sabato 25 luglio 2026

Nuovo regolamento per Alta formazione artistica, musicale e coreutica ( da Orizzontescuola.it, di Andrea Carlino)

 

AFAM, via libera del governo alla riforma: Conservatori e Accademie equiparati alle Università. I dettagli



Una svolta epocale per il mondo della musica, della danza e delle arti visive. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, ha dato il via libera in esame preliminare al nuovo Regolamento per il sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, atteso da oltre un quarto di secolo.

Un provvedimento che, come sottolineato dalla stessa Bernini, “porta finalmente a compimento il percorso di riforma cominciato oltre venticinque anni fa”. Con questo intervento, i 98 Conservatori, le Accademie di Belle Arti e gli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche italiane vengono equiparati alle Università, entrando a pieno titolo nel circuito della valutazione nazionale.

Addio al “far west” normativo: arriva la disciplina organica

Fino a oggi, il sistema AFAM ha operato in assenza di una regolamentazione unitaria, con criteri spesso disomogenei da un istituto all’altro. Il nuovo decreto introduce per la prima volta regole chiare e condivise per la programmazione, lo sviluppo e la valutazione dell’intero comparto, allineandolo agli standard europei di assicurazione della qualità, ma salvaguardando l’autonomia delle singole istituzioni.

Cuore della riforma è l’obbligo per ogni istituto di adottare programmi triennali, aggiornati annualmente, che dovranno riguardare la qualità dell’offerta formativa, la produzione artistica e la ricerca, i servizi agli studenti, l’internazionalizzazione e l’equilibrio economico-finanziario. Un cambio di passo significativo, che impone a Conservatori e Accademie di dotarsi di una visione strategica di medio periodo.

Valutazione Anvur e fondi premiali: i soldi seguono la qualità

La novità forse più attesa è l’ingresso dell’ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) nel mondo AFAM. Così come avviene per gli atenei, l’Agenzia si occuperà del monitoraggio periodico delle istituzioni, valutando non solo la didattica e la ricerca, ma anche l’apertura internazionale, gli sbocchi occupazionali e la sostenibilità finanziaria.

Parallelamente, viene istituito il Fondo per il finanziamento ordinario (FOA) , con una quota compresa tra il 10 e il 30 per cento destinata a finalità premiali. In pratica: più un istituto sarà virtuoso nella qualità della ricerca, nelle politiche di reclutamento e nella programmazione triennale, più risorse otterrà. Un meccanismo che mira a incentivare l’eccellenza e a premiare chi investe in innovazione.

Viene inoltre istituita l’Anagrafe nazionale dei prodotti della ricerca e della produzione artistica dei docenti, uno strumento che renderà trasparente e certificabile il lavoro dei professori, consentendo confronti oggettivi tra le diverse sedi.

Accreditamento più rigoroso: niente più “istituti fantasma”

Il sistema di accreditamento iniziale e periodico delle sedi e dei corsi di studio viene completamente rinnovato. Non sarà più sufficiente avere una struttura fisica: gli istituti dovranno dimostrare il possesso di requisiti didattici, organizzativi e di qualificazione dei docenti, oltre a una solida sostenibilità economico-finanziaria.

In caso di carenze, le istituzioni saranno destinatarie di un piano di adeguamento. Solo in caso di persistente inadempienza si potrà arrivare alla soppressione della sede o del corso, ma con due garanzie fondamentali: il diritto degli studenti a completare gli studi e il mantenimento del posto di lavoro per il personale di ruolo.

Politecnici delle arti e sedi all’estero: l’Italia esporta la sua bellezza

Il Regolamento apre anche a nuove forme associative. Viene prevista la possibilità di fusioni e federazioni tra istituzioni AFAM, anche con le Università, per razionalizzare le risorse e rafforzare la presenza territoriale. Ma la novità più affascinante è l’istituzione dei Politecnici delle arti, pensati come laboratori di collaborazione interdisciplinare tra istituti di ambiti diversi (musica, arte, design, danza) per sviluppare percorsi formativi innovativi e progetti comuni.

Un’altra frontiera è l’internazionalizzazione: le AFAM potranno accreditare nuove sedi decentrate all’estero, un’opportunità per valorizzare la tradizione artistica italiana nel mondo e attrarre studenti stranieri.

I comitati regionali si allargano: spazio agli studenti

Il regolamento modifica anche la composizione dei comitati regionali di coordinamento, che ora includeranno i rappresentanti delle istituzioni AFAM e tre rappresentanti degli studenti. Un segnale di attenzione verso le nuove generazioni, chiamate a partecipare attivamente alle scelte che riguardano il loro percorso formativo.

Il passo finale: i diplomi diventano lauree

Il percorso di riforma, avviato con gli interventi sugli ordinamenti didattici e il reclutamento del personale, e proseguito con l’istituzione dei dottorati di ricerca, sarà completato con un ulteriore tassello: la trasformazione dei diplomi rilasciati da Conservatori, Accademie e ISIA in lauree. Un passaggio che equiparerà definitivamente i titoli AFAM a quelli universitari, riconoscendo il valore e la dignità accademica di questi percorsi.

“Non è solo una promessa mantenuta – ha concluso il Ministro Bernini – sono risorse per una formazione di qualità assoluta. Si sono create le condizioni per un modello internazionale che l’Italia potrà guidare”.

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