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E' ufficiale: gli ultimi Vespasiani rimasti nella città eterna saranno demoliti in vista del Giubileo 2025 a Roma che inizierà il 24 dicembre 2024. I bagni pubblici che rimandano ai gabinetti, della civiltà romana, i bagni pubblici tassati per volere dell'imperatore Tito Flavio Vespasiano sono pronti a scomparire. Addio ai Vespasiani del Giubileo 2000. In vista del prossimo evento in arrivo tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025, Roma Capitale ha deciso di abolire gli ultimi bagni pubblici rimasti. Il motivo rimanda ad un processo di ristrutturazione iniziato circa un anno fa. La novità riguardante i bagni pubblici riguarda l'accesso ad essi. Le persone potranno usufruirne tramite POS. Inoltre, saranno a disposizione anche come punto di informazione turistica. Tito Flavio Vespasiano fu colui che tassò i Vespasiani già realizzati già prima del regno di Tito Flavio. L'imperatore decise di mettere un'imposta poiché aveva bisogno di soldi. La quota era dovuta dai cosiddetti fullones, gli addetti alla pulizia delle vesti, i quali ricavavano ammoniaca dalle urine passate dai romani nei bagni dell'impero. Gli artigiani acquistavano l'urina. L'imposta sui bagni aveva un nome ben preciso: centesima venalium e riguardava anche gli orinatoi collocati all'esterno delle attività commerciali dei lavandai. Infatti, tutti potevano fare la pipì dentro ai vasi messi a disposizione ma tale servizio era tassato. Oltre ai Vespasiani, a Roma erano presenti anche le latrine pubbliche. All'epoca nessuno si vergognava di fare i propri bisogni pubblicamente, anzi era come una tradizione che nel corso dei secoli, però, è venuta meno. Tuttavia, i bagni romani sono caratteristici dell'antica Roma e da tutti ricordati.
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