Qualche giorno fa, ospite di 'In Onda' de La 7, Umberto Galimberti (da non confondere con Paolo Garimberti, giornalista di Repubblica che un noto salotto di Via Condotti, frequentato anche da Gianni Letta mandò a comandare in Rai!) ha spiegato la triste sorte del popolo italiano in rapporto ai suoi politici, di livello bassissimo - ha detto, senza mezzi termini - che una volta eletti badano al proprio tornaconto piuttosto che interessarsi ai bisogni della popolazione, e che - ha aggiunto - una volta eletti ed assaporato il potere non schiodano mia, anche perchè - ha concluso amaramente - dopo essere stati in politica per dieci quindici anni, e forse anche più, non avendo mai svolto attività alcuna oltre quella politica, che lavoro potrebbero fare nella società? non sanno far nulla!
Il ragionamento di Galimberti cade ' a fagiolo' sulla discussione di questi giorni sulle prossime elezioni regionali siciliane, per le quali il governatore uscente, intende ricandidarsi, a dispetto di ciò che vorrebbe il suo partito che avrebbe già candidato il rettore dell'Università di Palermo.
Crocetta è indignato. Con la sua ricandidatura egli vorrebbe a che dal suo partito un riconoscimento politico del suo operato, in netta discontinuità con i Lombardo e Cuffaro che , a suo dire, hanno fatto disastri in Regione.
Ieri sera ancora a 'In Onda' dove era ospite, collegato da Palermo, Crocetta ha ostentato il suo medagliere politico, da quando una ventina di anni fa fu eletto a stragrande maggioranza sindaco di Gela e poi ancora amministratore in Sicilia, poi in Europa ed infine governatore.
Lui, dal suo punto di vista, forse ragiona bene. Esiste un articolo nello statuto del Pd che prevede che un amministratore uscente possa ricandidarsi per la seconda volta. E, comunque, lui chiede che si facciano le 'primarie'. Il tempo, asserisce, seppur ristrettissimo, c'è, e lui non teme di sfidare il rettore dell'università. Che, se le vincerà, lui è pronto a dichiarasi fuori, ma la sua uscita non può decretarla- lui dice, il partito o qualche proconsole del segretario. Crocetta, dal punto di vista teorico e normativo ha ragione su tutta la linea.
Il fatto è che dopo una quindicina d'anni che uno ha avuto incarichi politici non sarebbe ora di dire basta! La vita di un amministratore è dura ed impegnativo e questo lo sa anche Crocetta, ma lui forse oltre quello non pensa di saper fare.
E in questo ha ragione Umberto Galimberti ( sempre, da non confondere con Paolo Garimberti che da giornalista, per volontà e decisione di un noto salotto romano, si trovò catapultato alla presidenza Rai, incarico che, in Italia, chiunque può svolgere!)
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giovedì 31 agosto 2017
giovedì 16 luglio 2015
Crocetta a telefono e De Laurentis a Capodichino. Due storie vergognose da dimenticare
Il governatore della Sicilia è a telefono con il suo medico personale e primario a Palermo. Dopo le dimissioni dell'assessore alla sanità, Borsellino, figlia del giudice assassinato dalla mafia; il medico leccaculo per ingraziarsi il suo protettore governatore se ne esce: dovrebbe fare la fine di suo padre, e il governatore tacque. Possiamo avere simili governanti?
De Laurentis, patron del Napoli calcio, in partenza, con volo charter, da Capodichino con tutta la squadra.Arriva in aeroporto con bagagli da far invidia ad uan diva del cinema e chiede ad un poiziotot in srvizio di prenderglieli per portarli direttamente alla scaletta dell'aereo, al cortese rifiuto del piliziotto che non è un lacchè di De Laurentis, lo apostrofa e poco manca che non usi anche le mani, sbottando in 'questo è un aeroporto di merda'. In realtà, forse potrebbe anche essere un aeroporto di merda quello napoletano, ma non per le ragioni di De Laurentis; mentre lui, senza dubbio, è un pezzo di merda!
De Laurentis, patron del Napoli calcio, in partenza, con volo charter, da Capodichino con tutta la squadra.Arriva in aeroporto con bagagli da far invidia ad uan diva del cinema e chiede ad un poiziotot in srvizio di prenderglieli per portarli direttamente alla scaletta dell'aereo, al cortese rifiuto del piliziotto che non è un lacchè di De Laurentis, lo apostrofa e poco manca che non usi anche le mani, sbottando in 'questo è un aeroporto di merda'. In realtà, forse potrebbe anche essere un aeroporto di merda quello napoletano, ma non per le ragioni di De Laurentis; mentre lui, senza dubbio, è un pezzo di merda!
giovedì 26 marzo 2015
Francesca Barracciu, sottosegretario ai beni culturali, nei guai si è messa da sola. Alessandro Gassman non c'entra
Questi giorni, Francesca Barracciu, è alla ribalta della cronaca. Ed è la prima volta, da quando nel febbraio del 2014 Renzi l'ha nominata sottosegretario ai Beni culturali, per toglierla dai guai nei quali s'era cacciata nella nativa Sardegna.
Sorvolando sulla gaffe della commemorazione del Satta confuso, della quale s'è scusata dicendo in pratica: oh, ma io sono laureata in filosofia, vi pare che non me ne sia accorta? mentre ha insistito a commemorarlo, gettando poi la croce dello scambio di persona, sulle spalle del suo staff. Stessa scusa di quell'altra laureata della Gelmini, che sul tunnel da Ginevra al Gran sasso, incolpò il suo segretario, che ovviamente aveva studiato nella sua stessa università.
Laureata in filosofia la Barraciu, ha insegnato nelle scuole superiori, laureata come tantissimi altri, insegnante come tantissimi altri; solo che, a differenza di tantissimi altri, lei come la Gelmini - non so chi si deve scusare con l'altra per l'accostamento - se non si mettevano a fare politica, dove si vede di tutto, la Barracciu sarebbe ancora a fare l'onesta insegnante, e la Gelmini, a fare l'avvocata onesta, mentre fino ad oggi la Gelmini non passa giorno senza che ci dispensi briciole di sapienza, e la Barracciu di giorni ne ha lasciati passare tanti, troppi, senza spiegarci le ragioni vere della sua scappata in continente, aggrappata all'ancora che le ha gettato Renzi.
Non vogliamo parlare anche di Alessandro Gassman che le direzioni degli Stabili deve forse non alla sola sua bravura, sulla quale non osiamo neppure dubitare. Come invece ha osato fare la Barracciu, che se dovesse applicare a se stessa il criterio che ha usato con Gassman, dovrebbe giungere alle medesime conclusioni e conseguente autoconfessione. Lei, che meriti per fare il sottosegretario ai beni culturali, ed anche competenze non ne può vantare, bensì solo la sua laurea in filosofia, con la quale ha potuto insegnar. perciò su simili rivendicazioni professionali è preferibile tacere dall'una e dall'altra parte.
Le medaglie al petto che chiunque esibisce, a fronte di un incarico di responsabilità e prestigio, si valutano partendo da quelle guadagnate in trincea. Tanto per restare ai beni culturali, la sig.ra Ilaria Borletti Buitoni, sarà anche laureata oppure no non importa, ma da presidente del FAI, dove ha dimostrato cosa sapeva fare, la sua nomina a sottosegretario è più che giustificata dalla sua competenza dimostrata sul campo; mentre altrettanto non si può dire nè della Barracciu nè dello stesso ministro Franceschini. Condizioni queste per l'esplosione del potere del Nastasi grande&grosso.
Tornando alla Barracciu, la sua fuga in continente, dopo essere stata eletta anche parlamentare europea, subentrata a Crocetta, salvata da Renzi, lei renziana, ovviamente, nasce dal clamore suscitato dalle sue spese 'pazze' - così le definì l'opinione pubblica - da consigliera regionale: 33.000 Euro circa di carburante in tre anni - così almeno si legge negli articoli di giornali riguardanti il suo caso.
Calcolatrice alla mano, se il carburante costava all'epoca all'incirca 1,70 Euro, e con un litro di carburante lei poteva percorrere mediamente una ventina di km, in tre anni la Barracciu avrebbe percorso con la sua macchina 390.000 Km. circa, e perciò ogni anno avrebbe potuto oltre cento volte percorrere la distanza 'dalle Alpi alle piramidi' della nostra amata penisola, lunga 1200 Km circa, solo che quegli oltre 130.000 km annui, li avrebbe percorsi nella 'incarcata' patria Sardegna, lunga 270 Km. ( l'avrebbe percorsa 500 volte circa circa per anno, una volta e mezza al giorno per tutti i giorni e per tutti e tre gli anni, ogni giorno) andando su e già all'impazzata, con l'acceleratore a tavoletta, perchè l'altra ipotesi sarebbe, oltre quella dell'alta cilindrata della sua macchina, che non sapendo la consigliera guidare, abbia consumato il doppio o il triplo di quanto consumerebbe un normale ma avveduto guidatore.
Morale della favola. La cultura, quella vera, che dovrebbe essere appannaggio di ogni politico, benché non lo sia quasi di nessuno, non dovrebbe far cadere il politico di turno nelle trappole dei falsi o indebiti rimborsi che sono una vergogna fin troppo diffusa nel nostro paese,. E non aggiungiamo altro. L'unico vantaggio, adesso che sta al ministero, è chela Barracciu, usi la macchina di servizio e perciò non debba farsi rimborsare nulla. E con ciò evita altri possibili addebiti politico culturali futuri.
Sorvolando sulla gaffe della commemorazione del Satta confuso, della quale s'è scusata dicendo in pratica: oh, ma io sono laureata in filosofia, vi pare che non me ne sia accorta? mentre ha insistito a commemorarlo, gettando poi la croce dello scambio di persona, sulle spalle del suo staff. Stessa scusa di quell'altra laureata della Gelmini, che sul tunnel da Ginevra al Gran sasso, incolpò il suo segretario, che ovviamente aveva studiato nella sua stessa università.
Laureata in filosofia la Barraciu, ha insegnato nelle scuole superiori, laureata come tantissimi altri, insegnante come tantissimi altri; solo che, a differenza di tantissimi altri, lei come la Gelmini - non so chi si deve scusare con l'altra per l'accostamento - se non si mettevano a fare politica, dove si vede di tutto, la Barracciu sarebbe ancora a fare l'onesta insegnante, e la Gelmini, a fare l'avvocata onesta, mentre fino ad oggi la Gelmini non passa giorno senza che ci dispensi briciole di sapienza, e la Barracciu di giorni ne ha lasciati passare tanti, troppi, senza spiegarci le ragioni vere della sua scappata in continente, aggrappata all'ancora che le ha gettato Renzi.
Non vogliamo parlare anche di Alessandro Gassman che le direzioni degli Stabili deve forse non alla sola sua bravura, sulla quale non osiamo neppure dubitare. Come invece ha osato fare la Barracciu, che se dovesse applicare a se stessa il criterio che ha usato con Gassman, dovrebbe giungere alle medesime conclusioni e conseguente autoconfessione. Lei, che meriti per fare il sottosegretario ai beni culturali, ed anche competenze non ne può vantare, bensì solo la sua laurea in filosofia, con la quale ha potuto insegnar. perciò su simili rivendicazioni professionali è preferibile tacere dall'una e dall'altra parte.
Le medaglie al petto che chiunque esibisce, a fronte di un incarico di responsabilità e prestigio, si valutano partendo da quelle guadagnate in trincea. Tanto per restare ai beni culturali, la sig.ra Ilaria Borletti Buitoni, sarà anche laureata oppure no non importa, ma da presidente del FAI, dove ha dimostrato cosa sapeva fare, la sua nomina a sottosegretario è più che giustificata dalla sua competenza dimostrata sul campo; mentre altrettanto non si può dire nè della Barracciu nè dello stesso ministro Franceschini. Condizioni queste per l'esplosione del potere del Nastasi grande&grosso.
Tornando alla Barracciu, la sua fuga in continente, dopo essere stata eletta anche parlamentare europea, subentrata a Crocetta, salvata da Renzi, lei renziana, ovviamente, nasce dal clamore suscitato dalle sue spese 'pazze' - così le definì l'opinione pubblica - da consigliera regionale: 33.000 Euro circa di carburante in tre anni - così almeno si legge negli articoli di giornali riguardanti il suo caso.
Calcolatrice alla mano, se il carburante costava all'epoca all'incirca 1,70 Euro, e con un litro di carburante lei poteva percorrere mediamente una ventina di km, in tre anni la Barracciu avrebbe percorso con la sua macchina 390.000 Km. circa, e perciò ogni anno avrebbe potuto oltre cento volte percorrere la distanza 'dalle Alpi alle piramidi' della nostra amata penisola, lunga 1200 Km circa, solo che quegli oltre 130.000 km annui, li avrebbe percorsi nella 'incarcata' patria Sardegna, lunga 270 Km. ( l'avrebbe percorsa 500 volte circa circa per anno, una volta e mezza al giorno per tutti i giorni e per tutti e tre gli anni, ogni giorno) andando su e già all'impazzata, con l'acceleratore a tavoletta, perchè l'altra ipotesi sarebbe, oltre quella dell'alta cilindrata della sua macchina, che non sapendo la consigliera guidare, abbia consumato il doppio o il triplo di quanto consumerebbe un normale ma avveduto guidatore.
Morale della favola. La cultura, quella vera, che dovrebbe essere appannaggio di ogni politico, benché non lo sia quasi di nessuno, non dovrebbe far cadere il politico di turno nelle trappole dei falsi o indebiti rimborsi che sono una vergogna fin troppo diffusa nel nostro paese,. E non aggiungiamo altro. L'unico vantaggio, adesso che sta al ministero, è chela Barracciu, usi la macchina di servizio e perciò non debba farsi rimborsare nulla. E con ciò evita altri possibili addebiti politico culturali futuri.
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