Giovanni Minoli fuori della tv, è uno spreco ed una ingiustizia, facciamolo tornare. Ci ha pensato Cairo a farlo tornare. Sperando nell'affare, gli ha fatto rifare, nell' unico giorno in cui manca Lilli Gruber, proprio nel suo spazio, ma di domenica, il suo 'Faccia a Faccia', stile 'Mixer'. Intervista a tutto tondo, con intervistato sulla graticola, perchè Minoli non risparmia nulla al suo interlocutore.
Il suo 'Faccia a Faccia' è durato una ventina di minuti sui quarantacinque, quanto dura la nuova avventura minoliana in tv - un tempo che si ritiene congruo alla tv, perchè l'intervista da sola sarebbe stata troppo corta - con la presunzione di contrastare una trasmissione sorella, come quella di Fabio Fazio che, però, va in onda nella stessa fascia oraria, ma inizia prima e finisce molto dopo, e che è ormai rodata ed incontra, con tutto il ben noto 'fazismo' ,il favore del pubblico.
E allora Minoli si inventa un talk, nell'era in cui il talk viene da tutti, lui compreso, dichiarato morto e sepolto, e che lui intende resuscitare.
Si inizia con un fatto di attualità (nel caso le elezioni americane) si prosegue con l'intervista (non la ritiene Minoli d'attualità da sola?); si prosegue con 'LìoLa', sofisticato editoriale di Buttafuoco ( su ' la donna e il danno', per il primo 'Faccia a faccia'). Si passa poi a raccontare l'intricata vicenda Sindona-Ambrosoli, per finire con la 'Sora Cesira' giocata su un celebre video musicale (una cosa 'alla Crozza', ma 'senza Crozza').
Il tutto senza che il celebre giornalista spenda una sola parola di raccordo fra un servizio e l'altro, salvo che per fare la morale alla fine del servizio su Sindona-Ambrosoli: ' i fatti del passato devono insegnare qualcosa per il presente'. Mamma mia che profondità di pensiero e soprattutto quale nuova intuizione!
Insomma un'altalena continua tra servizi alti e bassi, per lo stile. Tra uno stile troppo alto e sofisticato - quello di Buttafuoco , quando forse, anzi sicuramente, ci saranno state le più precipitose fughe dal canale de La7 - ed il suo, di Minoli. Efficace per ricchezza e varietà di domande, senza nessuno sconto neanche al Presidente del Consiglio, ma volgare per il ritmo fra domande e risposte, al limite del disturbo continuo. L'intervistato avrebbe dovuto ascoltare le sue domande - 'nessuno le sa fare come me, neanche Biagi e gli altri grandi intervistatori televisivi', con ostentata sicurezza pensava Minoli - ma lui non ascoltava le risposte, inserendosi appena terminata una domanda con la seguente, disturbando risposte ed attenzione.
Renzi, che ha capito il gioco stupido, e perfino troppo scoperto di Minoli, che era quello di recare disturbo ed innervosirlo, neanche una volta gli ha detto: beh, ora mi faccia rispondere - come tante altre volte ha fatto con altri intervistatori. Se lo avesse fatto, molti sarebbero stati autorizzati a dire: ecco, Minoli l'ha messo in difficoltà. No. Minoli, il Presidente del Consiglio se l'è giocato come ha voluto.
E l'unico che ha perso la partita, su tutta la linea - intervista ed altri servizi- è stato proprio Minoli che ha avuto un modestissimo 4% di share ( telespettatori intorno a 1.100.000). Ha fatto molto meglio perfino Semprini (Rai3) quando ha invitato Renzi, e Mentana nel faccia a faccia fra Renzi e Zagrebelski.
E come fa molto meglio, ogni sera, la Gruber in quella stessa fascia oraria. Salvo, d'ora in avanti, la domenica, quando Cairo, pensando all'affare Minoli, l'ha sosituita con il celebre giornalista. Con il quale beccato una sòla ed una sonora sberla, dalla quale sarà difficile, anche a distanza di settimane, riprendersi. Per Cairo e per Minoli.
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lunedì 7 novembre 2016
Vince Renzi nel 'Faccia a Faccia' con Minoli , punito, al suo ritorno in tv, da ascolti bassissimi
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venerdì 23 settembre 2016
Di Martedì di Giovanni FLoris per La7: un tripudio di applausi
Ci siamo messi davanti allo schermo con un taccuino ed abbiamo annotato tutti gli applausi, lungo l'intera durata del programma di Floris che, da quel che si legge, è tornato a crescere, mettendo all'angolo Semprini con il suo 'Politics', voluto dalla direttora, Daria Bignardi, sia la trasmissione, sia Semprini - il contratto e l'assunzione di quest'ultimo definiti antisindacali, nonostante il compenso calmierato.
Rispetto al ciclo passato c'è una grande novità, oltre il fatto che la trasmissione va avanti fino a notte inoltrata, così si becca ascolti più soddisfacenti. E cioè che il politico di turno invitato in studio non ha più alle spalle quello stuolo umiliante di servi e serve che ad ogni affermazione del loro padrone, anche la più idiota - cosa che accadeva più d'una volta nel corso dell'intervista - dovevano assentire. Ora il politico ospite è al centro dello studio e quella schiera di servi e serve non è più in primo piano e magari qualcuno di loro può anche abbandonarsi a qualche sbadiglio - abbiamo visto anche questo.
Ma il politico di turno, che ascoltarlo mette tristezza per la scarsa qualità umana, sociale e professionale del medesimo, ora viene sempre preceduto dall'intervento di Crozza che, con le sue risate, tenta di indorare la pillola dell'ascolto della successiva intervista, la quale talvolta fa ridere più della caricatura di Crozza. E, infatti Cairo, sta pensando di invitare più politici, tanto ridiamo lo stesso, a partire dal prossimo gennaio, quando il contratto con Crozza scadrà e Cairo non intende rinnovarlo perchè anche lui negli ultimi mesi ha fatto venire agli ascoltatori un calo del desiderio (di lui).
Adesso nel corso delle quattro ore si parla di tutto. Dagli alimenti, alla pulizia, detersivi compresi, allo spessore degli assorbenti femminili ( la prossima puntata, come anticipato) e tutto con ospiti sempre diversi per evitare l'addormentamento in poltrona. Ci ha colpiti nella scorsa trasmissione il prof. Ticca che ha distrutto le nostre convinzioni in fatto di zuccheri, raffinato e di canna. Non c'è differenza fra i due, ha detto il professore, quello di canna, integrale, come noi pensiamo, altro non è che lo zucchero bianco con qualche impurità della pianta dalla quale viene estratto che le dà quel colore e lo sporca, e quindi in buona sostanza non è che lo zucchero bianco sporco. Dunque niente zucchero raffinato e zucchero grezzo, ma zucchero pulito e zucchero sporco.
Ma la novità delle novità è il gradimento del pubblico in studio, autentico, espresso attraverso gli applausi a chiunque e per qualunque cosa. Abbiamo annotato, sul nostro taccuino, in quattro ore di trasmissione, ben 120 applausi - mica a comando, tutti spontanei - con una media di 30 per ora, che vuol dire che un minuto sì e l'altro no si applaude, insomma a minuti e banalità alternate.
Rispetto al ciclo passato c'è una grande novità, oltre il fatto che la trasmissione va avanti fino a notte inoltrata, così si becca ascolti più soddisfacenti. E cioè che il politico di turno invitato in studio non ha più alle spalle quello stuolo umiliante di servi e serve che ad ogni affermazione del loro padrone, anche la più idiota - cosa che accadeva più d'una volta nel corso dell'intervista - dovevano assentire. Ora il politico ospite è al centro dello studio e quella schiera di servi e serve non è più in primo piano e magari qualcuno di loro può anche abbandonarsi a qualche sbadiglio - abbiamo visto anche questo.
Ma il politico di turno, che ascoltarlo mette tristezza per la scarsa qualità umana, sociale e professionale del medesimo, ora viene sempre preceduto dall'intervento di Crozza che, con le sue risate, tenta di indorare la pillola dell'ascolto della successiva intervista, la quale talvolta fa ridere più della caricatura di Crozza. E, infatti Cairo, sta pensando di invitare più politici, tanto ridiamo lo stesso, a partire dal prossimo gennaio, quando il contratto con Crozza scadrà e Cairo non intende rinnovarlo perchè anche lui negli ultimi mesi ha fatto venire agli ascoltatori un calo del desiderio (di lui).
Adesso nel corso delle quattro ore si parla di tutto. Dagli alimenti, alla pulizia, detersivi compresi, allo spessore degli assorbenti femminili ( la prossima puntata, come anticipato) e tutto con ospiti sempre diversi per evitare l'addormentamento in poltrona. Ci ha colpiti nella scorsa trasmissione il prof. Ticca che ha distrutto le nostre convinzioni in fatto di zuccheri, raffinato e di canna. Non c'è differenza fra i due, ha detto il professore, quello di canna, integrale, come noi pensiamo, altro non è che lo zucchero bianco con qualche impurità della pianta dalla quale viene estratto che le dà quel colore e lo sporca, e quindi in buona sostanza non è che lo zucchero bianco sporco. Dunque niente zucchero raffinato e zucchero grezzo, ma zucchero pulito e zucchero sporco.
Ma la novità delle novità è il gradimento del pubblico in studio, autentico, espresso attraverso gli applausi a chiunque e per qualunque cosa. Abbiamo annotato, sul nostro taccuino, in quattro ore di trasmissione, ben 120 applausi - mica a comando, tutti spontanei - con una media di 30 per ora, che vuol dire che un minuto sì e l'altro no si applaude, insomma a minuti e banalità alternate.
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