Nel suo editoriale domenicale, intitolato 'Il silenzio degli indecenti' Marco Travaglio ne ha per tutti, da Alfano ad Orlando, a Grasso, ma non staremo qui a riferire della singola razione di vaffa... riservato a ciascuno, mentre salva il procuratore siciliano che ha avanzato i suoi sospetti, anche senza portare le prove, mentre dovrebbe averle sempre a portata di mano ogni volta che muove un'accusa.
Ci interessa, invece, riferire come conclude la sua invettiva, perché la conclude davvero male.
Scrive:" Dunque quando i pm fanno una retata di criminali da strada o di mafiosi o di spacciatori, si astengano dal farsi belli nelle conferenze stampa, altrimenti sono fuori dall'ordinamento e dalle competenze di magistrati: ci diranno tutto a fine indagini ( nel frattempo congiunti ed amici degli arrestati avvertiranno Chi l'ha visto?). E se, per dire, un pm scopre che in una delle terre dei fuochi sparse per l'Italia i cittadini mangiano e bevono prodotti radioattivi e cancerogeni, non lanci alcun allarme e non avverta le pubbliche autorità: sarebbe fuori dai suoi poteri, anzi dell'ordinamento. Quindi si tenga tutto per sè un paio d'anni, sino al termine dell'indagine. Poi però se arriva in tempo potrà parlarne ai funerali".
Lui sa mettere sempre il pepe sulla coda al suo discorso, quale che sia l'occasione o quali che siano i protagonisti. Il veleno per il morso finale - ne parleranno ai funerali.. - lui l'ha sempre pronto, ne ha anche una boccetta di riserva.
Però. Il pm che scopre delle irregolarità le scopre perché la polizia, su sua richiesta od indicazione, ha fatto indagini, che, nella ipotesi di lavoro di Travaglio, si sono tradotte in analisi sul terreno e sugli alimenti. Fatte le quali, e riferito ai magistrati, questi devono immediatamente proseguire ed approfondire le indagini per trovare i colpevoli dell'avvelenamento della popolazione; e scovatili, metterli al sicuro dietro le sbarre. Questo il loro compito. E dopo parlare. Perchè se lo fanno prima possono anche destare i sospetti che abbiano voluto dare una mano ai malavitosi 'amici' o 'amici degli amici'.
Che effetto e rilevanza può avere se annuncia anzitempo alla popolazione ciò che i corpi di polizia, dietro sua indicazione, hanno scoperto - e che riferiranno oltre che alla magistratura alle autorità pubbliche - ma senza che lui abbia individuato i responsabili? Perchè compito della magistratura è scoprire i responsabili del malaffare per farlo cessare. Neanche Travaglio può negare a se stesso che a volte ( troppe volte?) i magistrati colgono alcune occasioni di indagine, anche sacrosante, per mettersi in mostra.
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domenica 30 aprile 2017
Il Procuratore di Catania, con le sue dichiarazioni sui migranti, dimostra che sta proprio 'fuori', almeno della sua professione
Da tempo si ascoltano, a seguito di qualche iscrizione nel registro degli indagati di varie procure italiane, i politici affermare, anche senza troppa convinzione: ' lasciamo i magistrati lavorare in pace; le indagini le devono fare i magistrati, spetta a loro emettere sentenze'. Mentre i politici possono lanciare allarmi, segnalare possibili irregolarità ai magistrati perché indaghino a fondo.
E' accaduto invece, al Procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, di prendere la parola e sostituirsi nel loro ruolo ai politici, quando ha segnalato possibili irregolarità, ipotesi di traffici che accomunerebbero le ong e gli scafisti, senza averne ancora le prove, anzi ad inizio indagini, causa sospetti. Mentre i politici, a ruoli invertiti, hanno emesso le sentenze, al posto del procuratore di Catania che forse non si è reso ancora conto del suo 'fuorigioco' e neppure dei guai che ha combinato.
Politici a frotte, dai pentastellati ( Di Maio sempre più in frenetica attività divinatoria), ai leghisti ( Salvini ci è andato a nozze, ma non alle sue!), cui si sono uniti i giornali, alcuni dei quali prima hanno detto di andarci cauti poi invece che i sospetti su alcune ong sarebbero fondati e dunque il procuratore indaghi; ed anche alcuni membri del governo: Alfano difende il procuratore, siciliano come lui, mentre Orlando gli avrebbe consigliato di essere più cauto e di provvedere, prima di parlare, a fare e concludere le necessarie indagini.
Tutti contro tutti. Ad oggi il problema esiste, o c'è solo il sospetto, seppure fondato, che possa esistere? Questo il Procuratore non lo sa ancora.
Ecco perchè, quale che sarà la conclusione, il procuratore di Catania avrebbe fatto bene a tacere, a condurre le indagini nella segretezza richiesta, e, solo ad indagini concluse, a parlare. Mentre invece, parlando come ha fatto, ad indagini appena avviate a seguito di sospetti, sembra voglia mettere in guardia i responsabili delle ong ed avvertirli che si sta indagando su di loro. Un soffiata a favore di amici? Il solo sospetto sarebbe gravissimo ed infamante.
E' accaduto invece, al Procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, di prendere la parola e sostituirsi nel loro ruolo ai politici, quando ha segnalato possibili irregolarità, ipotesi di traffici che accomunerebbero le ong e gli scafisti, senza averne ancora le prove, anzi ad inizio indagini, causa sospetti. Mentre i politici, a ruoli invertiti, hanno emesso le sentenze, al posto del procuratore di Catania che forse non si è reso ancora conto del suo 'fuorigioco' e neppure dei guai che ha combinato.
Politici a frotte, dai pentastellati ( Di Maio sempre più in frenetica attività divinatoria), ai leghisti ( Salvini ci è andato a nozze, ma non alle sue!), cui si sono uniti i giornali, alcuni dei quali prima hanno detto di andarci cauti poi invece che i sospetti su alcune ong sarebbero fondati e dunque il procuratore indaghi; ed anche alcuni membri del governo: Alfano difende il procuratore, siciliano come lui, mentre Orlando gli avrebbe consigliato di essere più cauto e di provvedere, prima di parlare, a fare e concludere le necessarie indagini.
Tutti contro tutti. Ad oggi il problema esiste, o c'è solo il sospetto, seppure fondato, che possa esistere? Questo il Procuratore non lo sa ancora.
Ecco perchè, quale che sarà la conclusione, il procuratore di Catania avrebbe fatto bene a tacere, a condurre le indagini nella segretezza richiesta, e, solo ad indagini concluse, a parlare. Mentre invece, parlando come ha fatto, ad indagini appena avviate a seguito di sospetti, sembra voglia mettere in guardia i responsabili delle ong ed avvertirli che si sta indagando su di loro. Un soffiata a favore di amici? Il solo sospetto sarebbe gravissimo ed infamante.
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