona, dimettiti!

Il cerchio intorno a Maria Elena Boschi, detta 'la zarina',  per incoronazione ufficiale dell'amico Matteo Renzi , va sempre più stringendosi e, prima o poi, si trasformerà, inevitabilmente, in una sorta di cappio che ne strangolerà la carriera politica, già ormai compromessa, anche prescindendo dalle dichiarazioni che si attendono oggi e domani dai testimoni convocati dalla Commissione parlamentare di indagine sulle banche, e cioè il Governatore di Bankitalia, Visco,  e Ghizzoni, ex numero uno di Unicredit.

Ieri l'ennessimo colpo alla sua credibilità inferto dal sempre discreto e misurato ministro dell'Economia Padoan. Nessun ministro - ha detto, e poi anche precisato in un comunicato ufficiale del suol Ministero - è stato mai da noi autorizzato ad occuparsi delle banche, né autorizzazione è stata mai chiesta. Delle banche si occupa il ministro competente, cioè Padoan, d'accordo con il capo del Governo, Renzi o Gentiloni ed il Governatore di Bankitalia, Visco. Più chiaro di così!

Dunque se Maria Elena sia intervenuta, come sembra sempre più evidente, lo ha fatto  a titolo personale, senza averne diritto, incarico e delega di chicchessia.

 Allora Renzi la smetta di difenderla a spad, tratta tirando in ballo che l'offensiva  ormai generale contro la zarina  sia conseguenza della ricerca di un 'capro espiatorio'. Lei si è messa in questo casino e Renzi sicuramente ne era a conoscenza, Padoan no (o forse anche lui, senza poter agire, conoscendo i rapporti tra la ministra ed il capo del governo); e forse negli attacchi a Visco, accusato di scarsa vigilanza, si potrebbe celare  qualche opposizione  alla zarina e  a Renzi, lo zar, alle loro richieste di aiuto  per la banca nella quale vice presidente era il 'babbo' della Maria Elena.

Senza dimenticare che  se scarsa vigilanza c'è stata, ammesso che ci sia stata da parte di Bankitalia, chi ha potuto agire tranquillamente sono stati i vertici delle banche che si sono comportati nei confronti dei comuni cittadini, come degli imbroglioni e ladri professionisti. Non vorranno Matteo e Maria Elena, farci credere che la storia delle 'guardie e dei ladri', va riscritta  a ruoli inversi? No, non siamo idioti fino a questo punto, da bere la loro  versione.

Il Governo e la magistratura devono scovare i ladri, far tirar loro fuori il malloppo che hanno nascosto o in paradisi fiscali o attribuendone la titolarità a parenti, e fargli pagare in solido e da dietro le sbarre.

 E Maria Elena? E Matteo? Maria Elena dovrebbe dimettersi da subito. E Matteo non dovrebbe ricandidarla. A meno che non abbia deciso fin d'ora che lui ed il suo partito debbano uscire con le ossa rotte dalla prossima competizione elettorale nazionale. Perchè così finirà la storia se non cambiano le cose. Le sorti della zarina non valgono le sorti future di un partito come il PD. Consigli alla sua amica, se non lo fa lei 'sua sponte', di dimettersi. Subito.

domenica 17 dicembre 2017

Come possono andar bene le cose per le Banche in Italia, se sbagliano perfino le pubblicità?

Le banche,  come in queste settimane ci viene ripetuto, non sono delle onlus che hanno come scopo statutario, la beneficienza. No, le banche sono società che mirano al profitto, e, se qualche rarissima volta mostrano di avere anche un volto umano - magari  a lungo nascosto, come accade per l'altra faccia della luna - lo fanno esclusivamente per farci dimenticare le infinite malefatte a danno dei cittadini VESSATI, quando, nel momento del bisogno, si rivolgono a loro.

In queste settimane, a seguito dei lavori della Commissione parlamentare di indagine sulle banche ( presieduta da Pieferdinando Casini e che, nella settimane che sta per cominciare, ascolterà testimoni chiave: Ghizzoni, atteso per Banca Etruria, e Visco), stanno emergendo molte cose terribili. Una per tutte.

Zonin, già ascoltato, che è stato a lungo presidente della Banca Popolare di Vicenza, ha dichiarato alla Commissione che anche lui ha perso soldi nel fallimento della banca che a lungo ha presieduto. Con quale coraggio e faccia tosta nei confronti dei risparmiatori, migliaia, truffati? Non è finita qui.

I suoi legali, ed anche quelli di parte civile, hanno dichiarato che  sarà difficilissimo, anzi impossibile, che Zonin tiri fuori dalle sue tasche ( beni immobili, ville principesche,  immense tenute coltivate a vino) un solo Euro per risarcire i correntisti ed obbligazionisti truffati. Anche quando si dimostrerà, come non sarà difficile dimostrarlo, che ha ingannato, e rubato indirettamente, prestando soldi ad amici di amici, i quali era lecito supporre non li avrebbero mai restituiti alla banca, Zonin non potrà rispondere 'in solido' alle accuse, perché NON HA PIU' NULLA INTESTATO. Prevedendo infatti  tali fondatissime accuse, ha intestato tutti i suoi beni, molto consistenti, a parenti.

Possibile che la giustizia italiana non possa dimostrare che tale intestazione è stata fatta per sfuggire alle sentenze? Sembrerebbe che non possa. Insomma, sempre la stessa storia: il ladruncolo è facile beccarlo e mandarlo in galera, il ladro professionista, più difficile scoprirlo e, impossibile, togliergli, e fargli restituire, qualcosa di quello che ha rubato.

Ora  questa nostra noterella si conclude con un appunto che nulla a che fare con la gravità dei problemi fin qui esaminati, perchè riguarda una inserzione  pubblicitaria, vista su tutti i giornali, della BPM, cioè della Banca Popolare di Milano.

Nella quale  si ritrae una giovane donna, seduta, che imbraccia violino, già appoggiato sulla spalla, ed archetto, sul punto di mettersi a suonare. E si legge: 'vuole diventare primo violino di una grande orchestra'. Si metta l'anima in pace non lo diventerà mai, perché non potrà mai suonare né da sola né in orchestra se tiene il violino con la mano sbagliata, cioè con la destra, appoggiato sulla spalla sbagliata, cioè sulla destra, e l'archetto con la sinistra? Possibile che a nessuno della banca e dell'agenzia pubblicitaria, sia venuto in mente di informarsi con quale mano si tiene il violino e con quale altra l'archetto? O ci hanno voluto far capire, indirettamente, che loro le cose non le fanno mai per il verso giusto?
Perchè, nella posizione assunta, è assai difficile che  la donna riesca a suonare. Dobbiamo anche dedurre: e la banca  ad agire correttamente.?

mercoledì 17 maggio 2017

'Padri e figli' oggi e 'Poteri forti (o quasi)' ieri, risolleveranno le sorti dell'editoria in Italia?

Nel breve volgere di una settimana appena, in Italia, è il libro ad essere sbattuto in prima pagina, con grande gioia degli editori, ma anche degli autori. Non accadeva da anni. Neppure la Fiera del libro bis, a  Milano, ha suscitato altrettanto scalpore.

Prima il libro di De Bortoli (pubblicato dalla nuova casa editrice della Sgarbi, alla quale darà sicuramente ossigeno) nel quale, scalpore ha fatto una decina di righe con la  rivelazione attribuita al manager di Unicredit, Ghizzoni, relativa a presunte pressioni della ministra Boschi - la stanno strattonando quasi ogni giorno; lasciatela stare, rischiate di sgualcirla.,mentre a noi piace com'è - per fargli salvare la banca dove suo papà era vicepresidente; poi quello di Lillo - che proprio oggi arriva in edicola ( edito da il Fatto quotidiano; una manna per un giornale  le cui vendite non sono esaltanti), nel quale un'altra vicenda di 'padre e figlio' giusto il titolo,  si impone all'attenzione, e cioè i rapporti fra Renzi e suo padre Tiziano, sulla vicenda Consip.

Il presidente del PD, Orfini, proprio ieri ha messo in guardia. Le due rivelazioni,  ma soprattutto la seconda, non è soltanto 'indebita' rivelazione di intercettazione - che la Procura di Roma ha bollato come illegale, aprendo un'indagine su chi avrebbe fatto uscire la notizia - ma una minaccia per la democrazia, per la tenuta del sistema democratico.

E' evidente che Orfini l'ha sparata grossa. Come può la semplice rivelazione di una intercettazione, dove fra l'altro - ammesso che i protagonisti non abbiano giocato 'a guardie e ladri' - il prossimo candidato premier del PD ci fa una bella figura, da 'guardia', mettere in pericolo la tenuta democratica? Come può Orfini, l'Italia squassata giornalmente da rivelazioni di ben altri scandali, senza che nessuno si preoccupi essere in fibrillazione per una intercettazione rivelata? Siamo tutti convinti  che Roma, che di scandali ne ha visti e subiti, ma è ancora là, magari acciaccata ma sopravvissuta, supererà anche quest'ennesimo scandaletto.

Il Vangelo, infine, ci ricorda che 'è necessario che gli scandali avvengano', senza spiegare con chiarezza il perché. Che invece ci spiegano sia la casa editrice di Sgarbi che quella del quotidiano. Senza scandali, come facciamo a sopravvivere?